pser di pser
Ominide 5819 punti

IL MALE PER SANT’AGOSTINO

Per rispondere alla controversia sollevata dai manichei, Agostino elabora la sua celeberrima dottrina del male, per mezzo della quale arriva a spiegare come possa esistere il male in questo mondo e come esso possa derivare da un ente perfetto e buono come Dio. Secondo Agostino, infatti, considerando Dio come l’ente avente il 100% di bene, nessun essere o creatura potrà mai avere la perfezione di Dio, in quanto gli mancherebbe sempre qualcosa: l’eternità, visto che ci sarebbe un tempo in cui non è esistita. Visto che a tutti gli enti manca una parte della perfezione divina, Agostino arriva ad affermare come il male, a differenza della tradizione manichea, non può avere una consistenza ontologica e quindi esso non esiste: infatti il male per Agostino non è nient’altro che mancanza di bene.
In tale immagine è evidente la ripresa di un’immagine cara alla tradizione neoplatonica ben rappresentata da Plotino, ossia quella della luce che, a mano a mano che ci si allontana dalla fonte luminosa, genera buio, che è appunto mancanza di luce. Secondo Agostino quindi è impossibile scegliere il male ma si sceglie male, ossia si sceglie il bene minore tra due che vengono proposti.Subito dopo aver spiegato come il male non possa sussistere dal punto di vista dell’essere, Agostino elabora una sua personale suddivisione dei diversi tipi di male che verrà in seguito ripresa anche da Leibniz: egli infatti parla di male metafisico, morale e fisico.

Il primo tipo di male ( così chiamato appunto da Leibniz ) è una sorta di imperfezione che ogni ente possiede in quanto è costituita dalla distanza tra la sua perfezione e quella di Dio, una distanza che ci sarà sempre ed in ogni caso. Il male morale invece si viene a creare nel momento in cui si sceglie il bene minore rispetto a quello maggiore, commettendo un errore che deriva esclusivamente da una decisione presa dal singolo individuo. Infine il male fisico è quello che crea una sorta di disparità tra le creature, in quanto alcune presentano una distanza da Dio maggiore rispetto alle altre: questa distanza maggiore però non deve essere intesa dal punto di vista punitivo, ossia Dio non fa ciò per punire alcune persone rispetto ad altre, bensì sotto un aspetto educativo, in quanto vi sono delle esperienze educative che fanno crescere l’individuo.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email