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Ambrogio – Vita ed opere


Insieme a Agostino e Gerolamo, Ambrogio è considerato uno ei più importanti padri della Chiesa occidentale.

Nato probabilmente a Treviri (la data di nascita non è nota) da una famiglia cristiana consolare, compì la sua educazione a Roma al fine di essere avviato alle più importanti cariche imperiali. Ancora in età giovanile ottenne il governo della Liguria e dell’ Emilia con residenza a Milano. Per il suo prestigio sia presso i Cristiani che presso gli eretici fu acclamato vescovo di Milano, incarico che accettò nel 374. Alla Chiesa egli consacrò le sue sostanze e tutta la sua vita. La presenza si colloca in un momento di storisa della Chiesa in cui erano molto diffuse voci eretiche e pagane che minacciavano l’unità. Quando fu acclamato vescovo egli non aveva la cultura biblica e teologale necessaria e vi provvide con lo studio della patristica greca.

La sua opera più notevole è l’ Hexameron, in sei libri, uno per ogni giorno della creazione. Si tratta di una raccolta di sermoni tenuti durante la quaresima, in cui tutta la sua dottrina religiosa, filosofica e retorica è utilizzata per glorificare la bellezza e l’armonia del cosmo.
Nel De officiis ministrorum, Ambrogio sostiene che, per comandamento di Dio, la terra è un possedimento di tutti gli uomini, mentre il diritto privato è originario dell’usurpazione. Egli non condanna solo la ricchezza fondiaria, ma anche la ricchezza accumulata a seguito di attività commerciale.
Dal 379 al 396, Ambrogio scrive delle epistole con cui si leva soprattutto contro il potere politico. Infatti egli impone all’imperatore Tedosio una penitenza per il massacro di 4.000 abitanti di Tessalonica e ricorda a Valentinianio che egli, come imperatore, è servo di Dio e dell’unica fede e che la Chiesa di Cristo non può accettare nessuna offerta di un principe che accordi le sue concessioni agli idolatri pagani.
Fra le sue orazioni, tre sono particolarmente importanti e rievocano momenti della sua vita o fatti di storia contemporanea.
1) orazione pronunciata davanti al feretro del fratello
2) orazione pronunciata in occasione dei funerali del giovanissimo imperatore Valentiniano II, assassinato in Gallia
3) orazione pronunciata per la morte di Teodosio, in presenza del successivo imperatore, Onorio
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