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La Neoscolastica e Jacques Maritain


La Neoscolastica non si limita a “riproporre” il pensiero di Tommaso d’Aquino, ma si sforza di coniugarlo con tematiche tipiche dei mondo e dei pensiero moderni.

Jacques Maritain riconosce a Tommaso d’Aquino il merito di avere fondato l’autonomia della filosofia dalla teologia, grazie all’uso della nozione di analogia. Tale modello analogico è ancora valido, in quanto consente di superare il riduzionismo positivistico (nel quale la vita psichica e spirituale è ricondotta ai movimenti della materia) e quello idealistico (in cui si compie una riduzione di segno opposto). All’umanesimo antropocentrico Maritain contrappone un umanesimo integrale, vivificato dall’ispirazione cristiana. L’uomo integrale è persona, cioè una realtà spirituale: come individuo l’uomo è frammento della specie; come persona è centro di esistenza, di bontà e di amore. Maritain è critico verso il razionalismo liberale e borghese, che ritiene responsabile dell’evoluzione negativa del mondo cristiano dopo il Medioevo, ma critica anche l’umanesimo di Marx, per aver fatto dell’economia la causalità primaria e per la sua utopia della liberazione totale e definitiva dell’uomo.

I caratteri della nuova cristianità dovranno essere la libertà, il pluralismo e l’autonomia del temporale. La crisi di Wall Street fa pensare a Maritain che il capitalismo sia giunto al termine e lo porta a proporre uno Stato caratterizzato dalla forma societaria della proprietà. In essa la proprietà privata è riconosciuta, ma con un suo uso volto al bene comune. Il tema della democrazia diviene dominante nel momento della guerra contro l”impero pagano” di Hitler. Impegno del cristiano è realizzare, per quanto è possibile, una rifrazione nel mondo delle esigenze evangeliche.

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