Ominide 2993 punti

Esistenzialismo

E' una filosofia che si sviluppa tra il 1920-1940, cioè nel periodo delle due guerre mondiali.
L’esistenzialismo francese in particolare dura fino al 1968.
I suoi temi sono l’insensatezza, il vuoto, l’assurdo, sentimenti provati dall’uomo moderno che vive in un mondo a lui ostile.
C’è un clima di distruzione a causa delle guerre, e le filosofia ottimiste dell’800 non sono più adatte:
- l’assoluto di hegel: tutta la realtà è una manifestazione dell’assoluto.
Ogni momento della realtà è un momento dell’assoluto (non in senso cronologico ma logico).
Tutto cio’ che e’ reale e’ razionale cioè tutto avviene perché deve avvenire.
La negatività è destinata ad essere superata.
- positivismo di comte: fiducia nel progresso.

L’assoluto viene sostituito dalla scienza.
Per i positivisti i guasti della società si risolveranno nel tempo
- marxismo: materialismo storico dialettico  la storia è storia del conflitto fra le classi. Determinati conflitti porteranno al comunismo. La storia e’ progresso.
A causa delle guerre, queste concezioni vengono smentite perché la società avanzata ha portato solo guerra e distruzione.
La prima posizione degli esistenzialisti:
- la realtà non è razionale: non è una novità, perché anche schopenhauer, il più feroce critico di hegel, aveva detto precedentemente che il senso della realtà è la volontà (una forza cieca e irrazionale). In seguito nietzsche aveva ribadito che tutti i valori in realtà sono pseudovalori.
Una prima corrente riprende kierkegaard: egli disse che agli animali apparteneva l’essenza e agli uomini l’esistenza.
L’esistenza è possibilità di scegliere.
La filosofia di kierkegaard aveva un impostazione religiosa, che ritroveremo in alcuni filosofi, mentre sartre a contrario è un esistenzialista ateo.
Viene ripreso il fatto che il modo di essere dell’uomo è la possibilità, è la libertà, il dover scegliere nel rapportarsi all’essere.
Ma non corrisponde alla scelta di kierkegaard (scelta tra i tre stadi)
con gli esistenzialisti si parla di scelta nel senso di interpretazione del reale
la secondo corrente è atea, e si rivolge alla società. Si concentra sull’impegno dell’intellettuale in politica. Sartre fu un rappresentante.
In Italia Nicola abbagnano
in Germania Heidegger
in francia Sartre

L’esistenzialismo francese

contesto storico e politico: la liberazione dal nazismo
L’esistenzialismo francese fu un fenomeno di massa che investì tutte le classi sociali, anche quelle popolari.
Contribuì alla nascita di questo movimento il contesto storico infatti nel 1944 la francia aveva vissuto l’esperienza della liberazione.
La filosofia dell’esistenza era quella più adatta a quella situazione storica in quanto l’incombenza della morta, l’insignificanza della vita, assunsero una dimensione collettiva, pubblica.
L’esistenzialismo si espresse nei caffè, nei quartieri, nei teatri.
Il rapporto con la politica era necessario e al tempo stesso difficile in quanto per gli esistenzialisti la politica da un altro è il luogo in cui far valere le idee più profonde della filosofia, dall’altro né la tradizione liberale né quella marxista o comunista li soddisfano.
Ma nell’atmosfera del dopoguerra è il modello comunista quello che sembra più adatto con le sue promesse di rivoluzione totale.
Si pensa ad una politica nuova di cui fanno parte i problemi dell’esistenza umana.
Alla fine non si realizzerà tutto questo: i filosofi torneranno ai loro studi, e i movimenti politici resteranno quelli di sempre

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email