La morte di Dio

Nietzsche con Dio intende:
- Dio simboleggia qualunque concezione oltremondana, secondo cui ci sono due livelli della realtà, questa e l’altra, quella è quella buona, vera, il mondo delle idee (concezione di Platone). Secondo Nietzsche questa concezione è negativa perché pensando che l’altra è buona significa che questa è cattiva, quindi che lo pensa è nemico della vita.
- Dio è la pianificazione delle certezze metafisiche dell’umanità, rappresenta il fatto che la realtà ha un senso (Schopenhauer, ottimismo cosmico).
Il fatto che Dio è morto significa che non ci sono due mondi e che la realtà non ha senso. Nietzsche sostiene che la sua epoca è quella che porta il grande annuncio, ovvero che Dio è morto. Afferma che tutto ciò è evidente, basta osservare la realtà.

Ma perché gli uomini hanno sempre pensato che Dio c’è? Nietzsche risponde che Dio è una menzogna consolatrice. Gli uomini hanno messo sopra al volto della realtà una maschera, ovvero Dio, poiché la realtà è talmente brutta da non poter essere osservata.
La morte di Dio dunque è lo smascheramento (Schopenhauer) ed è l’evento più importante della storia, tant’è che gli anni si dovrebbe contare da questa data. La morte di Dio apre la strada all’avvento del superuomo. Il superuomo è colui che va oltre l’uomo, oltre l’umanità. La morte di Dio è un trauma, genera un senso di spaesamento, ma non per il superuomo. Anzi il vuoto lasciato da Dio è necessario per l’avvento del superuomo, che è in grado di guardare in faccia la realtà senza maschere e di costruire il suo senso della realtà. Secondo Nietzsche la morte di Dio spalanca per l’uomo l’oceano della realtà

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