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Guglielmo di Ockham


Guglielmo di Ockham nasce in un sobborgo di Londra nel 1280 e muore a Monaco nel 1349 di peste.
Considerato colui che mette in crisi la corrente filosofica della scolastica, dà a questa una vera e propria svolta empirica (un piano di cui io posso fare esperienza).
“La conoscenza si fonda sull’esperienza concreta”
Dunque, la domanda che si pone Guglielmo è: come percepisco gli oggetti? Come li colgo?
La percezione della realtà che mi circonda avviene mediante l’intuizione diretta dei sensi, riesco a capire e comprendere gli oggetti.
Se la mia conoscenza è legata ai sensi però, non posso dimostrare con questi l’esistenza di Dio e tantomeno con l’uso della ragione perché entrambi facendo parte dell’uomo (di un piano ontologico) non arrivano ad un piano metafisico e perciò alla dimostrazione di Dio.
“Io intuisco con i sensi , conosco con uno strumento che è il linguaggio”
Quando affermo, i miei sensi mi danno intuizione e ci ragiono con il linguaggio, un vero e proprio strumento della conoscenza.
Per creare perciò la vera conoscenza, devo tagliare la conoscenza precedente (per Guglielmo infatti tutto ciò detto in precedenza, come il mondo delle idee di Platone è ‘pieno di nulla’, non dice assolutamente niente), decostruire tutto quello che è stato detto.
Il pensiero di Ockham mette in una forte crisi la scolastica, perché: come dimostro Dio se mi fermo al piano sensibile? Non posso dimostrarlo più. Guglielmo dice: l’uomo fa esperienza di Dio con il misticismo,l’abbandono totale a Dio, senza dimostrarlo, lo sento e basta.
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