Ali Q di Ali Q
Mito 23943 punti

Cola Di Rienzo

Il trasferimento dei Papi ad Avignone lascia i domini pontifici in Italia in preda all’anarchia.
Nell marche e nella Romagna si vanno a costituire delle signorie locali, tanto che i territori del papato appaiono ormai come un mosaico di nazioni semi-dipendenti, come la Repubblica di San Marino.
Nasce così l’idea di Cola di Rienzo, un umile ciociaro privo di istruzione, ma dotato di una fervida immaginazione alimentata dalle sue letture giovanili, di ricostruire in Italia uno stato potente come lo era ai tempi dell’impero romano.
Nella sua visione Roma dovrebbe tornare una repubblica, mentre le altre città italiane dovrebbero unirsi a lei in una federazione.
Molti letterati italiani, tra cui Petrarca, lo apprezzarono, e gli stessi Papi avignonesi pensano di poterlo sfruttare per riportare ordine nei loro territori.

Dopo essere stato ad Avignone, Cola di Rienzo torna quindi in Italia con il titolo vicario e con la promessa che il 1350 ci sarà anno santo.
Proclamatosi poi tribuno del popolo, è in seguito costretto a lasciare Roma a causa di dissidi con i nobili. Ottenuta nuovamente la fiducia del Pontefice, viene invitato ancora una volta a Roma nel 1354 in qualità di senatore, insieme al cardinale d’Albornoz.
Qui Cola di Rienzo viene però ucciso in un tumulto.
Albornoz, invece, riesce a riportare i territori pontifici il controllo del Papa, e vengono promulgate le cosiddette “costituzioni egidiane” che dividono lo stato in sette province, ciascuna comandata da un rettore.
Problemi con lo scisma impediscono tuttavia il consolidamento della sua opera.
Dopo la cattività, oltretutto, i pontefici si vedono impegnati nella guerra degli Otto Santi contro Firenze.
Comunque le sue costituzioni sono però utili per riportare l’ordine e incanalare tutto il potere verso Roma.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017