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Il positivismo e darwinismo

Nel 1859 fu pubblicata l'opera di Charles Darwin "L'origine delle specie", nella quale si forniva una teoria generale delle leggi che regolano lo sviluppo della vita: secondo Darwin le piccole trasformazioni che si verificano nella trasmissione ereditaria della genetica danno luogo a una capacità maggiore o minore di adattarsi all'ambiente. La selezione naturale determina l'origine e il succedersi delle specie e quindi un andamento storico evolutivo della natura. Ora l'uomo, anziché creato da Dio è il prodotto di un'evoluzione durata milioni di anni. La teoria darwiniana lasciò qualche dubbio, ammessa la chiarezza del meccanismo selettiva, restava comunque disputabile il meccanismo evolutivo. Il darwinismo era una rivoluzione scientifica, al pari della rivoluzione newtoniana per la fisica. La teoria evoluzionista aveva una lunga tradizione già prima di Darwin, ora soppiantava l'idea che il mondo si fosse formato da una serie di trasformazioni improvvise e catastrofiche. Questa teoria dell'evoluzionismo biologico poteva essere usata in altri campi del sapere e pareva adattarsi allo studio dei fenomeni sociali. Le classi sociali potevano infatti essere viste come entità in lotta per la sopravvivenza, il marxismo accolse il darwinismo sociale teorizzando che il capitalismo avesse modificato la società dimostrandosi più adatto del feudalesimo.

Marxismo e darwinismo avevano in comune l'idea che un meccanismo inesorabile e selettivo condannasse all'estinzione le struttura che si dimostravano deboli nella competizione per la sopravvivenza. Le tesi darwiniane potevano essere utilizzate d'altra parte da orientamenti ideologici ben diversi da quello marxista, che volevano giustificare teoricamente l'ordine sociale (la supremazia dell'Europa/della propria razza/della propria nazione/del capitalismo).
Il darwinismo accrebbe ulteriormente il prestigio delle scienze in generale.
Il positivismo divenne la concezione filosofica prevalente tra 800 e 900, intendeva fondare la vita della società esclusivamente sui fatti verificabili e sperimentali: positivi.
Il mondo non è altro che il risultato di un continuo susseguirsi di conflitti e di selezioni e non l'immutabile prodotto della volontà divina, allora il principio della selezione competitiva non può essere accettato, anzi deve essere adottato per governare il progresso e per migliorarne i risultati.
Il positivismo è un movimento filosofico e culturale che si diffonde in Europa nella seconda metà dell'800 e rappresenta una reazione all'idealismo, è frutto della II rivoluzione industriale e rispecchia il clima delle innovazioni tecniche e scientifiche. Il maggiore esponente è Auguste Comte. Movimento ha caratteristiche laiche, anticlericali, scientismo, anti idealistico, anti tradizionalista, anti spiritualista e si prefigge di sradicare dalla società il male dell'ignoranza, della malattia, della superstizione e ritengono che solo la scienza sia concreta e reale e possa fare uno sviluppo positivo alla società. Scienza = conoscenza dei fatti; è una filosofia anti metafisica. Fa nascere una nuova disciplina: la sociologia: l'idea che anche la società può essere studiato come un oggetto di scienza perché è sottoposta a leggi come un fenomeno fisico. In Comte l'ideologia laica assume forme di divinazione, fonda una religione positivista, laico e ateo ma il positivismo è una sorta di nuova religione il positivismo. Sociologia come culmine della scienza e la storia viene vista come divisa in 3 fasi: teologica (arretrata), metafisica (filosofica) e poi positivista.
Il positivismo influenza la letteratura, nascita di pseudo scienze (criminologia L'ombroso), influsso sulla cultura europea. Teoria di Darwin è puramente scientifica di carattere biologico ma non ha pretese di valere come ideologia, ma dopo sì, darwinismo sociale che avrà profondo influsso sulla cultura in Europa perché la trasferiscono sul piano ideale e non solo biologico.
Darwin pubblica nel 1859 l'"Origine della specie" che modifica l'immagine dell'uomo nonostante fosse una teoria biologica. In seguito a un viaggio di 5 anni sulla nave Beagle per osservare le specie comincia a chiedersi i che modo esse si formano. Osservo che all'interno di una stessa specie vegetale c'erano variazioni che sembravano essere il frutto di modifiche che avevano dato origine a nuove specie; Darwin esaminando tutti i dati raccolti in questo viaggio (varietà di una stessa specie) da questa risposta:
Teoria dell'evoluzione:
1) la lotta per l'esistenza
2) selezione naturale
3) trasmissione ereditaria delle variazioni più vantaggiose

Il positivismo

La scienza, cioè la ricerca delle leggi che regolano il mondo fenomenico, è l'unica forma di conoscenza possibile, e l'unico metodo valido per l'indagine è quello oggettivo, sperimentale; la metafisica è priva di ogni fondamento. I fenomeni sono in relazione fra loro, legati da un rapporto costante di causa ed effetto. Tra scienza e progresso vi è un rapporto inscindibile, la scienza deve porsi a fondamento di tutto l'ordine sociale (è di questo periodo la nascita della sociologia). Sul piano ideologico la borghesia trovava in questi principi la conferma della sua ottimistica aspirazione ad un progresso continuo della società, da attuarsi pacificamente, senza traumi o scontri di classi. Fu questo l'aspetto che più incise e più ampiamente fu recepito.

La dottrina evoluzionista

Nelle sue opere Darwin sostiene che la specie si evolve positivamente e indefinitamente nel tempo, a prezzo però di una lotta feroce che gli individui e i gruppi combattono per la sopravvivenza e che elimina i più deboli. Sul piano ideologico, l'evoluzionismo di Darwin da una parte sembrò offrire la giustificazione della prevaricazione dei potenti a danno degli inermi, sia in politica interna sia in politica internazionale (colonialismo e imperialismo); dall'altra parve confermare le ipotesi socialiste di lotta di classe. Sul piano letterario, molti naturalisti e veristi costruirono sulla base di questi fattori esterni la psicologia dei loro personaggi, molti traendo dal darwinismo conclusioni pessimistiche: le leggi della selezione naturale condizionano spietatamente gli uomini.

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