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Nasce in Germania a Treviri nel 1818. Non è solo un filosofo ma un economista, sociologo.
Si laurea in filosofia con una tesi sulla “differenza tra la filosofia della natura di democrito e quella di epicuro”.
In seguito al Congresso di Vienna la Germania risultava essere formata da tanti stati che andarono a costituire la Confederazione Tedesca sotto la guida dell’Austria.
La Prussia tendeva a diventare sempre più potente, e Marx per le cose che aveva scritto, infatti era il direttore della Gazzetta renana, era diventato fastidioso, perciò fu costretto a lasciare la Germania.
Va a Parigi dove conosce i socialisti utopisti. Stringe amicizia con Engels, con lui scrive anche il manifesto del partito comunista.
Quasi tutte le opere le scrive insieme ad Engels.
Le opere principali sono:
- Ideologia tedesca:
- Annali franco tedeschi  è una rivista scritta in Francia. In essa critica la civiltà moderna e lo stato liberale perché lui faceva parte della sinistra hegeliana e di hegel aveva ripreso il concetto di dialettica  materialismo dialettico: la realtà intesa come insieme di momenti che entrano in contraddizione.

Gli piaceva Tesi-antitesi, ogni cosa genera necessariamente la sua negazione, tutta la storia per marx è storia della lotta di classe.
- Le tesi su Feuerbach: gli riconosce il merito di aver capovolto la filosofia di Hegel (si parte dall’individuo non dall’idea) e di aver capito che l’uomo è alienato e crea dio ponendo fuori di sé le caratteristiche della specie (bontà, l’amore).
L’alienazione è una forma di privazione: l’uomo crea dio perché soffre, soffre perché il lavoro è diventato esterno a sé e crea dio come soluzione.
La filosofia deve smascherare l’alienazione che è dovuta al lavoro.
Per Feuerbach bisogna essere atei e sostituire all’amore per dio l’amore per gli altri uomini. Ciò per Marx non basta, si devono eliminare le situazioni di disagio per cui il lavoro ti fa soffrire.
- Manoscritti economico filosofici: critica gli economisti classici perché credono che il sistema capitalistico, borghese, sia un punto di arrivo. Ma non è così perché quello borghese è un sistema che verrà superato è solo un punto di partenza per un nuovo sistema
Guasti: alienazione dell’operaio.
- La sacra famiglia: critica la sinistra hegeliana, non è d’accordo con i suoi esponenti perché dice che hanno fatto questa critica ad Hegel ma si sono mantenuti sul piano filosofico non su quello della prassi (agire)
- Miseria della filosofia: critica l’anarchico Proudhon e i socialisti utopisti. Egli è l’autore di “la proprietà è un furto” e afferma che la proprietà privata non deve esistere, ma deve essere divisa. Se non esiste la proprietà privata, non esiste neanche lo stato che è un ideologia. Marx non è d’accordo con gli utopisti perché teorizzano cose che non possono realizzare, e in particolare non è d’accordo con Proudhon perché per lui la proprietà privata non deve proprio esistere.
Da solo scrisse:
- Il capitale (1867): formato da tre volumi, ma solo il primo verrò pubblicato.
Il governo prussiano lo cacciò dalla Francia, e Marx va a Londra dove lavora.
Pubblica la Critica del Programma di Gotha.
Quando muore viene sepolto in un cimitero inglese.

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