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Tillich - Mitologia


Il dualismo caratterizzante la dinamica del demoniaco trova i suoi primi riflessi storici nella narrazione mitica, che ripropone e espone la drammaticità degli accadimenti della storia attraverso l’immagine della lotta tra divinità e demoni. Concependo la storia come scontro dualistico tra potenze contrarie, ciò che assume maggiore importanza è l’effettivo Evento, ovvero l’accadere: elevando le realtà finite a figurati scontri ultraterreni, il mito apre la strada all’assoluto per come esso appare nel tempo, anche se in una certa misura indebolito in un simbologia che lo relega ad una realizzazione terrena.

Tillich ritiene necessario, per una qualsiasi storiografia che voglia essere efficace, rifarsi a tale elemento mitico. Ciò però non avviene, e si hanno interpretazioni della storia che spingono all’eccesso la simbologia terrena, perdendo la misura del demoniaco come vera fonte creativa della storia (utopie); oppure viene disconosciuta l’ambiguità tra l’umanità e la dimensione creativa naturale che è equamente esplicabile in distruzione o progresso, dando quindi risalto solo al divenire infinito e non all’eterno legato all’accadere istantaneo (progressismo); fino a negare del tutto la possibilità del disvelamento in forma demoniaca in qualsiasi accadimento e situazione storici (conservatorismo). In tale quadro di fallimenti speculativi, per una nuova interpretazione della storia lo studioso non può fare a meno di recuperare la coscienza dialettica e mitica, riadattandola in simbologia ora razionale, che mostri ciò che trascende il divenire storico mondano, per cogliere il carattere autentico nascosto nella sua profondità. Tutti gli avvenimenti storici diventano simboli delle forme d’espressione spirituale di ogni epoca, cioè il frutto del conflitto divino-demoniaco in diverse situazioni (religiose, artistiche, filosofiche, sociali, etc.) che si fanno creative. Ponendo l’accento sul singolo e specifico accadere, si pone in risalto la necessaria scelta da compiere in quell’istante conflittuale, responsabilità concreta che opera dando direzionalità al divenire, in un continuo processo decisionale decisivo per l’eternità, da cui nessuna coscienza singola può esonerarsi. Lo studio della storia deve occuparsi allora delle coordinate in cui avviene la singola scelta eterna nello scontro dialettico.
Trattando i fenomeni sensibili con la chiave di lettura della dialettica divino-demoniaco, la storia assume aspetto escatologico, nel senso pregnante di storia della salvezza, carattere più profondo e non rappresentabile, che rimane da sfondo ai fenomeni sensibili, ma è il senso ultimo della lotta tra divino e demoniaco che essi esprimono.
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