Concetti Chiave
- Paul Tillich, teologo e filosofo protestante, ha raggiunto il suo apice accademico negli anni '20 con il saggio "Il demoniaco", affrontando il senso della storia in un contesto di crisi intellettuale.
- La crisi degli anni '20 è caratterizzata da un esaurimento intellettuale e dalla necessità di una riforma radicale che integri nuove categorie provenienti da psicologia, fenomenologia e avanguardie artistiche.
- La teologia protestante si confronta con il rapporto tra filosofia della storia e metafisica, iniziando da un approccio storicista che mette in discussione le coordinate tradizionali della ricerca epistemologica.
- Ernst Troeltsch intreccia dimensione teologica e storica, criticando la concezione sovrannaturalistica del cristianesimo e promuovendo una visione che considera la storicità nella comprensione della fede.
- Dopo la Grande Guerra, Karl Barth propone una teologia dialettica che enfatizza la differenza tra Dio e l'uomo, abbandonando il metodo storico-critico in favore di un'interpretazione centrata sulla grazia divina.
Paul Tillich (Starzeddel, 1886 – Chicago, 1965), teologo e filosofo protestante, apporta il suo maggior contributo alla storia della filosofia nel periodo di attività accademica che si snoda negli anni ’20 del Novecento, che troverà il suo apice nel saggio Il demoniaco. Contributo a un’interpretazione del senso della storia (1926).
Indice
Crisi intellettuale e riforma
Si tratta di un’epoca travagliata, interludio tra due distruttive guerre globali e caratterizzata da diffusa crisi in molteplici ambiti, a cui è ascrivibile un particolare clima di esaurimento intellettuale , indissolubilmente legato alle svolte storiche, ma non solo: i problemi della filosofia ereditati dal pensiero dell’Ottocento si infrangono in una crisi strutturale, con lo sfaldamento del modo abituale di concepire i concetti e le categorie tipici della precedente visione del mondo. Tale situazione può – e deve – essere superata unicamente percorrendo una strada di riforma, in una trasformazione radicale che tenga conto delle nuove dimensioni del conoscere . Assecondare dunque gli impulsi della psicologia del profondo, della fenomenologia, delle filosofie vitalistiche, nonché delle avanguardie politiche e artistiche, facendo proprie le nuove categorie da esse introdotte.
Filosofia della storia e metafisica
Ciò si riflette anche nella cultura religiosa e, segnatamente per la teologia protestante, emerge la questione del rapporto tra filosofia della storia e metafisica. La ricerca di soluzioni a tale preoccupazione muove inizialmente dalle coordinate dello storicismo, quella tendenza tardo-ottocentesca il cui maggiore esponente fu Wilhelm Dilthey, che pose la Storia e la sua specificità al centro di un’interrogazione epistemologica, un particolare oggetto di ricerca che richiede nuovo e diverso approccio (in una critica della ragione storica) .
Teologia dialettica e storicismo
In ambito religioso-protestante, è nel pensiero di Ernst Troeltsch a svilupparsi un primo intreccio tra dimensione teologica e storica, per abbandonare un concezione sovrannaturalistica della posizione del cristianesimo nella storia (specificamente nella storia delle religioni), ripensando la metafisica muovendo dalla realtà storica, considerando la non netta distinzione tra naturale e sovrannaturale. Tale visione viene messa in dubbio però dagli stessi accadimenti storici, nella loro drammaticità, al punto che dopo la Grande Guerra emergono considerazioni contrarie, cioè antiumaniste e sovrannaturaliste, come la teologia dialettica di Karl Barth, che in Der Römerbrief (1919-22) predica l’infinita differenza qualitativa tra Dio e l’uomo, duplice e inconciliabile realtà che si manifesta nella rivelazione di Cristo. Ciò porta a rinunciare al metodo storico-critico dell’analisi biblica, proprio in virtù di una nuova concezione che intende comprendere l’uomo a partire da Dio, quindi alla luce della grazia, tramite la dottrina dell’ispirazione. Negli anni ’20 lo stesso Troeltsch denuncia criticamente lo storicismo, in particolare la visione di Dilthey (Lo storicismo e i suoi problemi, 1922), minacciato da relativismo conseguente l’introduzione nell’interpretazione dei fenomeni storici del principio dell’individualità, che va neutralizzato tramite l’individuazione della logica delle intuizioni storiche individuali. La ricerca storica deve per necessità procedere parallelamente al suo oggetto, da cui è condizionata, ambito di un compromesso etico tra responsabilità e intenzione degli agenti nell’insieme delle circostanze storiche in cui l’azione si articola (storicità dell’etica).
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo principale di Paul Tillich alla filosofia nel Novecento?
- Come si manifesta la crisi intellettuale nel periodo tra le due guerre mondiali?
- Qual è il rapporto tra filosofia della storia e metafisica nella teologia protestante?
- Come si evolve il pensiero di Ernst Troeltsch rispetto allo storicismo?
Paul Tillich ha apportato un significativo contributo alla filosofia con il suo saggio "Il demoniaco. Contributo a un’interpretazione del senso della storia" (1926), affrontando la crisi intellettuale del suo tempo e proponendo una riforma radicale del pensiero filosofico.
La crisi intellettuale è caratterizzata da un esaurimento delle categorie filosofiche ottocentesche, richiedendo una trasformazione radicale che integri nuove dimensioni del conoscere, come la psicologia del profondo e le filosofie vitalistiche.
Nella teologia protestante, emerge la questione del rapporto tra filosofia della storia e metafisica, con Wilhelm Dilthey che critica la ragione storica e propone un nuovo approccio epistemologico centrato sulla specificità della Storia.
Ernst Troeltsch sviluppa un intreccio tra dimensione teologica e storica, criticando la concezione sovrannaturalistica del cristianesimo e affrontando le sfide poste dalla teologia dialettica di Karl Barth, che enfatizza la differenza tra Dio e l'uomo.