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Per Marx tutti i sistemi di idee, le ideologie non sono dotati di un’autonomia reale. Non è la coscienza che determina la vita, ma la vita (cioè tutti quei rapporti economici sociali politici le legano gli uomini fra loro) che determina la coscienza.
Le ideologie nascono dalla divisione del lavoro, e da quelli che Marx e Engels chiamano rapporti di produzione. Gli uomini per sopravvivere devono lavorare e produrre, e nel fare ciò entrano in rapporto con i loro simili. L’insieme dei rapporti di produzione rappresenta la struttura economica, che condiziona la sovrastruttura ideologica.
si tratta di rapporti storicamente condizionati, cioè dipendono dal particolare modo di produzione vigente in quelle società a quel tempo. Già nelle comunità primitive si verificò una prima divisione del lavoro, con gli uomini ad esempio che insieme si recavano a caccia. Dopo che nei gruppi si verifica una suddivisione del compiti, nascono le classi, e insieme a queste nasce il dominio di una classe sull’altra. Si tratta di un dominio materiale cioè economico e politico, che poi si estende alla sfera delle idee. Le classi dominanti producono ideologie che sono funzionali ai loro interessi cioè servono a giustificare determinati rapporti. Sono inganni e soprattutto autoinganni perché in termini hegeliani non sono concrete ma astratte.

Un esempio di ideologia è l’aristocrazia crede che i suoi privilegi non siano il risultato di eventi storici, ma abbiamo una base naturale, e si ostina a parlare di nobiltà per diritto di nascita.
Nella Sacra famiglia Marx critica gli esponenti della sinistra hegeliana, perché essi hanno fatto criticato Hegel mantenendosi sul piano filosofico, non su quello della prassi: l’insieme dei rapporti di produzione e di lavoro che costituiscono la struttura sociale. Per trasformare la realtà occorre agire sulla società, e ciò è possibile solo attraverso la prassi rivoluzionaria , cioè la trasformazione rivoluzionaria dei rapporti economici e sociali.
Sulla sua tomba c’è scritto “finora i filosofi si sono limitati a interpretare il mondo: ora si tratta di cambiarlo” proprio perché la sua è una filosofia della prassi: i filosofi fino a questo momento hanno interpretato la realtà, ora bisogna agire per cercare di cambiarla, perché le idee da sole non cambiano il mondo.
Critica soprattutto la filosofia di Hegel perché la filosofia non deve semplicemente interpretare la realtà deve cambiarla e risolvere le ingiustizie. Filosofia di Hegel è la Nottola di minerva  non deve cambiare niente ma deve solo spiegare.
La rivoluzione sarà inevitabile perché il capitalismo diventerà distruttive e genererà contraddizioni tra lo sviluppo delle forze produttive e la forma attuale dei rapporti sociali. La rivoluzione verrà fatta dal proletariato. Lo sviluppo del sistema capitalistico ha prodotto una classe di lavoratori che non ha nulla da perdere.

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