Pensiero di Marx

Nel 1743 con il saggio "Critica della filosofia del diritto di Hegel" Karl Marx critica la filosofia di Hegel. Marx recepisce il fascino di Hegel, lo ammira, però lo critica.
Hegel ha operato un rovesciamento di prospettiva nel trattare il diritto politico, utilizzando opposizioni di carattere concettuale e non reale.
Marx dice che Hegel ha costruito una mistica dello stato, dice che ha invertito il soggetto con il predicato, il concreto con l'astratto e la teoria con la prassi.
Per esempio se prendo in considerazione un frutto, una pera, per tutti esiste prima l'astrazione della pera, poi viene il frutto concreto.
È un'operazione che prende il nome di misticismo logico, cioè la trasformazione della realtà empirica in allegoria.
Contro la sinistra Hegeliana Marx scrive diverse tesi: "La Sacra Famiglia", "Tesi su Feuerbach", "L'Ideologia Tedesca", scritti per criticare i limiti dei suoi vecchi compagni di strada.
I termini della critica alla sinistra sono:
1) questo movimento ha criticato ogni cosa scoprendo in tutto idee religiose da demitizzare
2) ma continua a separare teoria e prassi
3) quelli della sinistra hanno lottato contro le idee ma non hanno lottato contro il mondo materiale che produce quelle idee, quindi hanno lottato con delle astrazioni producendo a loro volta delle altre astrazioni.
Ma il miglioramento delle condizioni di vita dell'uomo non si ottiene producendo altre ideologie, ma combattendo il mondo reale che le crea.
La soluzione è la rivoluzione.
Nelle "Tesi su Feuerbach" Marx dà ragione a Feuerbach sul suo concetto di religione, che è coscienza capovolta e sentimento di ciò che l'uomo desidera, ma Feuerbach non spiega da dove nasce tutto ciò.
Feuerbach dice che nasce dall'alienazione; ma Marx dice che l'alienazione è un fatto materiale, non psicologico e astratto.
Un uomo alienato come lo è un lavoratore nelle catene di montaggio delle fabbriche dell'800 cerca rifugio nella religione.
Quando un uomo è estraniato da sè stesso e sfruttato è alienato.
La religione è spirito di situazioni in cui lo spirito è assente, è l'oppio delle popolazioni.
L'uomo alienato può solamente rifugiarsi nel mondo immaginario della religione.
L'errore di Feuerbach sta quindi nel non aver saputo calar l'alienazione nella dimensione giusta, la dimensione del reale.
L'alienazione è un fatto storico e concreto.
Tale cambiamento può avvenire solo con un evento storico violento, la rivoluzione.
Questa concezione della storia si chiama MATERIALISMO STORICO.
È la concezione secondo cui le vere forze motrici della storia non sono di natura spirituale o coscienziale, bensì materiale o socio-economiche.
Hegel aveva detto che il divenire dell'assoluto era un divenire attraverso la storia.
Per Marx la storia è lotta di classi, qualcosa di concreto.
Se per Hegel veniva prima l'astrazione, per Marx viene prima il concreto.
La storia è il divenire dell'assoluto nel tempo (Hegel).
La storia è lotta fra le classi (Marx).

La storia per Marx
Da Hegel si parte dalla logica.
Anche per Marx si parte da una situazione in cui tutto è ma tutto deve ancora diventare.
La storia ha un punto di partenza chiamato stato di natura, una situazione originaria in cui l'uomo vive come un primitivo, un essere che è più un animale che un uomo.
Finchè vive in questa condizione l'uomo è felice.
Un giorno un uomo recintò un pezzo di terreno e disse che era suo.
Creò la proprietà privata, e da quel giorno nacque la storia.
La storia è lotta di classi per il controllo dei mezzi di produzione, i beni, la terra e la proprietà privata.
La natura non crea dei proprietari, ma degli uomini felici.
Abbiamo così delle classi sociali in contrapposizione e in lotta tra loro, una dominante e una subalterna.
Man mano che la classe subalterna diviene cosciente della sua condizione e acquista autocoscienza, si assiste ad un ribaltamento della situazione, si passa dallo schiavismo al modo di produzione feudale.
La classe sociale subalterna si sposta nelle città, si arricchisce e conosce la libertà e diventa borghesia.
Il modo di produzione è un determinato momento storico caratterizzato da un determinato rapporto di produzione.
Un determinato modo di produzione esprime la struttura di quel periodo storico.
La struttura sociale del medioevo è il feudalesimo.

C'è un aristocrazia dominante e una classe sociale di lavoratori subordinata.
Il mezzo di produzione è il feudo con le sue rendite.
La storia per Marx è una totalità dialettica, si parte da un'unità originaria e attraverso un lungo susseguirsi di scissioni dialettiche si arriva alla ricomposizione finale di tutti i conflitti, quando c'è una sola classe sociale, quella del proletariato che dà vita al comunismo.
Il comunismo è il ritorno allo stato di natura.
Protagonista indiscusso del comunismo è il proletariato.
Questo processo ha una sua necessità?
Sì, è per questo che il comunismo deve attuarsi necessariamente, ogni cosa che avviene non può non avvenire.
La struttura di un determinato momento storico è determinato da un particolare metodo di produzione.
Un dato metodo di produzione rappresenta la struttura, cioè lo scheletro economico di un determinato periodo storico.
Prima viene la struttura poi la sovrastruttura.


Manifesto del partito comunista

"Manifesto del partito comunista" è un saggio di propaganda politica, di marketing.
Il marketing è quella parte della riflessione economica che si occupa di creare le condizioni necessarie a favorire l'acquisto di un prodotto che si è messo sul mercato.
Il partito è l'avanguardia, la mano armata del proletariato.
ll prodotto che si vuole vendere è un'ideologia, ed è un invito ad impegnarsi per realizzare un progetto.
Il testo unisce toni apocalittici a toni ironici, unisce spiegazioni chiari a slogan efficacissimi.
Il saggio è strutturato in 4 parti:
- introduzione
1) 1° capitolo "Borghesi e Proletari"
2) 2° capitolo "Proletari e Comunisti"
3) 3° capitolo "Letteratura socialista e comunista"
4) conclusione
La conclusione finisce con uno slogan efficacissimo "Proletari di tutto il mondo, unitevi!".
Il 1° capitolo comincia con una storia a volo d'aquila delle lotte sociali dalla nascita di Roma alla storia moderna. Si mostra che la storia non è altro che lotta di classi.
Marx usa toni ammirati nei confronti della Borghesia, è una classe straordinariamente rivoluzionaria. Ha scardinato tutti i rapporti magici tra gli uomini, lasciando un tipo di rapporto basato sul denaro.
Dopo aver trasformato la società, la Borghesia si è comportata esattamente come l'apprendista stregone: scatena forze occulte che non riesce più a controllare.
Questa forza occulta è il proletariato, e si passa così al capitolo successivo.
I comunisti sono coloro che vogliono abolire la proprietà privata.
Marx crea un dialogo ipotetico tra un borghese e un comunista proletario.
Questo capitolo contiene anche il manifesto, il programma del partito.
Il saggio si conclude con una chiamata generale alle armi.

Economia politica

La struttura di una società è lo scheletro della sua economia.
La sovrastruttura garantisce il dominio della classe dominante (i valori dominanti sono quelli borghesi).
La necessità di comprendere la struttura di un'epoca storica in particolare induce Marx a scrivere due saggi:
1) "Per la critica all'economia politica"
2) "Das Kapital" un saggio di economia, si occupa della struttura, lo scheletro economico
L'economia politica è una scienza inventata da Marx, si occupa dello studio della realtà storica alla luce delle leggi economiche in essa operanti.
Marx vuole capire il modo di produzione capitalistico, la struttura della società Borghese.
Locke aveva detto che la Borghesia è il mercato, quindi Marx vuole capire come funziona il mercato.
L'analisi e lo studio del mercato sono importanti per capire da dove nasce il profitto che genera il capitale che genera il potere della classe borghese.
Il socialismo di Marx è un socialismo scientifico che nasce dall'analisi dei rapporti tra le classi.
Marx distingue il valore della merce in due categorie:
- valore d'uso (le scarpe servono per proteggere i piedi)
- valore di scambio (le scarpe si scambiano con altri beni)
Nello stato di natura il valore della merce è esclusivamente valore d'uso.
Tutta la merce è e rimane in realtà forza lavoro reificata, materializzata.
Il lavoro, che produce ciò che serve, concorre alla felicità dell'uomo, fintanto che l'uomo è nello stato di natura.
Nello stato moderno il valore della merce è esclusivamente valore di scambio.
Posso scambiare le scarpe con altra merce, con dei pantaloni o con del denaro.
Poi si passa alla proprietà privata, e il valore della merce diventa valore di scambio.
Supponiamo di avere un paio di scarpe, prodotto in 10 ore.
Se io ho del denaro (che è anch'esso merce e ha il vantaggio di non decomporsi), compro la merce e la rivendo allo stesso prezzo, ma così facendo non guadagno, sono un commerciante pirla.
Il capitale si regge sulla forza lavoro che non è stata pagata.
Se io offro 60 denari per 10 paia di scarpe che ne varrebbero 100, e le rivendo alla loro cifra, ho un guadagno di 40 denari.
I 40 denari che ho guadagnato Marx li chiama plus valore, è un furto.
Ma il guadagno si restringe sempre di più perchè gli imprenditori devono pagare i macchinari e i lavoratori. Questo provoca la crisi.
Marx prevede che l'andamento dell'economia sarà ciclico, che ad un'espansione economica seguirà una fase di crisi economica.
Ad ogni crisi economica il numero degli imprenditori sarà sempre minore.
La classe operaia si allarga sempre di più.
Quando la classe operaia sarà estesa e consapevole di sè stessa, si realizzerà il comunismo.
Marx dice che la storia è una totalità dialettica dove ogni momento presenta le contraddizioni che lo rovesceranno.
Il mercato e il rapporto servo-padrone presentano delle contraddizioni, ma anche il cannibalismo economico, cioè la concorrenza spietata tra imprenditori per accaparrarsi le materie prime e i guadagni.
Ciò che porterà al ribaltamento della Borghesia sono le contraddizioni che essa stessa produce, e cioè:
- la crescita esponenziale del proletariato
- il cannibalismo economico
- la caduta tendenziale del tasso di profitto
Qual è la differenza tra socialismo e comunismo?
Marx risponde a questa domanda sulla "Critica al programma di Gotha", una città tedesca in cui si tenne un congresso della SPD.
Marx scrisse questo saggio per l'occasione, e chiarisce la differenza tra socialismo e comunismo.
La teoria di Marx è "se vuoi cambiare l'idea dominante devi abbattere la struttura economica della società, i rapporti tra le classi".
Secondo lui bisogna fare la rivoluzione.
La SPD andò al potere, senza passare dalla rivoluzione, e si orientò subito verso posizioni moderate, e Marx non era d'accordo.
1° internazionale → teoria di Marx, secondo la quale la via per arrivare al potere è la rivoluzione
2° internazionale → teoria secondo la quale la via per arrivare al potere è quella moderata
3° internazionale → il modello di socialismo che si forma in Russia è quello da seguire
Con la sua critica intervenne sulla differenza tra socialismo e comunismo.
Per socialismo si intende una fase di transizione che intercorre tra capitalismo e comunismo.
Si caratterizza per la dittatura del proletariato, non è la dittatura personale di Lenin.
Il socialismo è la fase in cui il proletariato organizza un partito ed esercita la sua dittatura.
È un regime politico che garantisce tutti i diritti democratici nella loro massima estensione alle classi lavoratrici, ma tale regime nega la libertà alle classi capitalistiche espropriate, per evitare che possano servirsene per ristabilire il loro antico potere.
Occorre evitare che i rappresentanti del partito dei lavoratori, che gestiscono il potere, si trasformi lui stesso in classe sociale dominante.
A questo scopo bisogna che i loro poteri politici siano sempre revocabili.
In questo modo si abolisce lo Stato.
Il comunismo è invece il ritorno allo stato di natura iniziale.
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