Mongo95 di Mongo95
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Opera del 1964, successiva ad Eros e civiltà di circa un decennio. Presenta un’introduzione più altre tre parti, cioè società a una dimensione, pensiero a una dimensione, alternative possibili.
Nel primo capitolo, si tratta delle nuove forme di controllo, insistendo sul condizionamento operato da parte dei mass media relativamente alla produzione di massa. L’accentramento del controllo dei mass media. Un altro elemento cruciale è l’ideologia inserita nei prodotti della società opulenta, che vanno a loro volta a esercitare una forma di controllo sui dominati.
Il secondo capitolo è sulla chiusura dell’universo politico, su due livello: primo, il mondo operaio non è più agente di trasformazione politica e sociale, per via della macchinizzazione che fa venire meno l’unità di corpo della classe operaia; secondo, l’aumento del tenore di vita ha reso di fatto meno impellente il bisogno di lottare per la rivoluzione, che dovrebbe essere l’obiettivo della classe operai secondo l’impostazione marxista. Si ha un comportamento politico unidimensionale.

Il terzo capitolo è sulla desublimazione repressiva. La coscienza infelice è quella che non si riconosce nel reale, perché non lo vede come razionale, quindi è portata a criticarlo. Non è una coscienza falsa, da questo punto di vista. La desublimazione repressiva significa che l’arte, la sua funzione contestatrice può averla solo nella misura in cui si sottrae al principio di realtà. Nel momento in cui l’arte perde la sua sublimazione e viene assorbita dalla realtà costituita, viene repressa, quindi perde la sua capacità di contestare il reale e proporre un’utopia alternativa. Perde il suo carattere di coscienza infelice e viene asservita all’ideologia dominate.
Nel quarto capitolo si parla della chiusura dell’universo del discorso. Il discorso conformista è espressione del conformismo complessivo del sistema. Il linguaggio è funzionalizzato, acritico, adialettico. Una società ad una dimensione a tutti i livelli: politico, culturale-artistico, discorsivo e nelle forme di controllo.
La seconda parte è sul pensiero a una dimensione, la storia del processo di trasformazione della ragione in logica del dominio. Ragione che in Marcuse è sempre un concetto ambiguo.
Il quinto capitolo è sul pensiero negativo e la sconfitta della logica della protesta, cioè il conflitto tra la dialettica di Platone e la logica formale di Aristotele.
Il sesto capitolo si centra sulla tecnologia, con la quale la ragione diventa logica del dominio. Tecnologia significa quantificazione della natura, cioè che il vero si scinde dal bene, che la scienza si scinde dall’etica.
Nel settimo capitolo si ha la filosofia ad una dimensione, dove si evidenzia la filosofia contro la quale Marcuse rivolge i suoi strali polemici. Cioè la filosofia analitica, il positivismo logico, la filosofia del linguaggio, essenzialmente. A differenza della dialettica, essa accetta gli usi e le modalità proprie dell’uomo e del linguaggio comune. Accetta la realtà costituita, così come è. L’esistenza e non l’essenza, il dato di fatto.
Nella terza parte si trattano le alternative possibili. La differenza maggiore rispetto a Eros e civiltà sta proprio qui.
Nell’ottavo capitolo si affronta l’impiego della storia della filosofia, che ha il compito della sovversione dei dati.
Nel nono capitolo si parla di “catastrofe della liberazione”: la società opulenta è irrazionale, per questo l’analisi storica introduce la critica del reale, poi la trascendenza. Ma questo basta? No, ciò viene azzerato da livello delle strutture logiche imposto dalla crescita economica. Critica e trascendenza sono annullate nella società ad una dimensione. Rimane soltanto il gran rifiuto. Il negativo costituito dai gruppi marginalizzati all’interno del sistema.
Chiusura molto negativa, che non ha nulla a che vedere con Eros e civiltà. Il rifiuto di un gruppo marginalizzato all’interno del principio di realtà. Se poi saranno in grado di prospettare un nuovo principio, è tuttavia da vedere. Non sono vere e proprie alternative, ma un negativo della storia. Non è tracciare una prospettiva alternativa concreta, ma limitarsi ad essere delle scorie del sistema a rappresentanza della sua irrazionalità.
Rispetto a Eros e civiltà, si insiste maggiormente sulla civiltà attuale, costituita. Il modello di riferimento concettuale non è più principalmente Freud, quanto piuttosto una letteratura di classici (Hegel, Marx, etc), ma anche di tipo empirica, quasi giornalistica, di sociologia, economia, psicologia, ricerche applicate al lavoro, etc.

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