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Agostino

Agostino visse una vita particolare. Nacque nel 354 d.C. a Tagaste, vicino Cartagine. Riceve una prima educazione dalla madre Monica, mentre in gioventù decide di intraprendere gli studi di giurisprudenza, interessandosi anche agli autori latini. Agostino convive e ha un figlio. In seguito, venne costretto a trasferirsi a Roma e poi a Milano, dove divenne amico del vescovo Ambrogio, il quale esercita su di lui un’influenza notevole. In questo periodo, Agostino si interessa al cristianesimo e al neoplatonismo, su cui fonda il suo pensiero. Nel 386 d.C. torna in Africa, in Algeria, e vende i suoi beni fondando una comunità con alcuni dei suoi seguaci. Dieci anni dopo divenne il vescovo di Ippona.

Manicheismo

Il manicheismo è un movimento filosofico nato dalle predicazioni di Mani, un principe persiano. Costui riprendeva la dottrina di Zoroastro, di cui si sa poco con chiarezza, che sosteneva il dualismo. Il mondo è diviso in due: bene e male, luce e tenebre, divinità malvagia e divinità buona. Persino la Chiesa riprende questa concezione introducendo le figure di Dio, del Diavolo e dell’oscurità contrapposta alla luce.

Il tempo

Per Agostino uno dei temi fondamentali della mente è il tempo, che secondo lui è intrinseco nell’anima e dunque è soggettivo. Secondo Agostino, l’uomo deve vivere avendo memoria del passato, conservando delle aspettative dal futuro e cercando di vivere concentrato sul presente.
Il tempo è parte integrante della Creazione. Dal momento che Dio ha creato l’universo e tutto ciò che contiene, allora ha creato anche il tempo, perché sarebbe sciocco pensare un tempo all’indietro prima della nascita del mondo, che è nato dal nulla per volere di Dio.

Il male

Quando Agostino aderì al manicheismo iniziò a ritenere che il mondo fosse scisso in bene e male. In seguito, aderendo alla fede cristiana, si distaccò dal dualismo. Se Dio incarna il bene ed ha creato tutto, il male da dove ha origine? Secondo Agostino non esisteva un’entità maligna, come il cristianesimo dirà poi a proposito del Diavolo, ma il male è soltanto l’assenza del bene, una situazione in cui il bene non c’è. Il male può essere spirituale o morale, con opinioni e comportamenti corrotti, elementi che sono soggettivi e di conseguenza distaccati dal bene. Questa cattiva volontà, tuttavia, allontana l’uomo da Dio.

La grazia

Nel cristianesimo si racconta, tramite la Bibbia, che Dio in principio creò Adamo ed Eva. Questi “prototipi” di uomo commisero il peccato originale e di conseguenza l’umanità è stata condannata. In realtà, Adamo fu solo un pessimo esempio come Eva poiché l’uomo possiede il libero arbitrio e sa distinguere il bene dal male. Allora perché tutti noi non protendiamo al bene e alla salvezza? Perché le buone azioni non sono sufficienti. Secondo Agostino, è Dio soltanto a dare il verdetto finale. Si fa quindi una distinzione:

Grazia determinante: concessa a tutti gli uomini, che possono quindi salvarsi.

Grazia concomitante: ovvero insieme a quella divina. Le buone azioni unite alla benevolenza divina determinano la salvezza nella vita oltre la morte.

De Civitate Dei

Agostino fu ispirato alla stesura di questa immensa opera dal Sacco di Roma del 410 d.C. per opera dei Goti di Alarico. L’Impero Romano d’Occidente, che sarebbe crollato nel 476 d.C., si sgretolò a causa della diffusione della religione cristiana, come sostenevano i suoi oppositori ai tempi di Nerone. Infatti, il cristianesimo ha generato parecchie differenze e esteso i confini del regno al punto da includere popoli troppo eterogenei, con la conseguente disunione all’interno dell’Impero che ha portato alla sua rottura.
In quest’opera Agostino dice che esistono due città:

 Città dell’uomo: Civitas terrae. Si tratta dell’espressione dell’amore che l’uomo ha verso se stesso. E’ caratterizzata dalla società corrotta dal Diavolo in cui l’uomo si lascia dominare dalle passioni, è soggetto al potere politico, insegue ideali falsi e predica valori superficiali.

 Città di Dio: Civitas Dei o Civitas caeli. è la città in cui vivono i giusti ed è stata creata per amore verso Dio. Qui si realizza la salvezza e si raggiunge la massima felicità eterna. Nel mondo terreno, l’uomo non è completamente buono ma le sue azioni migliori unite alla benevolenza divina lo aiuteranno ad ottenere la salvezza.

Non bisogna intendere la Chiesa come espressione priva di difetti della città celeste. Essa commette i suoi errori, ma cerca di evidenziare al meglio il modo migliore per vivere insieme a Dio. Agostino non condanna la politica e la Chiesa che vi prende parte. Dice che l’intervento ecclesiastico in politica può costituire alcuni vantaggi se atto a migliorare l’esistenza delle persone. Inoltre, la politica non è una cosa sbagliata in sé, lo è la corruzione che la trascina nel baratro.

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