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Il complesso di Edipo

Fra i tre e i sei anni, dunque subito dopo l’avvento della fase fallica, il bambino si ritrova ad affrontare il complesso di Edipo.

Su Tebe governavano Laio e la moglie Giocasta. Questi, turbati dall’assenza di un erede maschio interrogarono l’oracolo; questi profetizzò loro che se fosse nato un figlio maschio, questi avrebbe ucciso il padre e si sarebbe accoppiato con la madre. Nove mesi dopo, quando Giocasta partorì un bambino, questo fu dato ad un servo con l’obbligo di ucciderlo. Intenerito, il servo lo abbandonò su un sentiero e proprio qui fu ritrovato da Polibo, re di Corinto.
Divenuto un uomo scoprì di essere stato adottato, chiese le sue origini ad un oracolo che lo cacciò, e decise di incamminarsi verso Tebe. Per strada incontra un carro, sul quale viaggiava Laio; davanti alle prepotenze da parte del cocchiere e accecato dall’ira, Edipo uccise Laio. Arrivato a Tebe, egli riuscì a risolvere gli indovinelli della Sfinge, che da tempo terrorizzava la città, e ottenne in moglie Giocasta. I due ebbero quattro figli, ma un giorno, scoprirono la verità, e allora Giocasta si uccise ed Edipo si accecò.

Il bambino instaura con il genitore del sesso opposto un rapporto di attrazione, un attaccamento morboso e ciò genera rivalità con il genitore dello stesso sesso, emerge così il complesso di Edipo.
Con “complesso” in psicoanalisi si definisce un insieme strutturato di ricordi e di rappresentazioni di grande rilevanza affettiva, in parte o totalmente inconsci, che si costituisce a partire da relazioni infantili.
Quando il bambino si rende conto dell’impossibilità di ottenere l’oggetto dei suoi desideri, ovvero il genitore del sesso opposto, trasforma il suo atteggiamento e cerca di identificarsi con il genitore del suo stesso sesso. Attraverso l’identificazione interiorizza anche i divieti, le regole morali, e ciò che può servire alla censura e al controllo del suo mondo pulsionale. Il superamento del complesso di Edipo permette la formazione della sessualità. Quando non si supera si arriva, nell’età adulta, alle fissazioni.
Nel caso delle bambine il complesso di Edipo si presenta in maniera differente: esse non sentono in maniera estrema il bisogno di sostituirsi alla madre, e cercano un modo per relazionarsi con questa. L’identità dell’uomo passa attraverso la separazione, quella della donna attraverso la relazione. Non bisogna dimenticare che l’esistenza della donna è strettamente legata al suo ruolo: il suo corpo è già predisposto per l’esistenza di un’altra persona.

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