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ETICA DI SAN TOMMASO

San Tommaso, oltre che della metafisica si è occupato anche dell’etica, in cui egli parla, così come gli autori che si sono occupati in precedenza di tale materia, di come l’uomo si deve comportare per raggiungere il proprio bene ultimo. I filosofi precedenti hanno anch’essi cercato di capire quale lo scopo per cui l’uomo deve agire, altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo l’uomo si deve comportare in un determinato modo rispetto ad un altro. Secondo San Tommaso il fine ultimo per cui l’uomo agisce è la felicità, che nella visione di San Tommaso coincide con la conoscenza di Dio, il che ci fa capire che la passione di Tommaso per cercare di dimostrare l’esistenza di Dio è evidente anche nell’etica, in quanto il fine ultimo per cui l’uomo deve agire non è nient’altro che la conoscenza di Dio. L’uomo cerca di raggiungere la felicità con il ricorso di due elementi che possiamo ritrovare nel pensiero tomista nella dottrina dei trascendentali e che tengono conto di tutti gli elementi della natura umana: l’uomo conosce il bene attraverso l’intelletto e attraverso la volontà lo vuole. Tommaso in seguito definisce il concetto di sinderesi, ossia l’abitudine positiva che l’uomo acquisisce a forza di ripetere un gesto positivo, tendendo sempre di più al bene e non lasciandosi trascinare dalle circostanze che lo spingono verso il male.

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