pexolo di pexolo
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Dottrina manichea

La dottrina manichea è basata su un dualismo radicale (che pone i due principi come coeterni, supremi e contrapposti, volutamente distinto dal “dualismo mitigato”, dove il principio negativo insorge in un secondo momento, a causa di un incidente occorso durante la creazione) che postula l’identificazione di Male e Materia (tesi di origine platonica), che è stèresis (privazione, mancanza); questa tesi viene negata da Aristotele, secondo cui la materia è eterna e preesistente, mentre è accettata da quell’anti-cattolicesimo di quegli gnostici che (quasi paradossalmente) Plotino stesso combatte. La dottrina manichea è una setta religiosa per metà pagana, per metà cristiana, fondata nel III secolo d.C. da Mani, che iniziò la sua predicazione in Persia, diffusasi poi in Africa, in Asia e in Europa (dove ispira le sette dei Catari e degli Albigesi); i documenti dell’epoca mettono in evidenza a quali aberrazioni è giunta, per esempio, la setta catara (raccolte da Raoul Manselli nel suo libro L’eresia del male). Il punto a cui giungono tutti i dualismi è l’idea secondo cui non può esserci un Dio onnipotente e allo stesso tempo il Male, soluzione accettata anche dall’ateismo [ripresentata da quegli autori ebrei che subirono l’esperienza del nazismo e che affermarono “ad Auschwitz è morto Dio”, in quanto lì è stato negato che il mondo possa essere stato creato da Dio, dal Bene].

Eresia catara

«A Tolosa, nel 1177, per la prima volta compare chiaro e netto il dualismo radicale; in un contraddittorio nella chiesa di Santo Stefano, alla presenza del cardinale legato, mentre gli eretici cercavano di far confusione e di occultare così le loro idee, uno dei presenti si levò a rinfacciare loro gli articoli di fede che aveva sentito predicare dalla loro bocca pubblicamente»; fra questi articoli vi era l’affermazione che esistevano due Dii, uno buono e l’altro cattivo: il buono che avrebbe fatto solo le cose invisibili, incorruttibili, il cattivo che aveva creato il cielo e la terra, l’uomo e le altre cose visibili. Ancor più grave è una conclusione che ricaviamo dalla dottrina della creazione corporea come opera diabolica: «Le madri, appena concepita la loro prole, o dopo averla partorita, dovevano subito ucciderla; ancora una volta in tutta la sua tragica e disumana realtà, ci si mostra l’odio cataro alla vita e alla propagazione dell’esistenza umana» (forse accostabile al pensiero di Nietzsche nella Nascita della tragedia, quando Sileno, precettore di Dioniso, insegue il re Mida dicendo che la cosa migliore per l’uomo era non nascere, o perlomeno, una volta nati morire subito).

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