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Tillich - Demoniaco contemporaneo


Tale è il quadro della storia umana segnata dalla dialettica demoniaco-divino a partire dalla più primitive espressioni religiose. Prestando fede alla sue dichiarazioni iniziali e intenzioni profetiche , Tillich espone lo sviluppo ultimo del negativo nella storia, descrivendo la situazione contemporanea per poter poi ipotizzare una nuova via risolutiva.

Nella coscienza contemporanea il demoniaco appare come scomparso in seguito all’azione della profanazione e si considera come dato di fatto la dimensione dualistica del pensiero. Questo nuovo atteggiamento razionalizzante, di intellettualismo nei confronti della realtà, subisce la distorsione della volontà di dominio, trasformandosi in una forma di violenza perpetrata dal soggetto razionale. L’effetto finale è la minaccia dell’abisso della perdita di senso, che si riflette nella continua e vana ricerca di elementi assoluti nella realtà su cui radicarsi. Il prezzo da pagare per la liberazione dal demoniaco è stata l’eliminazione della trascendenza divina nella profanazione, la cui ratio ora ne cerca disperatamente un sostituto. La produzione artificiale e arbitraria di assoluti a partire dalle realtà concrete è però impossibile, il dominio del pensiero sulla realtà non può spingersi oltre il controllo sulla forma della materia. Relegato alla sfera pratica, l’individuo (e la società) è condannato allora a subire l’azione di nuove forme demoniache che emergono dalla natura violenta e distruttiva dell’atteggiamento razionale traviato dalla volontà di potenza, nel perenne pericolo di precipitare e negarsi nella perdita di senso. Tillich ne individua due fondamentali, che influenzano profondamente lo spirito del nostro tempo, l’una strettamente correlata all’altra sia teoricamente che concretamente .
L’economia autonoma del capitalismo. Risultato ultimo degli effetti della tecnica prodotti dal pensiero razionale, si tratta di un meccanismo che si è dimostrato al contempo efficace nella soddisfazione dei bisogni (che esso stesso crea) ma distruttivo sull’integrità spirituale, fisica e psichica degli individui massificati all’interno delle società di libero mercato.
Il nazionalismo. Conseguenza alla pervasiva economizzazione tecnica dell’esistenza, ha tentato di rispondervi con gli impulsi di una coscienza immediata che offre realtà concrete oltre lo svuotamento di senso: sono gli elementi nazionali elevati al valore di sacralità, dignità di culto. Sono però operazioni di deformazione dell’immagine nazionale, menzogne di autolegittimazione che conducono alla violenza verso ciò che viene percepito come diverso, oggettivato e disprezzato (gli altri popoli).
Entrambe queste forme mostrano una doppia natura dialettica creativo-distruttiva, con la particolarità che il nazionalismo si sottomette al capitalismo in guerre totali in cui volontà belligerante e potere economico si confondono.
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