Concetti Chiave
- L'impostazione occamista del Trecento promuove lo studio scientifico della natura, enfatizzando la "conoscenza intuitiva" e relegando la metafisica.
- Buridano introduce il concetto di impetus, anticipando il principio di inerzia, mentre Alberto di Sassonia espande queste idee, influenzando pensatori come Leonardo da Vinci.
- Nicola d'Oresme è pionieristico nell'uso delle coordinate geometriche per descrivere fenomeni, introducendo la rappresentazione grafica delle funzioni.
- Il tardo Medioevo segna una transizione nella scienza, superando la visione platonica dell'immutabilità e riconoscendo la mutabilità attraverso relazioni matematiche.
- La scienza moderna inizia a delinearsi con l'integrazione di metodi matematici per comprendere non solo fenomeni statici, ma anche il divenire e le variazioni temporali.
Qual è l'influenza dell'occamismo sulla scienza?
Nel Trecento lo studio scientifico della natura viene favorito dall'impostazione occamistica della "conoscenza intuitiva", che porta a trascurare la metafisica per considerare il comportamento fenomenico del reale.
Contributi di Buridano e Alberto di Sassonia
Gli studi sull'impetus, del Buridano, autore della "Quaestiones super physicorum libros", furono un passo avanti verso il principio di inerzia (sebbene l'impeto sia ancora una "forza impressa", concepita come un principio di attività). Un impeto di questo genere, impresso all'atto della creazione, sarebbe quello che fa ruotare i cieli. Le idee del Buridano furono sviluppate da Alberto di Sassonia (morto verso il 1390), citato ripetutamente da Leonardo da Vinci col nome di "Albertucco". Egli fu rettore a Parigi intorno al 1353, e più tardi a Vienna.
Innovazioni di Nicola d'Oresme
Importanza ancor maggiore, tra i pensatori di questa corrente, ebbe Nicola d'Oresme (1323-1382 circa), rettore del collegio di Navarra a Parigi, e poi vescovo di Lisieux. Nel suo "Tractatus de latitudine formarum", molto letto fino a tutto il Quattrocento, egli precede di oltre due secoli Descartes nell'usare coordinate geometriche per descrivere l'andamento dei fenomeni. Il modo in cui, con l'aumentare della longitudo, o lunghezza, aumenta o diminuisce la latitudo, o ampiezza di una figura, ci permette di valutare il grado dell'ampiezza e l'excessus graduum, ossia la misura in cui quel grado varia. Unendo i valori, che variano, per mezzo di una linea continua, si ottiene una curva che ci dà una rappresentazione grafica del variare di una grandezza in dipendenza dal variare di un'altra (in particolare, dal passare del tempo): ossia, di quella che sarà detta una "funzione". Nicola d'Oresme non sviluppa tutte le possibilità che questo metodo offre, ma la novità che introduce è estremamente importante: la rappresentazione grafica non si presta più, ormai, soltanto a esprimere una traiettoria spaziale, bensì anche la legge di una andamento temporale, e la matematica si avvia, così, a divenire lo strumento, non più soltanto di una descrizione statica delle cose, bensì di una determinazione quantitativa esatta dello stesso divenire.
La matematica e la scienza del divenire
La scienza, da Platone in poi, era sempre stata concepita come conoscenza di un oggetto che "è sempre a un modo", che non muta, che non è soggetto alle variazioni accidentali dell'esperienza. E la matematica, nella sfera ideale, era sempre stata considerata il prototipo di questa scienza dell'immutabile. A un certo punto, senza che questa concezione venga meno, si scopre che, attraverso queste relazioni in sé stesse immutabili, si può tuttavia afferrare, nel conoscere scientifico, la stessa mutabilità del divenire. La "separatezza" della sfera ideale dalla sfera empirica, che già era stata la spina dell'ultimo Platone, e poi era stata criticata aspramente da Aristotele, attraverso la scienza esatta del divenire è superata, in un modo che, per certi aspetti, va oltre le speranze di Platone medesimo. Ciò si potrò constatare compiutamente solo nella scienza del Seicento. Ma già sul finire del Medioevo comincia a venire in luce questo nuovo corso, che sarà il corso tipico della scienza moderna.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'occamismo nello studio scientifico della natura?
- Quali sono i contributi di Buridano alla scienza?
- In che modo Nicola d'Oresme ha innovato nella rappresentazione grafica dei fenomeni?
- Come si evolve la concezione della scienza e della matematica nel tardo Medioevo?
- Qual è il significato della scienza del divenire rispetto alla tradizione platonica?
L'occamismo favorisce lo studio scientifico della natura nel Trecento, enfatizzando la "conoscenza intuitiva" e trascurando la metafisica per concentrarsi sul comportamento fenomenico del reale.
Buridano, con le sue "Quaestiones super physicorum libros", introduce il concetto di impetus, un passo verso il principio di inerzia, concependo l'impeto come una "forza impressa" che agisce nel movimento dei cieli.
Nicola d'Oresme, nel "Tractatus de latitudine formarum", utilizza per primo le coordinate geometriche per descrivere l'andamento dei fenomeni, introducendo la rappresentazione grafica delle funzioni, che permette di esprimere non solo traiettorie spaziali ma anche leggi temporali.
La scienza, tradizionalmente vista come conoscenza di oggetti immutabili, inizia a riconoscere la mutabilità del divenire, superando la separazione tra sfera ideale ed empirica, un cambiamento che anticipa la scienza moderna.
La scienza del divenire, che emerge nel tardo Medioevo, supera la concezione platonica di un mondo immutabile, dimostrando che è possibile comprendere la mutabilità attraverso relazioni matematiche, un passo fondamentale verso la scienza moderna.