Concetti Chiave
- Il principio di prestazione è considerato obsoleto e la sua revisione è necessaria per superare lo sfruttamento sociale.
- La civiltà ideale proposta implica un'automatizzazione del lavoro che libera tempo per lo sviluppo umano e valori estetici.
- Marcuse identifica tre condizioni fondamentali per una società matura: soddisfazione dei bisogni senza fatica, liberazione dell'energia istintuale e predominanza del principio di piacere.
- La produttività deve essere reinterpretata al di fuori dei limiti storici del principio di prestazione, diventando non repressiva.
- Una riduzione dell'orario di lavoro è cruciale per la liberazione delle energie istintuali, ma non deve comportare un abbassamento del tenore di vita.
Il principio di prestazione è antiquato e superato.
Conciliazione tra piacere e realtà
La conciliazione tra principio di piacere e principio di realtà non dipende certo dallo stato dell’abbondanza della ricchezza. Il problema sta nel conciliare una civiltà nella quale non ci sia lo sfruttamento dei dominanti sui dominati, con una forma di repressione addizionale imposta dall’organizzazione sociale del lavoro. Una repressione ci sarà comunque, quella dovuta alla civiltà in sé.
Società ideale e automatizzazione
Una società ideale che la fantasia sarebbe in grado di prospettare. Il lavoro non dominerebbe l’esistenza umana, perché ci sarebbe un’automatizzazione generale di esso e quindi una riduzione al minimo della sua durata. Ciò non bloccherebbe più lo sviluppo dell’esistenza umana. Naturalmente, senza che si abbia anche una riduzione del tenore di vita. Esistenza umana trasformata nella sua totalità, ispirata a valori estetici e contemplativi.
Marcuse e la civiltà matura
Marcuse sintetizza l’optimum delle condizioni della società matura, individuandone tre che consentirebbero e contraddistinguerebbero il passaggio alla civiltà non repressiva: soddisfazione dei bisogni senza alcuna fatica per tutti; liberazione di un vasto quantitativo di energia istintuale per altre attività; alterazione a favore del primo nel rapporto principio piacere-principio realtà. Una civiltà matura dovrebbe essere tale. È una descrizione puramente estrinseca, che ci dà le condizioni ma non spiega cosa c’è all’interno di esse. Questo perché non è ancora stato affrontato un punto centrale che caratterizza la civiltà repressiva, cioè il concetto di produttività.
Produttività e civiltà non repressiva
Ma la nozione di produttività ha i suoi limiti storici, cioè i limiti del principio di prestazione. Al di là della civiltà repressiva, anche la produttività acquisisce un nuovo contenuto e non è più repressiva. È la fantasia che anticipa questa civiltà, quindi può dare tale contenuto alla produttività. Come la civiltà, anche la produttività, per Marcuse, è storicamente determinata. È una critica implicita a Marx, come prima lo si era fatto per Freud. Critica che si esplicita maggiormente in seguito: la civiltà non è repressiva, o meglio, la liberazione non dipende da un’organizzazione più razionale della produzione materiale. È piuttosto da collocare al di fuori della produzione materiale e della sua organizzazione, al di fuori del lavoro: è legata alle energie istintuali rese libere dalla riduzione dell’orario lavorativo. L’automatizzazione nella civiltà non repressiva rende libero molto tempo per il libero gioco delle facoltà umane al di fuori del regno del lavoro alienato. Un’automatizzazione più totale sarebbe un’alienazione completa, ma, paradossalmente, ciò sarebbe il meglio per la liberazione del tempo.
Questi concetti non sono però da semplicizzare: un “lavoriamo meno, lavoriamo tutti” si limita alla prospettiva economicista, ma non è questo che vuole Marcuse. Si parla sempre in termini teorici, in termini pratici ciò comporterebbe ancora una riduzione del tenore di vita. Intanto basta che il discorso regga a livello teorico.
Domande da interrogazione
- Qual è il problema principale nella conciliazione tra piacere e realtà secondo il testo?
- Come si immagina una società ideale secondo il testo?
- Quali sono le tre condizioni per una civiltà matura secondo Marcuse?
- Qual è la critica di Marcuse alla nozione di produttività?
Il problema principale è conciliare una civiltà senza sfruttamento tra dominanti e dominati, evitando una repressione addizionale imposta dall'organizzazione sociale del lavoro, poiché una forma di repressione esisterà comunque a causa della civiltà stessa.
Una società ideale sarebbe caratterizzata da un'automatizzazione generale del lavoro, riducendo al minimo la sua durata e permettendo lo sviluppo dell'esistenza umana ispirata a valori estetici e contemplativi, senza compromettere il tenore di vita.
Le tre condizioni per una civiltà matura, secondo Marcuse, sono: soddisfazione dei bisogni senza fatica per tutti, liberazione di energia istintuale per altre attività e un'alterazione favorevole del rapporto tra principio di piacere e principio di realtà.
Marcuse critica la nozione di produttività come limitata dal principio di prestazione, sostenendo che la liberazione non dipende da una razionalizzazione della produzione materiale, ma piuttosto dalla liberazione delle energie istintuali attraverso la riduzione dell'orario lavorativo.