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La morte di Dio


Secondo Nietzsche la definitiva eliminazione del mondo vero coincide con la morte di Dio la quale a sua volta costituisce la premessa necessaria della nascita di una nuova umanità. Tali idee nascono a partire dalla concezione di fondo che Nietzsche ha di Dio. Dio è una prospettiva oltremondana in quanto l'uomo pone il senso del mondo e della vira al di là del mondo e della vita stessa -Dio un essere metafisico e il valore dei valori in quanto concretizza tutte le certezze e le credenze ultime dell'umanità necessarie per dare un senso e un ordine rassicurante alla vita facendo quindi di Dio un punto di riferimento all'interno di un mondo caotico e irrazionale e una menzogna millenaria sviluppata nel tempo e necessaria all'uomo per sopportare il dolore della vita.


Ad interessare Nietzsche sono quindi le conseguenze della Morte di Dio, tema trattato ne l'uomo folle, in questo brevissimo testo l'uomo filosofo-profesta è l'uomo pazzo che cerca di annunciare la morte di Dio, le risa ironiche degli uomini al mercato rappresenta la superficialità e l'insensibilità dei filosofi atei dell'800, le allusioni a compiti difficili come ad esempio prosciugare il mare fino all'ultima goccia rappresenta il fatto che l'uccisione di Dio sia una missione ardua e difficile e la mancanza di un alto e un di basso si rifà allo smarrimento che segue la perdita di Dio a causa del suo ruolo come punto di riferimento mentre la necessità di farsi a propria volta degli dei fa riferimento alla necessità dell'uomo di divenire superuomo per superare l'insensatezza del mondo. Nietzsche ritiene infatti che la conseguenza della morte di Dio è che l’uomo, essendosi illuso che esistano dei fini assoluti e delle realtà trascendenti in grado di dare senso al mondo, dopo aver scoperto che tali strutture metafisiche non esistono e che Dio è morto precipita nell’angoscia e nella disperazione, intensa come assenza di speranza, in quanto vengono meno i valori assoluti (sia quelli di Dio sia quelli dati da uno scopo metafisico) che permettevano di dare un senso alla vita e al mondo e che costituiva gli unici punti di riferimento esistenti, egli chiama questa situazione di sgomento del vuoto e del nulla dell’uomo moderno e contemporaneo nichilismo.
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