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Marx

La visione di Marx si chiama anche materialismo storico, ma mentre per hegel la storia e sviluppo della spirito quindi sviluppo idealistico dell'idea, secondo Marx la storiane spinta dall'esigenza di soddisfare i propri bisogni materiali, non è spinta quindi da cause ideali ma da materiali. Non si fa quindi grande differenza tra uomo e animle: come il leone si muove per mangiare così l'uomo si muove per il bisogno di qualcosa, di qualcosa di materiale. Il fine non differenzia l'uomo dagli animali, ciò che differenzia e il modo il cui questi gisogni materiali vengono soddisfatti: mentre il leone al l'insorgere del bisogno parte e va a caccia, quindi cerca la soddisfazione nel momento in cui li sente, l'uomo cambia e organizza la realtà intorno a lui, il contesto, affinché questo contesto possa dargli garanzie di soddisfazioni. Questa attività di manipolazione della realtà si chiama lavoro ed è quindi l'aspetto che differenzia l'uomo dall'animale, l'animale non lavora,con modifica la realtà intorno a se. Siccome il lavoro diventa l'elemento specifico, cioè che caratterizza la nostra specie, l'uomo è capace di lavoro, ( per fare un lavoro lo devo progettare) diventa anche esso un fine cioè con la capacità di lavoro io soddisfo i miei bisogni materiali (il fine è quindi la soddisfazione). Nel momento in cui metto mano alla realtà lo devo fare in maniera concorde con gli altri, perché nella realtà vive la società umana. È quindi è necessario coordinare il lavoro. Nasce perciò la divisione del lavoro, cioè non facciamo tutti la stessa cosa, non modifichiamo la realtà tutti callo stesso modo. Ma con la divisone del lavoro nasce la differenza tra chi è sfruttato e chi è sfruttatore immediatamente. Nasce quindi una divisione iniqua, ci sono uomini in grado di esprimere una minaccia verso gli altri che può avere come caratteristica una maggiore forza biologica e intellettuale. Nasce quindi la differenza di classe e la perdita del l'uguaglianza. È anche la storia della differenza di classe quindi. Economia, i bisogni dell'uomo si esprimono come economia, la struttura cioè l'asse portante della storia e l'economia, la storia è sempre la storia di rapporti economici, per capire l'epoca storica devo quindi individuarne l'economia. L'uomo è uomo economico. Marx chiama l'economia la struttura che indica qualcosa che è in grado di reggere, tutto il resto che non sembra economia e in realtà un emanazione dell'economia come la politica, la cultura, la scienza, la religione, tutto questo è sovrastruttura, cioè si appoggia alla struttura perché da sola non sta in piedi. La funzione di queste è rendere il sistema economico. Oppio dei popoli- la religione che sposta in una dimensione diversa quella felicità a cui avremmo bisogno di realizzare nell'aldiqua. Non solo sposta nell'aldilà ma dice più soffri più avrai, i poveri sono amati da dio esaltando la sofferenza come biglietto di ingresso nel paradiso in realtà facendo il gioco dei potenti smontando la rabbia rivoluzionaria con la promessa di un aldilà tanto più garantito quanto più si soffre nella realtà.

Tutto è sovrastruttura, anche la filosofia. Non esiste idea che non sia sovrastruttura dell'economia. Non esiste una critica che non si trasformi in azione sulla realtà. Già qui va a modificarsi l'idea di hegel della "nottola di Minerva": per Hegel la filosofa è la nottola di Minerva, uccello notturno che dopo che il mondo era stato creato partiva dalle mani di Minerva e in panoramica guardava e si compiaceva di guardare la cose. La filosofa in Hegel quindi non modifica perché le cose, hanno già in se la ragione che le guida, la realtà in se ha il cambiamento, la realtà è ragione e i filosofi la rivelano come tale. In Marx invece ciò viene meno: la filo non ha identità speculativa ma ha funzione attiva. Sulla scorta di questo principio criticherà tutti realizzando a pieno la sua identità di maestro del sospetto. Feuerbach smaschera la falsità della religione ma non arriva a collegare la religione con l'economia che se ne serve e quindi non arriva a dire che bisogna modificare l'economia, vuol dire che F. Non mette veramente in crisi il sistema, si limita a teorizzare non arriva a collegare la religione con l'economia.

La storia ci presenta sempre differenze di classe, ogni epoca e darà dai rapporti economici che la caratterizzano, dal tipo di produzione. La società capitalistica e il punto di arrivo della società borghese fondata sulla proprietà privata. Prima c'è stata la Societa feudale che prevedeva una serie di classi sociali ed essendo tante il conflitto era meno esplosivo. Crollo attraverso delle rivoluzioni borghesi. Da allora le classi sono due e diventano sempre più tali nel corso della storia, cioè sfruttatori e sfruttati, capitalisti e proletari. I capitalisti sono coloro a cui appartengono i mezzi di produzione e i proletari a cui appartiene solo esclusivamente la propria forza biologica. La contrapposizione tra le due e fortissima ed esplosiva, più violenta perché frontale il conflitto. La concorrenza tra i pochi fa si che alcuni falliscano e altri si ingigantiscano mentre i proletari sempre di più--> proletarizzazione dei capitalisti. Lo sfruttamento diventerà sempre più massiccio perché la concorrenza sempre più alta, quindi prezzi più bassi sfruttando sempre più gli operai e questo produrrà lo sbocco rivoluzionario e il proletariato compirà la sua rivoluzione e rovescerà il sistema espropriando i capilisti e rendendo collettiva la proprietà privata. La società che nascerà dalla riv proletaria non è una nuova società dove la classe che domina e il proletsriato, ma è una società senza classe,cose ne la proprietà e collettiva, fondata dull'ugualianza, non c'è più differenza tra chi ha e chi non ha. La nuova società che si crea dall'esproprio è quella che ha superato il conflitto di classe e non ci sarà più bisogno si sovrastruttura perché quella che alimenta la differenza di classe. La società senza classi si mantiene naturalmente non essendoci in lei il conflitto, quindi incapace ed appagata. Non avendo bisogno di sovrastrutture non ha bisogno di politica: approda alla anarchia, al l'eliminazione dello stato. Ma ciò non è realizzabile dopo la rivoluzione p: coloro a cui è stato sottratto il capitale faranno di tutto per recuperare ciò che hanno perso e metteranno in moto dinamiche controrivoluzionarie. Il giorno dopo la riv occorrerà una fase in cui invece lo stato dovrà impedire queste spinte a nome del proletariato--> dittatura del proletsriato, fase però destinata a finire nel momento in cui attraverso la formazione, si arriverà ad un senso di appartenenza generale. "L'uomo è mente e mani", esercizio dell'intelligenza e manipolazione della realtà. Con il capitalismo queste due funzioni si sono nettamente separate, l'operaio esegue, il proletsriato lavora. L'uomo ha quindi perso la sua integrità. Non c'è quindi realizzazione del proprio antropos completa essendo decapitato. Ci sarà appagamento per tutti con l'uguaglianza. Vi sarà quindi dittatura del proletariato dopo diche bisognerà arrivare all'anarchia.
Il capitalismo porta in se la madre di tutte le contraddizioni: il lavoro e sociale, il profitto individuale e questo fa si che questo sistema non possa reggersi. Il capitalismo non finirà per un moto che viene dall'esterno ma ha già in se la sua insostenibilità. Il primo sintomo che queatocmqle che rende il capitalismo non sostenibile per un lungo periodo sarà la crisi di sovrapproduzione: ci saranno sempre meno capitalisti ma sempre più potenti, perché molti falliscono. Quella contraddizione per cui il lavoro e sociale e il profitto di pochi aumenterà ancora oer he quei pochi diventeranno ancora meno. Ci sarà quindi una gara di vendita di prodotti e per farlo abbasseranno i salari producendo un malcontento dilagante, che diventa impossibilità di vivere allora vi sarà lo sbocco rivoluzionario. Con la riv vi sarà l'esproprio, le macchine di produzione verrano sottratte al capitalista e rese pubbliche. Per la prima volta nella storia non sarà una classe che si sostituisce ad un'altra ma nascerà la società senza classi che non vivendo su un rapporto sfruttato sfruttatore non avrà sovrastrutture che servono per mantenere la disuguaglianza. Eliminazione della politica e quindi della adatto perché sovrastruttura, che portava solo a sfruttamento. Lo sbocco è quindi l'anarchia. Ma ora c'è ancora bisogno di uno stato che blocchi i capitalisti, questa fase transitoria si chiama dittatura del proletariato e se questa poi non evolve vuol dire che il suo programma è fallace.
Dialettica della storia
Dialettica: Modo in cui hegel individuava la scansione della storia. In Marx a venir meno è la sintesi, viene meno il momento pacificatorio quindi pone l'accento sulla antitesi. Una società che non ha diff di classe e stabile cioè pacificata, però la sintesi di hegel era conciliazione della tesi e dell'antitesi,cari nella società che Marx prevede non si salva nulla del capitalismo quindi non si può intendere come recupero di qualcosa. Anche in Marx si ha questa contraddizione tra processo storico in cui la storia inizialmente e travaglio totale, e poi improvvisamente calma totale con spirito assoluto così anche in Marx: dal momento che si è realizzata la società senza classe c'è calma--> la storia è senza dinamismo .
marx parla delle varie epoche della storia e ne individua 4: epoca asiatica che è fondata su proprietà comuni quindi c'è impostazione comunista di fondo; antica fondata su una differenza toroae tra sfruttati e sfruttatori e quindi sullo schiavismo; feudale fondata su una scala sociale, su diverse classi; borghese che ha nel capitalismo industriale il suo punto di arrivo. In alcune opere Marx aggiunge una società primitiva di stampo comunista: cio significa creare un anello hegeliano (idea che esce e va nella natura torna alla coscienza arricchita dalla consapevolezza e concretezza): parte dal comunismo che è l'ero quasi animale, non riflessivo e consapevole,col si mette in gioco nella storia per poi riconquistarlo in modo consapevole perché frutto di un percorso storico. Mentre hegel riteneva che lo scoop della filosofia e specchio della realtà, il filo non deve modificarla perché la realtà si auto garantisce, in Marx il filo manca a se stesso se non mette mano alla realtà però è gli sbagli della teoria in realtà emanano dalla società che li riflette.
Elementi di somiglianza: storia articolata in una dialettica, l'ottimismo perché Marx è convinto che questo percorso storico si compirà perché il conflitto prima o poi rovescerà le classi.
Differenze: idealismo e materialismo, per hegel metafisico storia sviluppo dell'idea, Marx storia frutto dei bisogni materiali dell'uomo. Viene accentuata l'antitesi nella riv, nella sintesi che c'è, non si salva niente della fase precedente. Filosofa, mentre in hegel era speculativa, cioè fa da specchio alla realtà, in Marx deve mettere mano per cambiare il sistema. Inoltre si parte dalla realtà e non dall'idea come faceva Hegel.
Ideologia- teoria in quanto sovrastruttura di un sistema economico, è sempre il riflessocdicuj determinato sistema. Gli autori della sinistra hegeliana sonno quelli che più gli si avvicinano, sono il filone più critico però mantengono la filosofia sul piano delle idee senza porre mano alla realtà e questo gioca a favore del sistema il qualsi mantiene, finché uno non lo cambia e si limita a discutere infatti L sistema rimane. La filosofia rimane a livello puramente teorico, non è possibile correggere gli sbagli di chi ci ha preceduto se non si cambia l'economia che ha emanato il pensiero stesso. Lo cronico ma ritengo di non doverlo cambiare. Questo toglie la capacita di fare presa sulla realtà. Filosofia giocata a livello mentale. Ogni teoria è emanazione di una ben precisa economia che ha una precisa base storica. C'è una distinzione di fondo, l'uomo viene scisso tra la sua testa e le sue mani, scissione antropologica che queste filosofie non fanno che riflettere e perpetuare, questa scissione trova nel così taoismo il suo massimo perché nel capitalismo chi conosce lo scopo del lavoro, cioè chi possiede il progetto non ci mette le mani, chi ci mette le mani invece è del tutto privato di progetto, è un puro esecutore. In entrambi i casi l'uomo è incompleto, sia l'operaio ridotto alla lira manualità esecutiva ma non ha umanità integrale nemmeno il capitalista invece privo di mani. Tra gli ideologi della sinistra c'è anche Feuerbach su cui scrive un saggio. In queste tesi su F. Riconosce il merito di aver costruito un indagin genetica sulla religione, ma il demerito di non aver rintracciato le basi ella religione nel sistema economico, le ha rintracciate in bisogni psicologici. Un passo in più avrebbe portato alla critica del sistema economico, ma non lo fa e Marx mette in evidenza questo e dice che sono ancora profondamente legati a quel sistema. Quando F parlar dell'umanità perde l'aspetto realistico, ha una visione romantica e religiosa. Il Manifesto e l'opera più importante di Hegel, e diviso in varie parti, nella prima Marx esamina la storia della borghesia dicendo cose eccelse: è stata una classe che è stata rivoluzionaria, ha rovesciato il sistema dell'ancien regime, classe dal grande dinamismo ma che ad un certo punto ha perso il controllo come uno stregone e ha messo in pericolo se stessa.cda classe rivoluzionaria a livello politico è diventata conservatrice per mantenere i privilegi. La borghesia ha come frutto il capitalismo, la differenza di classe presente all'interno del mondo borghese sbocca in una rivoluzione che rovescerà in maniera violenta il sistema. Lo sbocco riv fa parte dekla legge della storia, è una necessità, non è programmato. Nel mamofesto teorizza quindi questa rivoluzione è la dittatura del proletsriato che seguirà la riv. l'ultima parte del manifesto contiene la critica ai socialisti precedenti o coevi al pensiero di Marx, socialisti accomunati da una visione critica del capitalismo ma che non arrivano a teorizzare la rivoluzione proletaria. Individua tre categorie: socialismo reazionario cioè che vuole tornare ad una situazione precedente, (la restaurazione è una operazione reazionaria) individuano i mali dela capitalismo ma propongono il ritorno ad una situazione pre capitalistica, pre industriale di tipo feudale; socialismo conservatore che è quello che vuole mantenere il sistema correggendone le strutture individuando una patologia del sistema e pretendendo di correggerla mantenendo il sistema, ad esempio la proprietà privata si può ridistribuirli secondo condizioni più giuste, invece di eliminare la proprietà, si deve conservare il sistema. Secondo Marx per motivi fisiologici il sistema ha contraddizioni in se: l'imgiustizia e disuguaglianza non sono patologie che possono essere prevenute, per lui la contraddizione è la qualità di quel corpo quindi non è possibile creare pace sociale mantenendo quel sistema; socialismo utopistico, perché non attende solo dal proletsriato il rovesciamento del sistema ma da tutte le parti sociali attraverso una dimensione etica, facendo leva sull'etica della giustizia, idealizzando la società ritenendo che anche le classi dominanti possano farsi indurre da motivi etici verso una gestione più giusta, delineano quindi una società impossibile.
Il socialismo di Marx è scientifico, cioè parte dall'osservazione della realtà evitandone le idealizzazioni e i romanticismi, individuandone ke leggi con causa effetto. Marx pubblica nel 1866 il Capitale dove esamina la società borghese per vedere quali sono le leggi del sistema economico capitalista, secondo lui non esistono leggi universali, ma ogni economia ha le sue leggi. il Capitale non si può considerare solo un'opera di economia, perché se si parla di questa in realtà si parla di tutto.
Concetto di merce: concetto principale dell'economia capitalista. La merce ha due tipi di valori, il valore d'uso e di scambio. Il valore d'uso e la sua utilità, il valore di scambio tipico della società borghese invece è quel comune denominatore che mi consente di scambiare le merci tra loro, il denaro è solo un intermediario,non da valore di scambio. Il valore di scambio secondo Marx e dato dal lavoro necessario a produrre una determinata merce, non e il prezzo della merce su cui incidono altri valori. Il valore di scambio riconduce le merci al lavoro superando quella sorta di cecità tipica della società capitalista che Marx chiama feticismo delle merci, ci sembra quasi che una merce nasca così come si vede, come se fosse già anta merce,vin realtà ha dietro di se il lavoro e quindi uomini. Il valore di scambio delle merci e quindi un confronto tra uomini, ricondurre la amerce all'uomo che l'ha prodotto.
In una società ore capitalistica il ciclo economico è data da mdm: merce, denaro, merce, in cui il denaro è solo un mediatore e la merce protagonista, ottengo denaro per trasformarlo in merce. Nel capitalismo invece si verifica il fenomeno dell'accumulo dmd1: denar, merce, +denaro, si parte dal capitale che lo si trasforma in merce, il fine è il denaro e il suo accumulo. In che modo avviene l'incremento del denaro investito? Concetto di plus valore. Il capitalista acquista una merce particolare che è il lavoro degli uomini e la sua caratteristica è di produrre altra merce, ma la acquista pagandola come una merce normale, cioè paga il lavoro occorrente a produrla. La nostra forza biologica, cioè capace di produrre, produce un lavoro che è ciò che mi assicura la sopravvivenza e il capitalista paga questo: paga quindi la macchina biologica e ne garantisce la sopravvivenza, la paga come merce normale, merce che crea merce. Il plus valore e la differenza tra il lavoro che vienenp retribuito dal capitalista e la resa che questo lavoro stesso ha per il capitalista (compra il lavoro necessario per produrre forza lavoro ma non retribuisce quel l'aspetto invece produttivo che il lavoro ha). Il plus valore non è il guadagno del capitalista,coer che su questo bisogna considerare altre cose: esistono due tipi di capitale 1. Variabile che è quello che viene investito dal capitalista in salari degli operai, 2. Costante, investito invece nella tecnologia, manutenzione, materie prime. Nel sistema capitalista si produce alienazione, cioè la finalità del mio lavoro non è la mia soddisfazione ma è la soddisfazione di un fine altrui e questo fine è l'incremento del capitale proiettato in un altro, cioè privo di se stesso come punto di riferimento, il proprio ruolo è finalizzato ad altri e non a se stessi. Sul l'alienzazione fa un'analisi: dice che uno produce un oggetto che non gli appartiene, questo oggetto è il capitale: è quindi alienato rispetto al suo prodotto, non gli apaprtiene; l'uomo perde la creatività, la divisione del lavoro ha portato che l'operaio faccia solo un tassello della produzione e quindi in maniera precisa e ripetitiva è alienato a fare sempre le stesse cose; e alienato rispetto alla specie umana perché tipico della specie umana è il lavoro, non solo tradisce se stesso ma la sua stessa umanità e si riduce a una specie di bestia; alienato risoetto al prossimo, il prossimo dell'opera io e il capitalista, il mio prossimo non è qualcuno che mi riconosce, ma che mi nega. L'insieme di queste quattro direttive e l'alienazione in senso totale. (Feuerbach l'uomo attribuisce ad un altro, quindi alieno delle caratteristiche). Il capitale porta con se una contraddizione profonda e questa lo porterà ad implodere, non tanto perché dall'esterno qualcuno lo rovescerà ma perché è insostenibile, la sua contraddizione e quella dell'aspetto sociale del lavoro e aspetto privatistico del guadagno che diventa sempre più appannaggio di pochi. Il capitalista di fronte alla crisi diminuirà il prezzo e cercherà di aumentare il plus valore ciòe pagare ancora meno il lavoro dell'uomo in due modi: assoluto, cioè aumentare le ore di lavoro aumentando lo stesso salario ma non è così remunerativo perché c'è un limite biologico, quindi non può funzionare, quindi si ricorre al plus valore relativo diminuendo le ore e diminuendo il salario. Diminuire le ore significa anche introdurre la macchina a sostituzione dell'uomo giungendo a provocare la disoccupazione tecnologica.
Non si forma immediatamente la società senza classi ma occorre passare attraverso un periodo in cui il proletsriato si impone sull'altro classe che non è sparita ,a rimane con la sua volontà di riprendere la sua proprietà. Bisogna arrivare alla società senza classi questa è la prospettiva a lungo termine attraverso un lavoro. Questa situazione di dittatura del proletariato non è autentica, destinata a cedere all'anarchia quindi abolizione dello stato (contrario a hegel ma più vicino a fitche): questa è però una visione utopistica mancomunquenla prospettiva verso cui l'umanità si deve avviare. Prevede un passaggio rivoluzionario. Marx ha considerato anche la possibilità che la rivoluzione non avvenga per via rivoluzionaria ma per via diversa cioè la via riformista, ma ritiene che è difficilissimo che il cambiamento non avvenga con una rivoluzione, ma non lo esclude totalmente.
Marx distingue due fasi del comunismo ne La critica del programma di Gota (1865): a Gota vi era stata una conferenza dei vari partiti di ispirazione marxiana e si era stabilito un programma. Manoscritti del 44: aveva già parlato del passaggio dal comunismo rozzo a evoluto, il primo si fonda sulla collettivizzazione della proprietà privata ma l'uomo continua a riconoscersi nel verbo avere, la dinamica fondamentale chenopodi la rivoluzione e l'invidia più che la giustizia ed è un sentimento ancora legato alla proprietà. Il comunismo evoluto si avrà quando si supera l'idea di proprietà quando è in grado di vedere tutte le sue dimensioni e bisogni, uomo omnilaterale che deve essere libero e che fa valere le sue caratteristiche infatti gli uomini sono diversi nei bisogni e nei talenti. Liberato dal fardello dell'avere è un uomo che è in grado di svilupparsi a pieno. La dimensione individuale quindi qui viene ad avere grandi e importanza rispetto al pensiero generale di Marx che puntava a vedere la collettività, la classe. Lavoro è creatività, lavorare modificare la realtà secondo i propri bisogni. Il lavoro è lo specifico dell'uomo, Marx dice che ha nella dimensione del lavoro il suo specifico, è una dimensione creativa non servile. L'uomo mette mano alla realtà. Le idee di Marx non hanno trovato sbocco nel socialismo reale.

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