Habilis 4781 punti

La teologia del Novecento


Tema dominante della teologia del Novecento è il confronto del Cristianesimo con il mondo contemporaneo, un mondo ormai secolarizzato.

In campo protestante, K. Barth critica la teologia liberale e recupera il tema kierkegaardiano della differenza ontologica fra uomo e Dio. E solo Dio a rivelarsi: sono possibili una teologia della parola di Dio e una teologia della croce. Indaga sull’umanità di Dio e sottolinea l’alleanza tra Dio e l’uomo; afferma che i nostri concetti sono in grado non di rappresentare Dio, ma di parlare di Dio grazie alla rivelazione. Quella d D. Bonhoeffer è una cristologia pratica che affronta il problema del rapporto tra Cristo e un mondo diventato adulto, che non ha più bisogno di un Dio Padre onnipotente a cui appoggiarsi continuamente. Occorre far lievitare una fede adulta, frutto di una scelta consapevole e coerente. La sua è un’etica non giudicante e concreta. R. Bultmann sottolinea il contrasto che esiste tra il mondo in cui vive l’uomo moderno e l’immagine mitica del mondo che fornisce il Nuovo Testamento. Il Cristianesimo deve recuperare ‘annuncio. L’esistenza umana è inautentica, autentica è l’esistenza della fede.

In campo cattolico, P. Theilhard de Chardin ha una visione evoluzionista, intesa come processo di cosmogenesi tendente a realizzare livelli crescenti di complessità nell’organizzazione del mondo, fino a produrre forme di coscienza (la noogenesi), fino a giungere a una “super-coscienza”, poi alla Parousia, al ritorno di Cristo, con cui avrebbe termine la storia. Per H. de Luba la Chiesa si rivolge a ogni uomo e a tutto l’uomo. Ciò implica l’apertura a diverse prospettive, anche a quelle forme di umanesimo ateo che pure critica. L’uomo è caratterizzato dal desiderio essenziale e naturale di vedere Dio, è un essere finito che desidera l’infinito. J. Daiiiélou contrappone la concezione cristiana della storia, centrata su un divenire temporale lineare e irreversibile, a quella greca, ciclica e ripetitiva. Critica anche la concezione moderna della storia, che in nome del progresso ha cancellato “il fine” della storia. La storia sacra primeggia su quella profana e la ingloba. Cattolicità significa unità nella pluralità, quindi confronto con le altre religioni. M.-D. Chenu afferma il significato positivo, umanistico e cristiano, del lavoro. La teologia di Y. Congar ruota attorno al concetto della Chiesa come Popolo di Dio, concetto con cui più facilmente si può aprire il dialogo con le Chiese riformate. Congar rivaluta il ruolo del laicato. R. Guardini si propone di dare alla teologia un più robusto fondamento filosofico elaborando una teologia esistenziale. Egli afferma la bipolarità dell’essere: l’uomo è singolarità e totalità, immanenza e senso della trascendenza. Occorre affermare la fede come essere-in-Cristo.

K. Rahner fautore di una teologia come antropologia trascendentale, al centro della quale vi è l’heideggeriana domanda sull’essere, che è anche domanda sull’interrogante. Vi è anche un Cristianesimo anonimo, vi sono non-cristiani che realizzano il mistero cristiano della carità e dell’amore.
H. U. von Balthasar ritiene che la teologia non debba seguire la via antropologica, perché il Cristianesimo ha in sé la propria giustificazione. Egli propone la via dell’amore assoluto di Dio, che in Cristo si fa incontro all’uomo.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email