Mongo95 di Mongo95
Ominide 2074 punti

Con la morte di Boezio e la chiusura delle scuole filosofiche pagane di Atene (529), la filosofia sembra entrare, sia a Occidente che a Oriente, in un periodo di stallo. Nel mondo bizantino, la filosofia non è più di fatto oggetto di insegnamento, sostituita dalla teologia cristiana. Abbiamo però Pseudo-Dionigi Areopagita.
Nel mondo latino, ora suddiviso nei regni romano-barbarici, non c’è nessun attività filosofica. Solo nel periodo carolingio si ha una significativa ripresa degli studi riguardo le discipline del linguaggio. La figura di maggior spicco è quella di Giovanni Scoto, che fa incontrare la tradizione del neoplatonismo latino (Boezio) con quella del neoplatonismo greco (Pseudo-Dionigi).
La cultura dell’Alto Medioevo latino è eminentemente una cultura teologica: se la filosofia vi gioca un ruolo, è principalmente in quanto logica, cioè fornisce argomenti utilizzabili nelle dispute teologiche.
• Lo Pseudo-Dionigi Areopagita e gli studi filosofici a Bisanzio

Attivo tra il V e Vi secolo, brillante “falsario” della filosofia che si fa passare come autore del I secolo molto vicini agli eventi iniziali e fondanti del cristianesimo, da cui prende anche il nome: Dionigi, giudice all’Areopago che fu convertito da Paolo. Il suo inganno fu scoperto solo nel Novecento. Prende molti spunti da Proclo:
a. Assoluta trascendenza dell’Uno-Dio, che è al di sopra del mondo delle forme, è superiore all’essere, superiore all’intelligenza, al pensiero, alla conoscenza e al linguaggio
b. Teologia negativa-apofatica, è più corretto riferirsi a Dio con le negazioni che con le affermazioni. Ma Dio, in realtà, è superiore anche alle negazioni, quindi
c. Dionigi delinea una scala gerarchica per accostarsi a Dio in tre differenti gradini:
1. Via affermativa (parla di Dio in modo improprio a partire dalle creature  “Dio è essere e bene”)
2. Via negativa (si avvicina a Dio negando tutti i contenuti e i “nomi” ricavati precedentemente dalle creature  “Dio non è né essere né bene”)
3. Via superlativa/dell’eminenza (si negano le stesse negazioni, si riconosce in definitiva che Dio è superiore a qualsiasi possibilità conoscitiva e linguistica  “Dio non è né essere né non-essere, ma super-essere o più-che-essere)
Ma, nel Dio cristiano, questa assoluta trascendenza è scalfita da almeno due fattori:
A. Dio crea consapevolmente il mondo, dunque ha rapporto diretto e consapevole con esso
B. Dio stesso si è in qualche modo rivelato come tale attraverso le Scritture
Come è quindi possibile tenere insieme affermazioni e negazioni? Si tratta di riferire le affermazioni non a Dio in se stesso, ma alla sua azione verso le creature, al modo cioè con cui Dio si manifesta nel mondo e al mondo, e all’uomo in particolare; e di riferire invece le negazioni a ciò che Dio è nella sua stessa essenza.
Dio, quindi, ammette sia le affermazioni che le negazioni, e si colloca al di là della loro alternativa, cioè al di là dello stesso principio di non-contraddizione.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email