Anselmo d’Aosta

I filosofi medievali si interrogarono su fin dove possiamo arrivare con la ragione e dove inizia lì’ambito della fede. Alcuni dicono che ci sono verità che possiamo dimostrare solo con la ragione e altri no, chiamati principi di fede. Altri ancora provarono a dimostrare alcune di queste verità di fede con la ragione, come l’esistenza di Dio, per convincere chi ancora non credesse alla fede cristiana che aveva quindi bisogno di una dimostrazione razionale perché non credeva per fede. Esistono due tipologie di prove per l’esistenza di Dio: a priori e a posteriori.

Le prove a priori(a prescindere da...) sono quelle che dimostrano l'esistenza di Dio a prescindere dall'osservazione del mondo che ci circonda, ovvero dimostrano Dio partendo dal concetto di Dio stesso senza fare riferimento al mondo.

Le prove a posteriori (a partire da...) dimostrano l'esistenza di Dio a partire dall'osservazione del mondo che ci circonda, ovvero dimostrano ciò che ci è più lontano ( Dio) partendo da ciò che ci è più vicino (mondo).

Anselmo dimostrerà razionalmente l’esistenza di Dio attraverso due prove, una a priori l’altra a posteriori.

Prova a priori – Prova ontologica

Anche chi non crede ha un concetto di ‘Dio’, inteso come «ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore», ognuno ha l’idea di questo essere supremo. Se Dio non esistesse, ovvero se mancasse della qualità dell’esistenza, non sarebbe più ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore, per cui deriva necessariamente l’idea dell’esistenza di Dio. Un suo contemporaneo, Guanilone, disse che Anselmo aveva fatto l’errore di passare dal piano logico a quello ontologico, perché pensare una cosa perfetta non significa che essa possa esistere. Anche Kant confuterà questa tesi facendo l’esempio dei 100 talleri, aggiungendo inoltre che se io li posseggo o non li posseggo il valore dei 100 talleri non cambia, in quanto l’esistenza o la non esistenza non aggiunge o toglie valore all’idea (non esiste collegamento tra piano del pensiero e piano della realtà). L’esistenza non è una qualità che incide sul valore delle cose.

Prova a posteriori – L’argomento dei gradi

per ogni qualità o valore esistono più gradi, dal positivo al negativo (più giusto,meno giusto), allora dovrà necessariamente esistere un grado assolto, ovvero la perfezione di ogni qualità (il più giusto). L’assoluto di ogni valore tra cui l’essere coincide con Dio, che è fuori dal mondo, è quindi un limite, un riferimento per giudicare ogni valore. Kant dirà che tutte le dimostrazioni razionali individuano Dio fuori dal mondo, facendo un salto dalla sfera terrena a quella trascendente.

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