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Karl Marx

Il marxismo costituisce una delle componenti culturali e politiche più importanti dell’età moderna. Marx nacque a Treviri nel 1818. Per mezzo del padre ,avvocato brillante e colto,Marx riceve un’educazione di stampo liberale. Studia giurisprudenza, poi si laurea in filosofia con una tesi di laurea che la dice lunga sui suoi interessi culturali: Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro (parla del Naturalismo, materialismo, liberazione dell’uomo dalle falsità delle religioni..). Democrito ed Epicuro erano due atomisti. Epicuro era più propenso ad appassionarsi alla vita umana, invece Democrito a favore della convinzione materialistica dell’universo. Divenne giornalista, ma non potè insegnare all’università per via del regime totalitario, che di certo non era favorevole al libero insegnamento.
E così si chiuse, la carriera accademica di Marx e diventò redattore della “Gazzetta renana”.

Tale giornale, però, il 21 gennaio 1843 veniva ufficialmente interdetto.
A Parigi Marx conobbe Friedrich Engels, il quale gli sarà amico e collaboratore per tutta la vita.
Collaborò intanto al “Vorwarts” (Avanti), giornale degli artigiani comunisti. E proprio questa collaborazione gli costerà l’espulsione della Francia. Nel frattempo veniva maturandosi il suo distacco dalla Sinistra hegeliana.
Marx partì per l’Inghilterra nel 1849.In Inghilterra Marx si stabilì a Londra dove riuscì, aiutato economicamente dall’amico Engels, a condurre in porto tutte quelle ricerche di economia, storia, sociologia e politica che costituiscono la base de Il capitale.Impegnato nell’attività di organizzazione del movimento operaio, Marx riuscì a fondare nel 1864, a Londra, la “Associazione internazionale dei lavoratori”( la Prima Internazionale).
Karl Marx morì nel 1883.

Opere


Studia a fondo la filosofia di Hegel e scrive “Critica della filosofia del diritto di hegel” e con quest’opera lui comincia a prendere le distanze da Hegel e a misurarsi con i problemi della filosofia politica moderna. Nel primo ed unico numero degli Annali Franco-Tedeschi appaiono 2 importanti saggi che testimoniano il passaggio di Marx al comunismo:la questone ebraica e per la critica della filosofia del diritto di Hegel.
In collaborazione con Engels scrive la sacra famiglia contro la sinistra Hegeliana. Con l’opera Tesi su Feurebach matura il distacco polemico dall’intera filosofia tedesca cosi come avviene anche con L’ideologia tedesca in cui vengono poste le basi della concezione materialistica della storia. Nel 1848 viene incaricato dalla Lega dei comunisti Il Manifesto del Partito Comunista. L’opera più importante di Marx è il Capitale del 1867.

Caratteristiche del Marxismo

Ogni comunità si fonda sull’economia chiamata struttura a cui si affiancano politica,etica,religione e diritto dettte sovrastrutture. Le influenze culturali che stanno alla base del marxismo sono essenzialmente 3:
-la filosofia tedesca da Hegel a Feurbach;
-la teoria economico politico borghese da Smitt a Ricardo;
-il pensiero socialista.

La critica al misticismo logico di Hegel

Marx critica la filosofia idealista di Hegel, poiché essa consista nel fare delle realtà empiriche delle manifestazioni necessarie dello spirito. Marx definisce questo procedimento misticismo logico,per lui come per Feurbach è il risultato del capovolgimento tra soggetto e predicato,ovvero tra concreto e astratto. L’Idealismo fa del concreto le manifestazioni dell’astratto e di ciò che viene prima le manifestazioni di ciò che viene dopo. Al metodo mistico di Hegel,Marx,ispirandosi a feurbach,oppone il metodo trasformativo.
che consiste nel ricapovolgere ciò che l’idealismo ha capovolto,cioè riconoscere ciò che è davvero soggeto e ciò che è davvero predicato.Di hegel,Marx,tuttavia,approva ed utilizza,la visione dialettica della storia(ovvero che la storia è lotta di classe) ,sebbene critichi il pensiero di Hegel,secondo cui,la storia e le istituzioni sono frutto del divenire dello spirito.


La critica della civiltà moderna e del liberalismo

Alla base della teoria di Marx vi è la critica globale della civiltà modrrna e dello stato liberale. Il punto di partenza del discorso di Marx è la convinzione che la modernità sia basata sulla scissione tra Stato e società civile. Ovvero la scissione di cui parla Marx è la schizofrenia che vive l’essere umano fra cittadino ed essere umano, ovvero la differenza di come si vive all’interno dello stato e come invece da singolo individuo. Marx infatti dice che nell’Atene di Pericle non c’era alcuna separazione tra l’individuo e il cittadino, dal momento che nelle poleis tutti facevano politica e la cittadinanza garantiva ai cittadini non solo il benessere materiale, ma anche il benessere intellettuale. La polis garantiva quindi l’armonia tra il singolo e la collettività. Secondo Marx infatti lo Stato moderno è un’illusione poiché,la sua pretesa di porsi come organo che persegue l’interesse comune,è falsa. Lo stato,secondo Marx,è uno strumento delle classi più forti.Marx critica lo stato moderno e liberale perché esso predilige l’individualismo e la disugualianza sostanziale. L’ideale di società che Marx ha in mente s’identifica con un modello di democrazia sostanziale o totale. L’unico modo per realizzare tale modello di comunità solidale è l’eliminazione delle disugualianze reali fra gli uomini attraverso l’abolizione della proprietà privata,e l’unico mezzo tramite cui può essere ragiunta la nuova forma di Democrazia è la rivoluzione sociale portata avanti dal proletariato.

Per Marx,il proletariato,infatti è la classe che soffre maggiormente a causa dell’alienazione causata dalla borghesia; il proletariato è infatt destinato a realizzare la democrazia comunista.

La critica dell’economia borghese

L’altra critica che Marx muove alla borghesia riguarda l’economia, per parlare di ciò prende spunto da Adam Smith (teorico del capitalismo,il quale diceva che il capitalismo non deve essere disgiunto dalla morale,poiché esso è l’economia da cui dipendono e sorti di un’interà cominità). Marx dice che la borghesia fa due errori sul piano economico:

1-Ignora il conflitto: non coglie la dialettica politico-sociale-economica tra il proletariato che è la vittima e la borghesia che è il carnefice. La borghesia non capisce il proletariato si propone di cambiare le cose e il mondo (servo-padrone).
2-Si pensa essere l’unica forma di economia:la borghesia eternizza il sistema capitalista,ovvero se stessa,considerandolo non come un sistema economico passeggero,uno fra i tanti della storia,ma considerandolo l’unico modo di produrre e distribuire la ricchezza

L’ALIENAZIONE


Per Hegel il termine alienazione era il diventare altro dell’idea, lo spirito che si faceva altro da sé, per diventare natura, per potersi riscoprire arricchito. L’alienazione per lui ha un significato: positivo perché lo spirito comunque si ritrova arricchito alla fine del processo, negativo perché decade nella natura, che non ha una struttura dialettica ed è inferiore allo Spirito. Per Feurbach l’alienazione è negativa poiché s’identifica con la situazione in cui l’uomo religioso si sottomette ad una potenza estranea,cioè Dio(capra)
Marx si rifà a Feurbach di cui accetta la struttura del meccanismo dell’alienazione intesa come una condizioni patologica di dipendenza e di auto estraniazione. Tuttavia,a differenza di feurbarch,per il quale l’alienazione deriva da un’errata interpretazione di sé,ma in Marx essa diviene un fatto reale,di natura socio-economica,poiché s’identifica con le condizioni dell’operario nella società capitalistica.
L’alienazione dell’operaio riguarda 4 aspetti fondamentali:
1- L’operaio è alienato rispetto al prodotto del proprio lavoro che non gli appartiene all'operaio e che gli viene sottratto ;
2- rispetto alla sua attività:che non gli appartiene e diventa strumento per fini estranei,ovvero per il profitto del capitalista;
3- rispetto alla sua essenza: che è quella del lavoro libero e creativo attraverso cui realizza la propria personalità e le proprie attitudini, mentre il lavoratore è costretto ad un lavoro forzato e ripetitivo;
4- rispetto al prossimo: a causa del rapporto conflittuale con il capitalista e quindi con l’umanità in generale.
La causa dell’alienazione sostanzialmente quindi, è la proprietà privata dei mezzi di produzione. E il fatto che il capitalista utilizzi l’operaio come semplice strumento costituisce una forma di sfruttamento,perché esso può espropriare l’operaio del suo lavoro per accrescere la sua ricchezza.
La soluzione per annullare l’alienazione consiste nel superamento del regime della proprietà privata e l’instaurazione del regime comunista. Per questo motivo la storia costituisce il momento della perdita e della riconquista dell’uomo della propria essenza e in tal senso il comunismo rappresenta la soluzione alla storia.

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