pexolo di pexolo
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Eterno ritorno dell'identico

Nietzsche recupera la concezione arcaica di un ritorno circolare del tempo, già presente in alcune cosmologie presocratiche (Anassagora, Empedocle e negli stoici). In essa l’essere non deriva dal nulla e non va verso uno scopo, ma è caratterizzato da un incessante ed eterno divenire delle cose attraverso ripetitivi cicli cosmici. L’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Le cose sono ora prive della loro circostanza attenuante, la fugacità; l’idea si staglia come un fardello terribile ed opprimente poiché su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità. Esso spezza qualsiasi teleologia e qualunque redenzione: in quest’idea Nietzsche vede un autentico inveramento dell’attività dell’uomo, che non è sorretta da valori i quali trascendono questa stessa attività, in quanto tale attività prende senso dall’attività stessa, dal fare stesso dell’uomo, tanto più che le vicende si ripetono uguali; l’uomo colora la propria attività attraverso la propria responsabilità. «La vita è l’eterna clessidra dell’esistenza e tu, con essa, sei un granello di polvere»: non c’è un senso, né per il singolo granello, né per i singoli avvenimenti. Non viene tuttavia negata la libertà dell’uomo, perché pur senza punti di riferimento o speranze siamo comunque posti di fronte a noi stessi, non ci sono fatti che hanno più valore di altri: noi dobbiamo ricostruirli, dargli un colore, responsabilizzarci. Tale dottrina, che pone un’identità, una coincidenza essenziale fra ontologia ed etica (dimensione ontologica della temporalità=condizione etica del vivere), corrisponde almeno in parte alla dottrina spinoziana, che afferma l’uguaglianza di libertà e necessità (la suprema libertà è il riconoscimento della necessità della natura, amor dèi intellectualis=amor fati).

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