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Nietzsche non ferma la sua riflessione filosofica al nichilismo e alla distruzione dei valori e della morale occidentale, bensì va oltre proponendo il superamento del nichilismo.
La terza fase è simboleggiata dal fanciullo, il quale incarna l’oltreuomo, colui il quale è capace di sostenere il peso del nulla, della distruzione, del caos; colui il quale è capace di accettare la realtà caotica, privata della maschera della metafisica e della morale, ed è pronto alla ricostruzione. L’oltreuomo va oltre ciò che è umano in quanto si è liberato da ciò che contraddistingue gli uomini: le costruzioni morali, metafisiche e religiose. Se queste possono rappresentare la libertà, questa libertà non è altro che una grande gabbia. La libertà dell’oltreuomo è assoluta, ma la si può ottenere soltanto attraverso un percorso di: distruzione, accettazione e ricostruzione.

La distruzione si inserisce, pertanto, come presupposto della ricostruzione e della totale libertà. L’uomo non è libero rinnegando i propri impulsi vitali, bensì quando riesce a raggiungere un equilibrio tra apollineo e dionisiaco, tra passione e ragione.
Il fanciullo è innocente, non ha convenzioni morali, il suo spirito esprime al massimo la propria vitalità ed è in grado di danzare spensierato ai piedi del caos.
L’oltreuomo riesce a godere di ogni attimo della vita, ne ha accettato la parte peggiore distruggendo le maschere e, per questo motivo, riesce ad apprezzarne la parte migliore e a riuscire a rivivere ogni attimo eternamente.
Nietzsche, sostiene, infatti, che il tempo non sia lineare, bensì circolare: non esiste la creazione del mondo, esso esiste eternamente, perciò tutti i fatti e tutti gli eventi sono destinati a ripetersi. Solo l’oltreuomo ama talmente la vita da riuscire a riviverla eternamente e a cogliere il valore di ogni istante.

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