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Karl Marx

L’obbiettivo è un analisi globale della società e della storia. Il suo pensiero è influenzato da: Filosofia tedesca (hegel, feuerbach)
Tesi economiche (Smith,ricardo)
Pensiero socialista(saint-simon,owen)

Carl mare E' uno dei pochi filosofi le cui dottrine hanno trovato un'applicazione pratica. La sua ideologia aveva i connotati di un fede laica. Il suo è un pensiero scarsamente liberale, ammette la dittatura e la violenza nelle rivolte tenendo in bassa considerazione la libertà. Boccia tutte le altre dottrine del suo tempo. L’obbiettivo è un analisi globale della società e della storia. Il suo pensiero è influenzato dalla filosofia tedesca (Hegel, Feuerbach), dalle tesi economiche (Smith,Ricardo) e dal pensiero socialista(saint-simon,owen). Nasce nel 1818 a Treviri, e morì nel 1883: visse quindi tra la I e la II Rivoluzione industriale. Soffrì molto la povertà e fu espulso da vari paesi. Entrò in contrasto con gli intellettuali della sinistra hegeliana. Si formò nella germani hegeliana dove studiò diritto e filosofia. Si dedicò al giornalismo politico scrivendo nella Gazzetta Renana prima, fondando gli annali franco-tedeschi, una rivista sia politica che filosofica. Si interessò di economia politica e storia prendendo contatti con vari intellettuali europei. Nacque una grande amicizia con il figlio di un industriale, Engels, che lo aiutò nei momenti di bisogno e con il quale scrisse numerose opere tra cui il Manifesto del Partito Comunista (1848). Nel 1871 a Parigi si formò La Comune che Marx giudicò la prima forma di governo della classe operaia. Le sue opere più importanti furono: I Manoscritti economico-filosofici del 1844, il Manifesto del Partito Comunista, L'ideologia tedesca, Il Capitale.

Critica alla filosofia:
La prima critica che Marx fa alla filosofia viene ripresa da un pensiero di Feuerbach che nella sua 11° tesi aveva scritto che "I filosofi fin'ora si sono limitati ad interpretare il mondo, ora si tratta di trasformarlo". Quindi Marx critica il fatto che i filosofi non affrontano il problema della maggior parte della popolazione. Hegel e gli idealisti avevano come obbiettivo la liberazione dello spirito umano, ma solo al livello del pensiero: per Marx questa liberazione doveva avvenire anche al livello pratico, cioè bisogna unificare teoria e azione. La rivoluzione della prassi deve essere accompagnata da un cambiamento dell'essere e della coscienza. La filosofia per il filosofo di Treviri troverà nel proletariato, la classe oppressa per eccellenza, la sua arma materiale per trasformare il mondo. Marx critica in particolare Hegel accusandolo di trasformare realtà empiriche, ovvero derivanti dall'esperienza, in manifestazioni razionali e necessarie dello Spirito. In questo modo Hegel tende anche a giustificare le istituzioni esistenti, considerandole come realtà necessarie e razionali dello Spirito: per questo si può dire che la sua filosofia assume la forma di un giustificazionismo politico (in quanto tende a riconoscere le istituzioni e i governi esistenti). Questo procedimento lo definisce misticismo logico perchè con questo ragionamento le istituzioni finiscono per essere allegorie di una realtà nascosta dietro di esse: quindi riprendendo il ragionamento di Feuerbach dice che è il risultato di un capovolgimento tra soggetto e predicato, ovvero dice che l'idealismo fa del concreto la manifestazione dell'astratto. Marx oppone a questo metodo il proprio metodo trasformativo che consiste nel riconoscere ciò che è veramente soggetto e ciò che è veramente predicato.

Critica a Hegel

Hegel influenzò molto il pensiero di marx; nel 1843 marx scrisse la “critica della filosofia del diritto di hegel”: marx critica il metodo di hegel perché secondo lui il suo stratagemma consiste nel trasformare la realtà empirica (empirico=Che si basa sull'esperienza, su ciò che può essere dimostrato sperimentalmente) in manifestazioni necessarie dello spirito. Infatti, ciò che Marx imputa ad Hegel è il fatto di considerare ogni realtà come una manifestazione necessaria dello Spirito. Ad esempio, Hegel non si sofferma a constatare semplicemente che in certi luoghi e tempi vige la monarchia, ma afferma anche che lo stato necessita di una sovranità, che si identifica appunto nella monarchia. E quindi egli ammette e giustifica la monarchia, come un qualche cosa di razionale e necessario. Questo atteggiamento assume il nome di misticismo logico, cioè Trasforma la realtà , anziché comparire per ciò che è finisce per essere un’allegoria di una realtà spirituale. In questo modo Hegel tende anche a giustificare le istituzioni esistenti, considerandole come realtà necessarie e razionali dello Spirito, per questo si può dire che la sua filosofia assuma la forma di un giustificazionismo politico (in quanto tende a riconoscere le istituzioni e i governi esistenti), e speculativo (in quanto sostiene che tutto ciò che è reale è anche razionale e non può essere altrimenti).Questo misticismo secondo Marx deriva dal capovolgimento idealistico tra soggetto e predicato da una parte e concreto e astratto dall’altra (come aveva già sostenuto Feuerbach). Marzx oppone al metodo di hegel il prorpio metodo detto “METODO TRASFORMATIVO”: consiste nel ricapovolgere ciò che l’idealismo aveva capovolto, ossia riconoscere ciò che è veramente soggetto e ciò che è veramente predicato. Marx comunque, non critica l’intera filosofia di Hegel in quanto gli riconosce numerosi meriti, tra cui quello di concepire la realtà come una totalità storico-processuale.

La critica allo stato moderno e al liberismo

Marx ha una concezione negativa verso la civiltà moderna e lo stato liberale. Secondo Marx l’età moderna coincide con la cosiddetta fase di scissione, che deriva dalla frattura tra società e Stato. Mentre nella polis greca i cittadini vivevano in un un’armonia sociale dove la vita pubblica coincideva con la vita privata, mentre nel mondo moderno l ‘uomo è costretto a vivere due vite separate. Nel età moderna lo stato invece che invece che aiutare la società innalzandolo a bene comune è piuttosto lo stato cge si abbassa al livello della società e diventa strumento d’interesse per le classi piu alte. La civiltà moderna rappresenta la società dell’egoismo e la società della fratellanza e delle universalità illusorie. Marz ritiene che l ‘unico modo per creare un modello di comunita solidale sia l’eliminazione delle diseguaglianze iniziando dall’annullamento della proprietà privata. L’arma a cui fa appello per poter cambiare le cose è la rivoluzione sociale guidata dal proletariato.

La critica dell’economia borghese

Marx applica la sua ideologia politica anche all’economia, esponendo la sua tesi nei cosiddetti Manoscritti economico-filosfici composti a parigi nel 1844. l’economia borghese compie l’errore di considerarsi come un metodo razionale, naturale e immutabile L’economia è caratterizzata da una grande contraddizione, cioè l’opposizione reale tra borghesia e proletariato.
Questa contraddizione assume il nome di alienazione.
(in Hegel l’alienazione assume una connotazione sia positiva che negativa, in quanto costituisce il movimento dello spirito, allo scopo di riappropriarsi di sé ma in modo arricchito. Mentre, secondo Feuerbach l’alienazione costituisce un qualche cosa di negativo, in quanto coincide con la situazione dell’uomo, che scindendosi proietta fuori di sé una potenza superiore (Dio) , alla quale egli si sottomette)
Marx la consiedera un fatto reale di natura socio-economico in quanto si identifica con la condizione storica del salariato nell’ambito della societa capitalista. L’alienazione del salariato viene descritta attraverso quattro aspetti. (Quindi l ‘alienazione indica la scissione,dipendenza e autoestraniazione rispetto a:

a) l’operaio è alienato rispetto al prodotto del suo lavoro, poiché egli in base alla sua forza lavoro, fabbrica un oggetto (il capitale) che non appartiene a lui e che lo domina.
b) l’operaio è alienato rispetto al suo stesso lavoro, in quanto tale lavoro è forzato, e l’operaio è semplicemente uno strumento utilizzato da forze esterne (i capitalisti) allo scopo di arricchirsi.
c) l’operaio è alienato rispetto alla sua stessa essenza (wesen). Infatti, rispetto all’animale il lavoro dell’uomo è libero e creativo mentre all’interno della società capitalista l’uomo è costretto ad un lavoro forzato e ripetitivo.
d) l’operaio è alienato rispetto al prossimo, poiché il prossimo si identifica nel capitalista, che si serve di lui solamente per arricchirsi e lo espropria del suo lavoro; e da ciò non può che nascere un rapporto conflittuale tra l’operaio e il capitalista.

La causa dell’alienazione è la proprietà privata dei mezzi di produzione, e il fatto che il capitalista utilizzi l’operaio come semplice strumento costituisce una forma di sfruttamento. La soluzione per annullare l’alienazione consiste nel superamento del regime della proprietà privata e l’instaurazione del regime comunista.

6. Distacco da Feuerbach e interpretazione della religione in chiave sociale:
La filosofia di Marx oltre che prendere spunto da Hegel, si ispirò anche al pensiero di Feuerbach tant’è che nei Manoscritti Marx definisce F. come il superatore della vecchia filosofia.
• La principale cosa che Marx riconosce a F. consiste nella rivendicazione della naturalità e concretezza dell’individuo e nel criticare e rifiutare l’ideologia teologizzante di Hegel, che ha ridotto l’uomo in spirito. Ciò che F. ha dimenticato però è la storicità dell’uomo, dimenticandosi che l’uomo non è solo natura, ma è soprattutto società, poiché l’individuo è l’insieme dei rapporti sociali. Non esiste l’uomo in astratto, ma esiste l’uomo nato da una determinata società.
In sostanza Marx cerca di correggere Hegel con Feuerbach e quest’ultimo con Hegel, poiché in tal modo con uno difende la naturalità dell’uomo e con l’altro la socialità e la storicità dell’uomo.
• Il secondo aspetto che lega e separa i due filosofi è rappresentato dalla concezione della religione; Marx condivide la concezione secondo cui non è Dio a creare l’uomo, ma è quest’ultimo a creare Dio in base ai propri bisogni, però secondo il filosofo F. non è riuscito ad individuare le cause del fenomeno religioso e tanto meno a superarle. In quanto F. si è dimenticato che chi ha creato la religione non è un essere astratto, ma è un individuo prodotto dalla società. In tal senso Marx ha elaborato una teoria nota come la religione come oppio dei popoli, che sostiene che la religione è il prodotto di un’umanità alienata e oppressa.
Siccome la religione nasce appunto dalla condizione umana e sociale dell’individuo (che è alienata), l’unico modo per distruggerla al contrario di ciò che sosteneva F. non è la critica filosofica ma la trasformazione rivoluzionaria della società. La religione è il prodotto malato di una società malata e l’unico modo per annientarla e distruggerla è quello di distruggere anche l’intera struttura sociale responsabile della sua creazione.
La concezione materialistica della storia
Dall’ideologia alla scienza: Feuerbach segna il passaggio di max dall'umanesimo al meteorismo storico perché coincide con la transizione dall'antropologia esplorativa al sapere reale della storia. Il testo in cui si concretizza il processo è l'"ideologia tedesca"scritto da Marx e da Engels. La novità principale del testo è che riesce a cogliere il movimento reale della storia al di là delle rappresentazioni ideologie che hanno sempre nascosto la sua reale struttura. L'ideologia costituisce una falsa rappresentazione della vita e quindi anche della società e dei rapporti tra gli individui. L'obiettivo di Marx è quello di svelare la verità sulla storia attraverso il raggiungimento di una visione reale in modo da giudicare gli uomini non per come appaiono ma per come sono realmente. Per fare ciò però è necessario prima distruggere l'ideologia tedesca e introdurre una nuova scienza. Per Marx è l'umanità è un insieme di individui associati che lottano per la sopravvivenza di conseguenza la storia non è più un evento spirituale ma un processo materiale fondato sulla direttiva bisogno-soddisfacimento. Marx sostiene che l'uomo si distingue dall'animale grazie alla ragione ma si distingue soprattutto quando inizia a produrre i propri mezzi di sussistenza. Quindi alla base della storia c'è il lavoro che Marx intende come creatore di civiltà e di cultura e come ciò attraverso cui l'uomo si rende tale estinguendosi dagli altri esseri viventi.

Struttura e sovrastruttura

Nella concezione della storia dobbiamo distinguere due elementi di fondo: le forze produttive e i rapporti di produzione.
1. Le forze produttive: sono tutti gli elementi necessari al processo di produzione (la forza lavoro, i mezzi di produzione e le conoscenze necessarie alla produzione).
2. I rapporti di produzione: sono quelle regole sociali e giuridiche che regolano il rapporto tra gli uomini durante il processo produttivo e di ripartizione.
L’insieme di questi due concetti costituisce la struttura economica della società, la quale costituisce a sua volta il piedistallo su cui si eleva una sovrastruttura giuridico-politico-cultrale.Per cui, con il termine sovrastruttura intendiamo tutti gli altri aspetti della vita sociale (la religione, la cultura, l’arte, la politica ecc..) che sono determinati dalla struttura economica.
Di conseguenza non sono le leggi ,lo stato e le religioni a determinare la struttura economica me è la struttura economica della società a determinare le leggi ,lo stato e le religioni = MATERIALISMO STORICO. Con il termine “materialismo” Marx non si rifà alla tesi metafisica, ma al fatto che le vere forze motrici della storia è la società e l’economia.

Dialettica della storia

L'idea di Marx si basa su un conflitto tra i proprietari dei mezzi di produzione e i produttori di ricchezza seguendo il modello della signoria e servitù hegeliana. I primi sono i padroni i secondi i lavoratori. Lo scontro tra i padroni e i lavoratori nell'età moderna corrisponde allo scontro tra borghesia e proletariato. Una volta arrivati al culmine del conflitto si determina un rovesciamento violento dei ruoli: attraverso la rivoluzione il servo diventerà padrone. La società si caratterizza attraverso le forze produttive e rapporti di produzione. Le forze produttive si sviluppano più rapidamente dei rapporti di produzione questo produce una frizione o contraddizione dialettica che genera una rivoluzione sociale. La contraddizione si sviluppa sottoforma di scontro tra classe in ascesa (Nova forza produttiva) e I vecchi rapporti di proprietà sono sempre incarnati dalla classe dominante in declino. Questo modello trova l'esempio più tipico nella Francia del settecento dove a un certo punto vi fu uno scontro tra la borghesia (espressione della nuova forza produttiva di tipo capitalistico) e l'aristocrazia (espressione dei vecchi rapporti di proprietà agrario-feudali). Per Marx ci sono cinque principali epoche della formazione economica sociale: comunità primitiva, asiatica,antica, feudale e borghese

Manifesto del partito comunista

-del 1848 Marx si propone di esporre i metodi dell'azione rivoluzionaria e rappresenta un efficace sintesi della concezione marxista del mondo -analisi della funzione storica della borghesia -concetto della storia come lotta di classe e rapporto tra proletari e comunisti -critica del socialismi non scientifici Nella sua opera Marx descrive i meriti e i limiti della borghesia. La borghesia secondo Marx non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e tutto l'insieme dei rapporti sociali. Essa è una classe dinamica. La lotta di classe è la chiave di ogni sviluppo storico: in ogni sistema produttivo si sviluppano nuove forze di produzione che si mettono in conflitto con le classi dominanti. Al culmine della lotta ci sarà una rivoluzione che modificherà il vecchio sistema produttivo. La storia non è altro che una successione rivoluzionaria di modi di produzione. Per Marx ci sono tre tipi di socialismo
-Socialismo reazionario
–socialismo conservatore o borghese: rimedia agli errori sociali del capitalismo senza distruggere il capitalismo stesso
-socialismo e comunismo critico utopistico: non riconosce al proletariato una funzione storica e rivoluzionaria autonoma quindi fa appello a tutti i membri della società per una azione di riforma pacifica e collettiva.
Questi tre tipi di socialismi sono per Marx falsi perché ancora non sono giunti al socialismo scientifico. il capitale Nel capitale vuole mettere in luce i meccanismi strutturali della societa borghese al fine di svelare la legge economica della società moderna. A differenza di altri economi Marx sostiene che non esistano leggi universali dell'economia e che ogni formazione sociale abbia caratteri propri e leggi storiche specifiche. Marx distingue il capitalismo dagli altri tipi di società soprattutto in relazione a due caratteristiche specifiche: la produzione di merce e il modo di produzione capitalistico cioè la produzione di plusvalore come scopo diretto e motivo determinante della produzione. La caratteristica specifica del capitalismo è l'analisi della merce. La merce deve possedere : -Valore d'uso: in quanto deve poter servire a qualcosa cioè soddisfare alcuni bisogni. -Valore di scambio: garantisce la possibilità di essere scambiata con altre merci. Il valore di scambio è definito dalla quantità di tempo socialmente necessaria per produrre la determinata merce. Per Marx il valore di una merce non si identifica del tutto con il suo prezzo ma influiscono molti fattori come ad esempio l'abbondanza o la scarsità della merce stessa. -Feticismo delle merci consiste nel considerare le merci come delle entità aventi valore di per se,dimenticando che sono il frutto dell'attività umana. L'obiettivo principale della società capitalista non è quello di produrre merce finalizzandola al consumo bensì di accumulare capitale. Quindi il capitalismo non si rifà alla formula schematica della società borghese M.D.M =merce-denaro-merce ma si rifà allo schema peculiare del capitalismo cioè D.M.D'=denaro-merce-piùdenaro. Nella società borghese il capitalista investe denaro in una merce per ottenere più denaro di quanto abbia investito. Esistono due tipi di capitale: Capitale variabile che viene investito nella forza lavoro. Capitale costante che viene investito in macchinari e nella materia prima. Il plusvalore non può né prevenire dal denaro né dallo scambio quindi va ricercato nella produzione. Quindi il plusvalore ha origine dalla forza-lavoro. L'operaio ha la capacità di produrre con il proprio lavoro un valore ben maggiore di quello che gli è corrisposto con il salario. Il plusvalore discende quindi dal plusvalore del l'operaio. Saggio del plusvalore: È dato dal rapporto tra plusvalore e il capitale variabile poiché il plusvalore nasce solo in relazione ai salari, ossia al capitale variabile. il saggio del plusvalore è la percentuale del plusvalore Il saggio del profitto: il capitalista non investe solo nei salari ma anche nei macchinari (capitale costante), per cui il saggio del profitto deriva dal rapporto tra il plusvalore e la somma del capitale costante e capitale variabile. (quanto guadagna il capitalista) Contraddizioni del capitalismo. Il capitalismo si regge sul plusvalore e quindi il suo scopo è caratterizzata la ricerca continua di un profitto privato anziché guardare all'interesse collettivo. Marx esamina una serie di contraddizioni del capitalismo: il capitalista cerca di aumentare il proprio plusvalore aumentando la giornata lavorativa dei propri operai quindi il pluslavoro. Obiettivo del capitalista era ridurre il tempo e aumentare la produttività e così si passa all'industria meccanizzata che riduce il tempo del lavoro e aumenta la quantità di merce prodotta. L'aumento di produttività causato dall'ingresso delle macchine nella produzione di merci genera il fenomeno ciclico delle crisi di sovrapproduzione, così nella società capitalista troviamo una sovrabbondanza di merci. La decisioni in continuo rinnovamento tecnologico porta a una caduta del saggio di profitto. Allora accrescendo smisuratamente il capitale costante rispetto al candidabile variabile diminuisce il saggio di profitto. In Sintesi a causa della crescita smisurata del capitale costante cioè lo sviluppo tecnologico, il profitto risulta più scarso rispetto a tutto il capitale impiegato. Il risultato della società capitalista è la scissione della società in due classi antagoniste--> visione dualistica. Quindi ci sarà da una parte una minoranza potente e molto ricca e dall'altra una maggioranza, il proletariato, molto povera e sfruttata. Rivoluzione proletaria Le contraddizioni che ci sono nella società capitalista saranno alla base della rivoluzione del proletariato la quale darà avvio alla trasformazione della vecchia società,attuando il passaggio da capitalismo al comunismo. La caratteristica principale del comunismo sarà la socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio cioè il potere passerà dai privati alla società intera. Per Marx non importa se la rivoluzione sarà violenta o pacifica ma l'importante sarà mirare all'abbattimento dello stato borghese e delle sue forme istituzionali. Il compito del proletariato non è quello di impadronirsi del potere borghese manovrandolo per i propri scopi ma di dividerlo e di abbattere le istituzioni di fondo. Marx afferma che ci sarà una transizione tra capitalismo e comunismo, questa transizione sarà occupata dalla dittatura del proletariato che sarà una dittatura di una maggioranza di ex oppressi su una minoranza di ex oppressori

Materialismo dialettico

Il materialismo dialettico ha le sue radici nel sistema hegeliano. La dialettica hegeliana permette a Marx di comprendere il movimento reale della storia. Ogni realtà storica genera al suo interno delle contraddizioni che portano al suo superamento: la borghesia(antitesi) nasce all’interno della società feudale dell’Antico Regime dove la classe dirigente è la nobiltà(tesi); proprio la borghesia ha eliminato la nobiltà come classe dirigente con la rivoluzione francese e ha dato inizio al moderno capitalismo industriale; la borghesia non può prosperare senza il proletariato(sintesi) che con la rivoluzione abbatterà la borghesia e diventerà classe dirigente. La dialettica è la legge di sviluppo della realtà storica ed esprime l’inevitabilità del passaggio dalla società nobiliare a quella borghese-capitalista e infine a quella proletario-socialista.

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