Complesso di Edipo e teoria della libido


Il complesso di Edipo

Secondo Freud i ricordi infantili ruotano attorno al complesso edipico, che rappresenta un punto cardine della teoria di Freud: si tratta di una fase necessaria dello sviluppo infantile, per cui non deve generare né repulsione né giudizio, durante la quale il bambino desidera sostituirsi alla figura genitoriale del suo stesso sesso. Il bambino maschio, in modo particolare, desidererebbe liberarsi del padre per avere la madre ma teme il padre e teme l'evirazione (cioè il taglio degli organi genitali) come punizione per i suoi sentimenti incestuosi. Freud rivela questo segreto che sarebbe il segreto che ogni uomo nasconde: questo segreto rimosso e dimenticato nei recessi del proprio cuore apparirebbe poi in forma mascherata in sogno ogni notte. Questo processo, che consente al bambino di costruire la propria identità sessuale (al di là del proprio stesso fisico), prende il nome da Edipo, il quale era un personaggio della tragedia greca che, senza saperlo, aveva ucciso il padre e per poi sposarsi con sua madre.


La teoria della libido

La scoperta freudiana del ruolo dei desideri sessuali inconsci, presenti già nell'infanzia, portò il filosofo a formulare la teoria della libido, ovvero dell'energia sessuale come motore della dinamica psichica. Nel testo "Tre saggi sulla teoria sessuale" scritta nel 1905, Freud ha trattato la sessualità infantile. A differenza di quanto aveva sostenuto nella teoria della seduzione, qui invece il bambino non è più considerato "innocente" ma è dotato di una propria vita sessuale (infatti ritenne che essa non inizia con la pubertà e la maturazione dei genitali). La sessualità infantile si manifesta prima in una "fase orale": la bocca è la zona del corpo attraverso la quale, inizialmente, il bambino sperimenta e si procura del piacere per esempio con l'atto di succhiare.
La seconda fase la cosiddetta "fase anale" nella quale è il controllo degli sfinteri e la ritenzione delle feci a essere intesa del bambino come fonte di piacere.
Infine si giunge alla cosiddetta "fase genitale" (rappresentata dai 'toccamenti agli organi genitali' e dalla masturbazione) che precede di gran lunga il periodo della pubertà e si colloca subito prima della fase detta "di latenza". Secondo Freud in questi stadi del suo sviluppo il bambino è detto "perverso polimorfo" in quanto sarebbero 'potenzialmente' presenti in lui tutti quei comportamenti, che in età adulta, vengono definiti perversioni.

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