Utilizzare delle parole per spiegarne il significato di altre parole. Si usano dei latinetti per individuare , l'oggetto di una definizione, mentre si individua sempre per mezzo di un latinetto ciò che grazie al quale si definisce.
Affinché una definizione non risulti non esplicativa, in una definizione non deve esserci la parola che sto definendo.
 
Tipi di definizioni: individuiamo 2 generi e all'interno di uno di questi due generi possiamo individuare due specie.
• Primo genere di definizione: le definizioni lessicali. Diversi modi in cui all'interno di una comunità linguistica quella parola viene utilizzata. Vengono costantemente aggiornati perché gli usi cambiano, possono essere anche espulsi. Certe parole non vengono più utilizzate o certe parole cambiano il modo in cui vengono usate.
• Secondo genere di definizione: Definizioni stipulative. Differenza radicale con le definizioni lessicali. È una definizione che non va ricognizione degli usi ma lo stipula, lo fissa. Non c'è bisogno di far capo a una simbologia particolare, ma si dà un significato nuovo innovativo rispetto a quelli dati dagli usi. Ci sono due specie:

-Definizioni stipulative in senso proprio o stretto : innovazione totale del significato
- laddove l' innovazione sia soltanto parziale, definizione stipulativa in quanto modifica e innova una definizione precedente, siamo di fronte a una definizione qualificata come definizione esplicativa o ri-definzione.
 
Le definizioni vertono su parole, non su cose, diatriba tra nominalisti e realisti, se vertono sulle parole o vertono sul mondo- noi seguiremo le definizioni che vertono sulle parole.
 
Le definizioni sono uno strumento necessario per i filosofi del diritto analitici, il quale fa meta giurisprudenza, produce un discorso, discorso che viene prodotto a seguito dello studio e dell'analisi di un altro discorso, il discorso oggetto, compiuto dalla scienza giuridica e dai giudici. Il filosofo del diritto esamina la dottrina e la giurisprudenza, dà conto di quello che la giurisprudenza fa. Il proposito della meta giurisprudenza può essere meramente descrittivo, ma può essere un fine prescrittivo. Fare meta giurisprudenza descrittiva o prescrittiva, possono e normalmente si associano, Giovanni Tarello, Uberto Scappelli, ci hanno detto che la meta giurisprudenza descrittiva o prescrittiva si associa di solito a un'azione di terapia linguistica. L'analisi del discorso della giurisprudenza viene fatta dal filosofo del diritto cercando di capire cosa la giurisprudenza dice o cercare per mezzo di ridefinizioni e definizioni esplicative proporre un utilizzo più rigoroso efficace delle stesse nozioni che vengono utilizzate dalla giurisprudenza.
 
Le ridefinizioni costituiscono uno strumento possente, essenziale di lavoro del filosofo del diritto meta- giurisprudenza.
Filosofia linguistica, perché i discorsi e il linguaggio siano al centro del fare filosofia.
La filosofia analitica nasce specialmente nel mondo anglosassone, Oxford, e Cambridge. Tutti concordano in termini molto generici nel dire che il filoso analitico connota la propria attività filosofica per un profilo, al centro della discussione filosofia ci sia il linguaggio. I problemi filosofici nascono come problemi del linguaggio e che quindi occuparsi del linguaggio, rendere il linguaggio più rigoroso significa affrontare problemi filosofici e renderli più agevolmente percettibili se non addirittura risolvibili. La filosofia linguistica fa del linguaggio il perno della riflessione filosofica. I problemi filosofici nascono spesso dal cattivo uso del linguaggio concentrarsi sul linguaggio significa avere una migliore percezione. Tradurre questo tratto generico nel diritto significa fare 2 operazioni:
• Prima operazione pensare che quando ci si misura con il diritto ci si misura con un fenomeno linguistico, il diritto è fatto di discorsi, discorsi del legislatore, il legislatore produce delle disposizioni normative, degli enunciati normativi, produce un discorso, un insieme delle leggi. Il filosofo del diritto analitico si occupa del discorso che la giurisprudenza fa intorno al discorso del legislatore. Uso delle definizioni non è estraneo nemmeno all'oggetto di analisi della giurisprudenza e del legislatore. Le definizioni sono presenti tipicamente anche nei discorsi della dottrina e dei giudici.
Prendiamo come esempio la dottrina. Esempio. Nel manuale di diritto privato ci sono molte pagine dedicate al negozio giuridico, ma nel lessico del legislatore il negozio giuridico non c'è, non compare mai nel codice civile. Chi utilizza la nozione la usa per classificare, per rendere comprensibile la categoria, a comprendere bene le conseguenze giuridiche che derivano da certe classificazioni piuttosto che da altre. Il legislatore utilizza delle definizioni, 1321cc, il contratto è: definizione presente nel codice civile.
Possesso 1140cc , ai fini del codice civile è quello definito dall'articolo. La parola contratto è presente nel linguaggio comune di tutti i giorni e nel lessico comune contratto si utilizza per qualsiasi accordo, in diritto ciò non avviene, in ambito giuridico il contratto è volto a un stipulare un accordo giuridico patrimoniale.

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