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Nietzsche

Nietzsche a parte da Schop. e condivide la convinzione che la vita non abbia senso. In un momento successivo Nice si confronta con la domanda di schop. "Che senso ha la vita?" La risposta di schop è nessuno. Di fronte a questa domanda l'unica risposta possibile è dire di no alla vita. Nietzsche si rende conto che è la domanda ad essere insensata cioè chiedere un senso alla vita. Tutto ciò che vogliamo capire lo consideriamo un oggetto della nostra indagine è la nostra ragione che interroga la vita e non può esservi che quella risposta, ma la vita va avvicinata con la vita e non con la ragione senza chiedere se ha senso o se non ha senso. La vita si vive altrimenti la si tradisce. Se io sottopongo la vita al tribunale della ragione la maledico, ma se mi immergo nella vita con la vita stessa (in un rapporto che non è razionale, ma che è di appartenenza alla vita) il mio sarà un si alla vita. La vita non è distribuita ugualmente, perché l'uguaglianza è un criterio della ragione. Ci sono persone in cui la vita trionfa, ci sono persone in cui la vita langue. Da sempre l'umanità cerca di cambiare il criterio. Le persone deboli cercano di tenere a freno lo spirito vitale delle altre persone con tutta la forza.

Il concetto è un tentativo di fermare qualcosa. Il pensiero greco ha cercato di trasformare il caos in cosmo, insieme ordinato e stabile ed è il momento di ritornare al caos. Il caos è la vita.
Nella prima opera Nice parla dell'origine della cultura in Grecia e di come in Grecia esistessero due spiriti uno più originario che è quello dionisiaco e lo spirito apollinico. Dioniso è la vitalità senza freni, mentre Apollo è il dio della bella forma, della composizione (il contrario del caos). Nel pensiero greco prevarrà Apollo. Ma c'è stato un momento del pensiero greco in cui i due spiriti sono stati compresenti, perché nella tragedia ci sono stati sia elementi dionisiaci come il coro delle baccanti ed elementi apollinei dati da una trama coerente che si snoda in maniera lineare. Dopo ciò Apollo ha ucciso Dioniso. la saggezza di Sileno è un'espressione di pessimismo radicale. La musica è un rivelatore della vita( elemento apollineo), ma allo stesso tempo nella musica c'è un criterio che fa si che la musica abbia un rigore (elemento dionisiaco).
Le considerazioni inattuali sull'utilità e il danno della storia della vita
La storia ha un collegamento vitale perché la storia è la manifestazione della vita in un tempo passato. La storia soffoca la vita. Nietzsche vive in un momento in cui la storia è fondamentale perché ritiene che la storia abbia una funzione positiva. Quando Nice si confronta con la storia si confronta con l'elemento fondamentale dei suoi tempi. Rivendica due cose: il caso (che è una componente importante che Hegel abbia escluso dalla storia), dall'altra l'oblio, anche la memoria non può essere oggetto di idolatria (l'oblio è importante tanto quanto la memoria. Nietzsche individui tre modi di fare storia e in ciascuno di essi individua una capacità sana e una insana:
1. Storia monumentale: è quella che guarda al passato per trovare grandezza: se noi presentiamo il passato come inarrivabile divinizzando che da esso deriva ci può comunicare un senso della pochezza dei nostri tempi (non saremo mai come costoro), ma la grandezza del passato può comunicarci senso di grandezza e spingerti a essere noi stessi grandi. Fanatismo come conseguenza di un eccesso di monumentalità, perché si eroizzano i personaggi del passato.
2. Storia Antiquaria: da una parte rivela un amore per il passato con cui ci si mette in collegamento, però diventa un feticismo di reperti storici.
3. Storia critica: vuole recidere qualsiasi legame con il passato giudicandolo con un atteggiamento giudicatorio che è quello degli illuministi, ma anche questo tipo di storia ha i suoi limiti quando taglia con un'accetta il passato dal presente, togliendo al presente le proprie radici. La storia deve essere sempre ricondotta alla vita.

Segue poi il periodo illuminista del quale Nice ritiene di vedere nella scienza un sapere antidogmatico da contrapporre ai saperi tradizionali che si fondano sul principio di autorità e sui dogmi. A questo periodo appartengono diverse opere. La scienza diventa più importante dell'arte, mentre nel primo periodo l'arte giocava un ruolo più importante. Il fatto che La vita non tollera l'uguaglianza lo porta a confrontarsi con il cristianesimo che contiene una visione tendente ad uccidere la vita: cioè una religione attività che esalta aspetti affettivi, vittimistici. Tutti i tipi di deprivazione diventano valori nel cristianesimo, in realtà ciò che viene dato per divino è troppo umano, cioè che nasce dal l'invidia dei deboli nei confronti dei forti. È una religione fondata sull'obbedienza.

Gaia scienza è una delle opere più importanti: in cui Nietzsche pronuncia la frase dio è morto. Gaia costruisce leggerezza, Gaia è una vita non giudicata. Viene fatta la metafore di un uomo folle che giunge in un mercato e annuncia "Dio è morto". Questa frase ha una doppia interpretazione: una è ci siamo liberati di Dio, l'altra invece quella più profonda è che Dio ha rappresentato l'ultimo tentativo per dare un senso alla vita, ma se un dio buono ha creato tutto questo un bene ci deve pur essere anche se io non lo vedo, il dio che ha creato tutto questo ritornerà e salverà il mondo (dio è creatore e redentore). Dio è stata l'ultima illusione in cui Dio non riesce a credere. Sono due valenze l'umanità che ha perso questo, ma dall'altra va perso.
È il momento della morte di Dio, ma non il momento di chi prenderà il posto di Dio: l'umanità ha perso la capacità di pensare a Dio. Dopo che muore dio la vita dell'uomo non ha più senso. L'uomo folle è colui che annuncia la morte di Dio.
Se Dio è morto l'uomo diventi Dio: il superuomo. È l'uomo che possiede la grande vitalità e salute. Zaratrusta non è il superuomo, ma è colui che annuncia il superuomo, è anti Dio.
Il superuomo è l'uomo creatore.
Il mito dell'eterno ritorno dell'uguale
È l'idea che tutte le cose ritornino infinite volte. Non è un'ipotesi metafisica che Nietzsche, ma una .
È l'eterno ritorno dell'uguale è l'ipotesi più nefanda con la quale l'umanità si sia trovata in contatto.
Rappresenta l'eterno ritorno come un serpente. Colui che riesce ad esprimere la volontà dell'eterno ritorno ha una letizia maggiore.
Anche in Nietzsche c'è l'idea di rappresentare un punto di arrivo (come in Hegel, Marx). Occorre accedere alla morale del superuomo che è rovesciata è una morale del trionfo, dei valori morali e basata sui valori vitali. La morale dei sacerdoti è venuta legata all'ebraismo. Il pensiero non è antiebraico, ma vede nel pensiero un percorso che solo il cristianesimo porterà all'ennesima potenza. Il superuomo è un individuo di natura superiore. Il superuomo è una che quando ha fatto propria la causa morale la introiettata è fatta sua fino in fondo. Il superuomo non è hitler. Il superuomo non è mai colui che gode del male di un altro uomo. Il superuomo ha una sua naturale sovrana benevolenza. Il superuomo è un individuo.
Tutto questo viene meno per il prevalere della morale degli schiavi, non a caso questa morale degli schiavi viene sostenuta dall'ebraismo, dove il fatto di essere sacerdoti significa essere contrario di guerriero. Questa morale imposta allo scopo di afflizione nasce dal sentimento dal l'invidia dei deboli nei confronti dei forti. Quando parla di antiebraismo Nietzsche parla anche di anticristianesimo. Non possiamo equivocare in un superuomo il modello di hitler.
All'origine del pensiero di Nietzsche c'è stata la strada del nichilismo, cioè il dire no alla vita. Lui percorre fino in fondo la via del nichilismo per poi arrivare in fondo ed aprire la porta della vita stessa. Entrambi segnano un tramonto del pensiero occidente N. e Schopenhauer.
Il prospettivismo è l'ultima fase del pensiero di Nietzsche. Anche la scienza viene messa in discussione da Nietzsche, come la storia ci presenta il feticismo dei fatti, allo stesso modo la scienza ci presenta il feticismo dei dati. Non esistono dati che assumano il loro significato, ma i dati assumono una prospettiva da dove sono letti, c'è una lettura positivista dei dati. Esistono innumerevoli interpretazioni e visoni delle cose, non ci sono certezze su cui posare, non ci sono dogmi possibili. Non esistono valori eterni, ma la morale del superuomo è una morale creativa che va al di là del bene e del male (cioè come differenza intesa come una volta per tutte). Quindi è un'etica artistica, non un'etica dell'obbedienza.
Obbedienza alla terra vuol dire essere fedeli alla terra, intesa come caos vitale.
Il superuomo può essere chiamato anche oltre uomo, perché è una dimensione che supera l'umano, non un uomo potenziato nei suoi attributi. L'uomo per il superuomo è come la scimmia per l'uomo cioè il gradino precedente. Il linguaggio è un linguaggio biblico.

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