pexolo di pexolo
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Intuizione eidetica


Il risultato della riduzione fenomenologica è l’intuizione delle scienze, cioè permette una conoscenza intuitiva (considerata anche da Bergson), immediata ed «eidetica»: il compito della filosofia è il compimento dell’essenza dei fenomeni (contrapposto a Galilei: “compito dello scienziato non è tentar le essenze”), del loro èidos, cioè del loro senso generale, è quello di andare all’universale, ma non nel senso universalistico antico-medievale, che si può cogliere in un singolo fenomeno, nella sua individualità. La capacità del filosofo fenomenologo sta nel cogliere, attraverso l’esperienza, l’essenza del fenomeno, cioè nel fare esperienze eidetiche. Nicolaj Hartmann parla di una “ontologia generale” come scopo della filosofia husserliana, tuttavia, dalla riflessione di Husserl si coglie più chiaramente la nozione di «ontologie regionali», secondo cui l’intuizione delle scienze fa riferimento ad ambiti ben precisi e delimitati dell’esperienza umana; la fenomenologia non è un discorso generico, ma fa riferimento alla concretezza dell’esperienza umana (in analogia a certe espressioni della filosofia analitica, come la “pluralità di linguaggi”, che permetteva la possibilità di recuperare la specificità del discorso religioso, morale, metafisico, filosofico o scientifico): essa deve «specializzarsi» in ontologie regionali, cioè nei vari ambiti esperienziali (politica, arte, religione), proprio in base al suo impegno ontologico (il compimento dell’essenza dei fenomeni).
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