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Freud: Studio dell’Isteria:
Formazione scientifica e uso ipnosi:
All’inizio delle ricerche di Sigmund Freud ci sono 2 temi: la risoluzione di un problema scientifico quale il trattamento dell’Isteria e dall’altro l’ambizione a voler realizzare una teoria psicologica capace di spiegare l’attività psichica e sia di motivarne le patologie.
Freud frequentò la scuola neurofisiologica di Brucke il quale cercava di impostare una teoria generale sul funzionamento della psiche mediante la costruzione di ipotesi basate su dati sperimentali. Egli inoltre fu influenzato dallo studio delle tecniche ipnotiche utilizzate a fine terapeutico da Charcot e Bernheim due medici francesi che constatarono che i sintomi psicologici del paziente venissero significativamente ridotti dalla suggestione ipnotica. Charcot intuì che una delle cause dell’affezione psichica fosse la degenerazione organica ma l’altra fosse un trauma psichico che l’ipnosi poteva inibire. Questo trauma psichico portò all’idea di una possibile matrice non organica ma psicologica dell’isteria.

L’incontro con Bauer:
Lo studio dell’isteria di Freud fu soprattutto influenzato successivamente dalla collaborazione del terapeuta viennese Bauer il quale sosteneva che tutte le forme di disturbi isterici avessero causa non organiche ma sono la somatizzazione di un disturbo psichico profondo, originato da un evento traumatico. La cura mediante ipnosi che Bauer adottò assunse il nome di metodo liberatorio e nel corso del sonno ipnotico il paziente doveva rievocare verbalmente le proprie esperienze e i propri sentimenti. Bauer e Freud costatarono che la verbalizzazione completa delle esperienze negative e dei traumi del paziente comportava l’attenuazione della sintomatologia isterica. Questi risultati però non erano duraturi; Per cui Freud e Bauer ipotizzarono che alla base di un disturbo isterico c’era un trauma vissuto dal paziente in uno stato di coscienza ipnoide caratterizzato cioè da una percezione molto viva ma non cosciente di rappresentazioni. Ciò avrebbe portato alla rimozione degli effetti del trauma in una sfera psichica separata e da ciò si sarebbe originata la dissociazione del paziente il quale non essendo capace di far affiorare quegli effetti in modo cosciente li manifesta sul piano somatico come sintomi.
Il Modello dell’apparato psichico:
Dopo questi studi quindi con Bauer, Freud arrivò a formulare una prima teoria del funzionamento dell’apparato psichico: il processo psichico poggia su un substrato materiale, il sistema neurale, attraverso il quale scorre una carica di energia proporzionata alla quantità di stimoli che il soggetto riceve. L’apparato nervoso, che è il portatore di questa carica, tende a scaricarsi e ad annullare la propria energia. Ma un'altra parte del sistema nervoso, in cui risiede l’Io (aggregato di rappresentazione stabili) ha la funzione di impedire l’annullarsi totale dell’energia psichica. La coscienza vigile in questo stato è solo una parte dell’Io ed è quella legata alla percezione e al rapporto con la realtà esterna.
Processo primario, secondario e funzioni dell’Io
Per Freud l’attività psichica che mira alla scarica è inconscia ed è costituita da un processo primario che si identifica con un riflesso. L’attività psichica dell’Io invece attraverso il processo secondario con cui lega e immagazzina energia ha funzione di inibire lo svolgersi del processo primario e quindi la scarica dell’attività psichica. Alla base di una patologia vi è un esperienza o una rappresentazione che risulta inaccettabile per l’Io e non riesce ad aggregarsi all’insieme delle rappresentazioni di cui è formato l’Io. Per ciò le difese razionali nei confronti di queste rappresentazioni inaccettabili non hanno successo e per cui entra in gioco un meccanismo di difesa costituito dalla Rimozione. Con la rimozione queste rappresentazioni sgradevoli vengono contrastate dall’energia dell’Io e respinte nell’Inconscio ossia nella sfera del processo primario. Dato che l’inconscio ora presenta ulteriori rappresentazioni, l’Io ha bisogno di ulteriore energia per contrastare la scarica dell’inconscio per cui L’io è costretto a lasciar defluire esternamente azioni,gesti o parole [che a noi appaiono sotto forma di patologie] che soddisfino i desideri repressi ristabilendo la costanza energetica del sistema psichico. Il sintomo è per Freud infatti un compromesso tra la spinta dell’inconscio e le regole imposte all’Io dalla realtà esterna

TERAPIA E SESSUALITA’:
genesi sessuale delle nevrosi:
Il problema della natura sessuale del trauma e il nuovo modo di svolgere la terapia liberatoria porterà Freud ad allontanarsi da Bauer. Infatti Freud conservò nel trattamento terapeutico le caratteristiche essenziali della verbalizzazione e della rievocazione mentre ne eliminò l’Ipnosi. Questo perché l’ipnosi faceva si che si abbassassero le difese e le resistenze dell’Io del paziente consentendo più facili rievocazioni. Tuttavia proprio perche l’Io era sotto la suggestione ipnotica non riusciva ad impadronirsi coscientemente delle proprie esperienze per cui la difesa arcaica della rimozione rimaneva attiva. Inoltre Freud scoprì attraverso l’esperienza clinica che molte storie dei nevrotici erano legati a esperienze di natura sessuale la cui rimozione aveva comportato un insieme di rappresentazioni inconsce. La teoria iniziale [seduzione del paziente infantile da parte di un adulto] verrà poi modificata da Freud con la concezione dell’attribuzione a posteriore di significato. Gli eventi penosi rimossi dai pazienti appariranno a Freud come allucinazioni, desideri sessuali inconsci presenti nel paziente.[ ho subito violenze da piccolo allora ho il desiderio di violentare]
Inoltre un'altra importante scoperta di Freud fu quella del transfert ossia il forte attaccamento emotivo del paziente nevrotico nei confronti del medico. Per cui la terapia doveva essere effettuata in tempi veloci altrimenti la guarigione dell’isterico non si poteva mai dire compiuta.
L’utilizzazione terapeutica del transfert:

L’intuizione di Freud dopo la scoperta del Transfert fu questa: egli intendeva vincere le difese dell’Io per scoprire l’esperienza negativa subita in passato dal paziente sfruttando il fenomeno del Transfert. L’avvenimento sessuale da cui si origina la nevrosi impedisce al paziente di soddisfare i propri desideri e questo desiderio inconscio tuttavia permane per cui la richiesta terapeutica del paziente è una richiesta d’aiuto. Il terapeuta non darà soddisfazione reale ai bisogni erotici del paziente ma accoglierà il desiderio espressivo che il paziente gli rivolge e li incanalerà in una situazione analitica intessuta di regole. Questa situazione analitica è la vera e propria dimensione dell’attività terapeutica. Essa fonda innanzitutto sull’impegno del paziente alla massima sincerità e soprattutto alla manifestazione soprattutto dei pensieri più futili e fuori luogo. Lo psicoanalista sfrutta questa libera associazione dei pensieri del paziente per risalire alle esperienze rimosse dal paziente. Per facilitare la libera associazione il trattamento psicoanalitico del paziente avviene in condizioni di assoluto rilassamento psichico per cui il paziente è sdraiato alla penombra e l’analista ascolterà solo i suoi discorsi senza mai giudicare e soprattutto il contenuto della terapia rimarrà segreto.
Il sogno e la libera associazione:
La libera associazione è il tema centrale nell’analisi dei SOGNI. Freud dal 1896 si dedicò all’analisi dei propri sogni convincendosi che essi fungono da espressione di desideri e bisogni inconsci, prevalentemente di natura sessuale, ma composti di natura camuffata. Ciò che nei malati si manifesta attraverso sintomi e patologie nelle persone normali si manifesta come attività onirica (sogno). Dato che durante il sonno l’energia dell’Io è inferiore, i desideri che sono stati rimossi a causa della loro forte energia rimangono attivi e si esprimono con rappresentazioni che varcano la soglia della coscienza. Il sogno è solitamente lacunoso, incomprensibile a causa dell’azione di censura che l’Io esercita comunque. La complessità del sogno e la sua difficile interpretazione è causata dalla particolare grammatica a attraverso cui si esprime il sogno ossia attraverso immagini.
Lavoro onirico e interpretazione dei sogni:
I desideri inconsci di una persona riescono ad apparire nella fase onirica grazie a delle tecniche di trasformazione che fanno in modo che essi riescano a scampare alla censura dell’Io. Queste tecniche sono 3:
Lo spostamento, simile alla figura retorica della metonimia,[sostituire una parola con un'altra appartenente allo stesso campo semantico] consiste nel sostituire la rappresentazione da un'altra che le si avvicina.
La condensazione: simile alla metafora secondo cui due rappresentazioni simili sono fuse in una sola
Il simbolismo: ossia il rapporto costante tra immagini e contenuti

Quindi il sogno può essere considerato come un testo deformato rispetto al messaggio veicolare dal fatto che esso scaturisce da meccanismi lontani dal pensiero razionale e dalla logica. Il terapista invita il paziente ad associare ad ogni immagine del sogno una serie di libere associazioni grazie alla quale ci si avvicina al contenuto latente del sogno. Il superamento di ciò avviene mediante l’influsso del transfert per cui il paziente riproduce nella situazione analitica i desideri sessuali e affettivi di cui soffre verso il medico. “guarire attraverso l’amore” diceva Freud, infatti è soltanto l’amore verso il terapeuta che da la forza al malato di far riaffiorare l’energia dei suoi desideri rimossi e disporne liberamente. In fine per evitare che il paziente diventi dipendente dal medico in cui è in cura subentrano alcuni elementi: l’analisi e lunga e costosa al fine che non si trasformi in un rifugio per il malato; la terapia deve solo aiutare il malato scomporre gli elementi della propria vicenda personale ma non deve indirizzare il paziente a come organizzare la propria vita.
Le fasi della sessualità infantile:
Dato che di solito tutte le forme di isteria o di malattie riscontra Freud abbiano una matrice di sfondo sessuale, Freud compie delle indagini in questa direzione. L’istinto sessuale è portatore di un energia, la libido, la quale non è necessariamente indirizzata al compimento dell’attività procreativa con l’espulsione del coito. La soddisfazione di tale desiderio sessuale è possibile solo dopo che il soggetto ha raggiunto una maturazione sia fisica che psicologica. La maturazione fisica avviene con la pubertà ed è una maturazione naturale. Quella invece psicologica attraversa le tappe dell’infanzia e dell’adolescenza fasi in cui la percezione dell’individuo che ha di sé e del proprio rapporto con le figure familiari cambia. Freud distingue la sessualità infantile in 3 fasi:
La fase orale; La fase Anale e la fase Fallica. Anche nel Bambino è presente l’energia libidica, energia che l’adulto impiega durante gli atti sessuali per soddisfare il proprio piacere, ma nei bambini quest’energia è spesa in altre funzioni per alleviare lo stato di eccitazione che l’accumularsi del libido porta. La prima fase è definita orale in quanto attraverso la suzione il bambino oltre che a nutrirsi soddisfa anche la ricorrente eccitazione delle mucose della bocca. La seconda fase, quella anale, è legata all’educazione sfinterica del bambino grazie alla quale egli riesce a controllare l’espulsione delle proprie feci. Controllando la zona anale viene attivata un'altra fonte di piacere. Infine c’è la fase fallica in cui l’adolescente scopre la differenza sessuale tra maschio e femmina e il piacere ottenibile mediante la stimolazione dei genitali. In questo stadio si manifestano i fondamentali complessi d’ Edipo e di castrazione.
Il complesso edipico:
nella fase fallica il bambino mostra un rapporto di predilezione verso il genitore del sesso opposto. Ciò nasce dal suo desiderio infantile di donare il fallo alla madre se è maschio o di ricevere il in dono il fallo dal padre (al quale lo riconsegnerà in seguito con quando genererà un figlio). Nasce così il complesso di Edipo che porterà a una sorta di rivalità verso il genitore dello stesso sesso che è il partner del genitore prediletto. Questa situazione è complicata dall’angoscia di castrazione ossia il bambino è punito dagli adulti quando tenta di soddisfare il proprio piacere attraverso la manipolazione dei genitali. In questo modo vengono vietati al bambino desideri incestuosi. Così l’impossibilità di soddisfare il proprio desiderio comporta alla rimozione del complesso edipico che precipita nell’inconscio diventando inaccessibile alla memoria[amnesia infantile]. Apprendendo l’impossibilità della realizzazione delle fantasie edipiche il bambino si identificherà allora col genitore dello stesso sesso finchè nell’età della pubertà si avrà un risveglio delle proprie pulsioni sessuali in cui si riproporrà il complesso edipico in maniera però cosciente e drammatica. Solo se il bambino ha attraversato in maniera concreta tutte queste fasi entrerà nella fase genitale propria degli adulti dove avrà assimilato il divieto dell’incesto e a concentrare i suoi desideri sessuali su un partner legittimo.

Perversione e nevrosi:
E’ anche possibile che il processo che porterà dalla fase fallica a quella genitale non si svolga completamente e si abbia una regressione ad uno stadio più arcaico oppure una fissazione allo stato in cui si è trovata soddisfazione del proprio desiderio sessuale. Da ciò derivano le perversione ossia comportamenti che realizzano il piacere sessuale in maniera deviante rispetto ad una norma sociale data ad esempio attraverso la realizzazione del piacere sessuale attraverso il rapporto con una persone dello stesso sesso (omosessualità) o l’uso di zone erogene diverse dai genitali (masochismo,esibizionismo,feticismo). E’ da notare che spesso pratiche sessuali definite perverse sono nell’esperienza sessuale di ogni persona( Per Freud è una perversione anche baciare xk segno di fissazione alla primissima infanzia). Il perverso però si comporta in maniera opposta al nevrotico: il nevrotico esprime i suoi sintomi in maniera camuffata: sia le nevrosi che le perversioni sono come difese contro l’angoscia di castrazione. La perversione si difende dall’angoscia regredendo a forme infantile mentre le nevrosi si difendono dall’angoscia rimuovendo le tendenze libidiche. La psicoanalisi non condanna le perversione in quanto ogni essere umano attraversa fasi sessuali perversi e il bambino appunto è definito un “perverso polimorfo”.
LA METAPSICOLOGIA :
La prima topica:inconscio,preconscio e coscienza.
Le teorie metapsicologiche sono quelle teorie che Freud formulò mediante l’analisi dei vari casi clinici analizzati i cui dati vennero raccolti in sistemi esplicativi. La complessità della vita psichica lo portò a cambiare il primo modello basato su una concezione spaziale della mente in un secondo modello basato sulle istanze psichiche. La prima teoria della metapsicologia definita prima topica vuole che la vita psichica sia un processo conflittuale di energie associate a rappresentazioni. Questo conflitto avviene in uno spazio composto da 3 province sedi di funzioni diverse e non assimilabili. Esse sono l’inconscio, il preconscio e la coscienza. L’inconscio è il luogo in cui è stata respinta l’esperienza molto precoce del soggetto. A questa rimozione originaria si connettono tutte le altre rimozioni e tutte le rappresentazioni simili a quell’esperienza rimossa verranno attratte nell’inconscio. Una rappresentazione che fluttua liberamente nell’inconscio quando è spinta verso il preconscio è respinta dalla censura e gli indizi dell’esperienza che si trova nell’inconscio si possono manifestare( come abbiamo già visto) nella vita cosciente in forma onirica o sintomatica. Il preconscio invece è l’anticamera della coscienza ossia di tutti quei contenuti di cui l’Io può diventarne presto consapevole esplicitandoli nella coscienza. Anche tra preconscio e coscienza esistono delle difese ma di tipo più elaborato e complesso della rimozione. Si può dire che l’inconscio elabora secondo il principio del piacere mentre la coscienza secondo quello della realtà.
La seconda topica e il principio di morte:
la prima topica fu poi rivista da Freud sostituendola con la II topica. In essa la contrapposizione tra principio di piacere e principio di realtà è rivista secondo il noto principio di inerzia neuronica o detto anche principio del nirvana. Nell’inconscio Freud afferma che c’è una tendenza all’autodistruzione definita pulsione di morte o Thanatos a cui si contrappone una pulsione di vita o Eros che è volta all’autorealizzazione. Le due forze fondamentali in campo psicologico sono appunto questa pulsione di vita e pulsione di morte (Eros e Thanatos).
Inoltre nella II topica è rafforzato il legame tra l’Io cosciente e l’Inconscio. L’io diventa una parte dell’inconscio che è continuamente modificata in seguito al rapporto con la realtà esterna. Il nucleo dell’Io viene visto come l’esito congiunto della percezione esterna e di quella interna del proprio corpo ossia come l’insieme delle rappresentazioni che scaturiscono dal vedere e toccare il proprio corpo e dal sentirlo come fonte delle nostre più intime pulsioni.
Dottrina delle istanze: Io, Super-Io-Es.
La censura nella nuova topica è affidata al Super-Io, una nuova istanza psichica, che svolge una funzione di divieto e al tempo stesso costituisce l’ideale verso cui tende i comportamento del soggetto. Nel Super-Io è depositata l’identificazione con le figure parentali che sappiamo erano state rimosse con la rimozione del complesso edipico. [] La negazione del complesso edipico al bambino porta una regressione mediante la quale si ha un ritorno alla fase orale dell’incorporazione mediante ingestione. Con essa il bambino ha consapevolezza di sé e degli altri come soggetti indipendenti per cui egli assume in sé i divieti e gli ideali parentali intorno a cui egli costruirà il proprio Io ma l’origine di questa identificazione gli resta inconscia xk dovuta alla conclusione del processo edipico da lui rimosso. Il Super Io per cui è gran parte dell’inconscio e l’ideale di cui è portatore è erede del complesso edipico. La teoria delle istanze si completa con la terza istanza quale l’Es le cui caratteristiche sono quelle del processo primario inconscio e viene a coincidere col serbatoio delle pulsioni e quindi il serbatoio del materiale psichico rimosso.
L'Es è una struttura totalmente inconscia, che spinge per la soddisfazione delle pulsioni inconsce dell'individuo.
Il Super-Io è una struttura quasi del tutto inconscia, costituita dalla rappresentazione psichica delle regole e dei divieti morali della persona. Esso trae origine dall'interiorizzazione delle figure genitoriali durante la prima fase di vita dell'individuo. Tale rappresentazione non corrisponde al genitore reale, ma ad una sua immagine interiorizzata più severa ed autoritaria. Il Super-Io ha il compito di impedire che l'Es soddisfi liberamente le proprie pulsioni.
L'Io è ciò che più si avvicina alla concezione di Sé. È la struttura organizzatrice della personalità e il suo compito principale è quello di fare da mediatore tra le richieste dell'Es e le esigenze della realtà. Inizialmente deve trovare un compromesso tra l'esigenza di soddisfare le pulsioni istintuali dell'Es e le restrizioni della realtà e della società; successivamente, con lo sviluppo del Super-Io, assume il compito di mediatore tra le pulsioni e i divieti imposti da quest'ultimo.

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