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IL DE CIVITATE DEI
Uno delle opere più importanti di Sant’Agostino è il De Civitate Dei, con la quale egli intendeva rispondere ad una polemica nata a Roma in seguito al sacco avvenuto nel 410 d.c. Questo saccheggio da una parte aveva indotto i pagani a scagliare sui cristiani la colpa di questo avvenimento e dall’altra gli stessi cristiani dubitavano che, essendo Roma il centro della cristianità dell’epoca, una sua caduta avrebbe significato la fine della presenza cristiana nel mondo. Alla prima affermazione Agostino aveva risposta in quest’opera affermando come non solo la religione pagana era un insieme di consuetudini e usanze ma anche che la causa della caduta di Roma era da ricercare nel fatto che mentre prima i soldati erano spinti a combattere per avere delle concessioni agricole, adesso anche questo fattore era venuto meno.
Nella seconda parte dell’opera egli invece afferma come esistano due città, una città terrena e una di Dio, la prima fondata sull’amore di sé mentre la seconda sull’amore di Dio. La permanenza di Dio nel mondo non deve essere ricercata nell’identificazione della città di Dio con una città terrena ma nell’insieme degli uomini che credono in Dio e professano la loro fede. La presenza di Dio nel mondo è quindi garantita da questa città e di conseguenza non bisogna identificare la chiesa con una città ma con i fedeli.

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