pexolo di pexolo
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Umano, troppo umano

A partire da quest’opera si evince la sfiducia nelle grandi costruzioni sistematiche del passato, soprattutto per la forma breve dell’aforisma, che esige di un’attenta interpretazione da compiere in seguito alla sua lettura (che egli definisce “arte di ruminare”, una pratica disimparata dall’uomo moderno). La critica che egli compie ai numerosi sistemi filosofici succedutisi nella storia denuncia il comune desiderio di impadronirsi della totalità del reale, desiderio che egli, in quanto “scriba del caos”, prospetta illusorio e votato all’insuccesso. Il periodo “illuministico” mette capo all’abbandono della metafisica da artista e al privilegiamento dell’ottica della scienza rispetto all’ottica dell’arte e della metafisica; l’autenticità dell’esistenza ha ora la necessità di consistere in un’attività superiore a ciascuna forma spirituale (arte, religione e morale), vedendosi possibile nella sola vita contemplativa, che è funzionale alla libertà dello spirito e che comporta il rifiuto di tutto ciò che la possa ostacolare o limitare (passioni individuali e laboriosità in attività sociali).

Metodo genealogico

Per scienza Nietzsche non intende l’insieme delle scienze particolari, bensì un metodo di pensiero in grado di emancipare gli uomini dagli errori che gravano sulle loro menti, metodo che egli finisce per identificare come procedimento critico di tipo storico e genealogico: critico perché eleva il sospetto a regola di indagine, storico-genealogico poiché ritiene che non esistano realtà statiche o immutabili, ma che ogni cosa sia l’esito di un processo da ricostruire. Tale metodo assume la forma concreta in una “chimica delle idee e dei sentimenti” impegnata a far scaturire un atteggiamento dal suo opposto (la verità dalla menzogna, l’altruismo dall’egoismo, ecc.). La sottile osservazione (simile a quella del chimico, capace di individuare gli elementi che stanno alla base dei composti, svelandone il segreto), che potrebbe condurre a «materiali bassi e persino spregiati», costituisce il fondamentale aspetto demistificante della sua filosofia, un’operazione decostruttiva analoga a quella che stava compiendo Karl Marx in quegl’anni. Il metodo genealogico prende di mira quelle che sono le radici “umane e troppo umane” dei concetti, dei valori sovrumani (platonici); ogni figura assoluta non è altro che una costruzione dell’uomo.

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