Mongo95 di Mongo95
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Marcuse insiste sull’inefficacia della teoria critica, che dipende anche dal suo armamentario concettuale. Alcuni concetti che vengono utilizzati tradizionalmente in teoria sociale oggi sono stati svuotati di senso. Una società civile opposta allo stato, ad essa antagonista.
Si oscilla tra un’alternativa, repressione delle possibilità diverse rispetto alla società presente, cioè l’impossibilità di alternativa. O, altrimenti, la possibilità, esistenza e il profilarsi di forze capaci di sovvertire lo stato delle cose. Due ipotesi contraddittorie tra cui si oscilla. Negatività e positività. Ma non crede di poter dare una risposta netta. Si influenzano a vicenda, non sono distinte nettamente, con l’una che utilizza l’altra per riaffermare se stessa, anche se sarebbe la sua negazione.
Marcuse insiste sul fatto che la società industriale avanzata è totalitaria e fondata intorno alla tecnologia, che non è neutra, nemmeno di per sé a prescindere dalle sue attuazioni. Il carattere totalitario perché l’apparato tecnico di produzione va a incidere su tutti gli ambiti della società. Non si può prescindere dai suoi effetti sociali e politici. Apparato produttivo totalitario determina così l’economia, ma a anche la psicologia (aspirazioni individuali). Viene meno la distinzione tra pubblico e privato, tra società e individuo. La tecnica e i suoi prodotti servono poi a istituire delle forme di controllo sociale. La scienza si sviluppa sotto un apriori tecnologico che vede nella natura uno strumento di potenza e materia di controllo. L’apriori tecnologico è anche un apriori politico, alla cui base c’è anche Marx: la misera della filosofia, dove si evidenzia la coesione tra i rapporti sociali e le forze produttive. Mezzi di produzione diversi implicano diversi rapporti sociali.
Questa società industriale avanzata è una scelta iniziale tra alternative storiche, non è un dato naturale: scelta basata sugli interessi della classe dominante. È fondata sui rapporti sociali, proprio perché forze produttive sono con essi coerenti. Dopo questa scelta, la struttura si va a riverberare sul modo in cui concepiamo la natura, e diventa un progetto esclusivo, quindi progetto politico. È un discorso circolare: la tecnologia è alla base di cultura, politica e economia (in una serie di relazioni reciproche, non semplice causalità). All’interno del sistema tecnologico tutti questi ambiti vengono plasmati sulla base di questo apriori. Nella società industriale avanzata c’è un sistema produttivo fondato sulla tecnologia, che quindi non è neutra. La tecnologia è alla base come apriori di un progetto esclusivo di organizzazione della società, progetto che include tutto: economia, cultura, discorso, etc, è totalizzante. La tecnologia è ciò che plasma il modello della realtà in cui viviamo.
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