Mongo95 di Mongo95
Ominide 2075 punti

Opera in due parti: “Le intenzioni dei filosofi” (esposizione delle dottrine dei filosofi arabi) e “L’incoerenza dei filosofia” (confutazione delle stesse dottrine con serrata critica). In sintesi le sue obiezioni riguardano tre punti focali dell’impianto avicenniano, a cui risponde cercando di mantenersi al livello di un’esegesi più letterale della rivelazione coranica:
1. Dio crea intenzionalmente il mondo nel tempo e lo crea tutto direttamente, senza il bisogno di intermediari
2. Conosce le sue creature in tutti i loro minimi dettagli (non solo in universale) e si prende cura di ciascuna di esse
3. Dispensa premi e castighi reali in base al modo in cui gli uomini si sono comportati nella vita terrena.
C’è anche una reinterpretazione della causalità, ovvero del rapporto causa-effetto: per difende l’onnipotenza divina, al-Ghazali nega l’esistenza di veri e propri nessi causali tra le creature. Tutto ciò che accade nel nostro mondo naturale non è il risultato dell’azione degli stessi agenti naturali, ma dell’intervento immediato e diretto, di volta in volta, di Dio stesso. Cioè la causalità che noi pensiamo tra enti naturali non è altro che un’occasione dell’intervento di Dio. quindi:

a. L’unica vera causa nell’intero Universo è solo Dio e non esistono cause seconde
b. Non dobbiamo mai scambiare la simultaneità o successione tra due eventi per un vero e proprio legame di cause e effetto

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email