KARL MARX, IL "MONDANIZZARSI" DELLA FILOSOFIA

La sua formazione filosofica si svolge a Bonn, Berlino e Parigi, dunque da un lato influisce la critica dei Giovani hegeliani contro il tentativo (sostenuto dalla destra hegeliana) di conciliare la filosofia e la religione, dall'altro il pensiero politico-sociale degli utopisti.
Marx ne ricava la sua idea di nuovi compiti del filosofo e della filosofia che non può più pensare di risolvere i problemi attraverso la formulazione di soluzione prettamente teoriche. Egli rovescia quest'idea affermando la necessità di un filosofia che debba "mondanizzarsi" ed operare concretamente nella realtà, deve essere rivoluzione pratica. Per questo si è detto che "dopo Marx la filosofia non è stata più la stessa".

CRITICA AD HEGEL

Attua una duplice critica che riguarda il sistema speculativo e il metodo di Hegel e la sua dottrina dello Stato.

Marx ne critica l'impostazione idealistica del pensiero, nella quale la realtà non è espressa come è in sé stessa, ma come qualcosa di completamente diverso: la filosofia speculativa riduce tutto a mera categoria logica. Così la speculazione filosofica stravolge l'ordine reale delle cose effettuando un' inversione tra soggetto e predicato, concreto ed astratto.
Hegel avrebbe operato alla stesso modo nella concezione dello Stato, rendendolo un prodotto dell’idea, identificando lo Stato prussiano con la manifestazione dello spirito oggettivo al culmine del suo sviluppo.
Fondamentale per Marx però è la dialettica di Hegel che prima si manifestava come movimento interno allo spirito, mentre ora deve essere individuata all'interno della realtà, come conflitto che scaturisce dalla concretezza delle situazioni.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email