El_Debs di El_Debs
Erectus 554 punti

Benedetto Croce


Benedetto Croce nato a Pescasseroli il 25 febbraio 1866 e deceduto a Napoli il 20 novembre1952, è stato un filosofo, politico, critico letterario e scrittore italiano, inoltre anche principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano ed esponente del neoidealismo. Il 28 luglio 1883 si trova in vacanza con la famiglia nel borgo di Casamicciola, quando perde i suoi cari nel terremoto che devasta l'isola, Croce rimane sotto le macerie per diversi giorni vivendo l'esperienza più sofferente della sua vita, quella che lo segnerà per sempre come ha raccontato nei suoi scritti. Nipote di Silvio e Bertrando Spaventa entra in contatto con il filosofo Antonio Labriola che lo introduce al socialismo italiano e al marxismo. Nel 1903 fonda una rivista, la “Critica” ed è già il filosofo più importante d'Italia. Pur non essendo laureato e non avendo mai avuto una cattedra universitaria, Croce rinnova profondamente la cultura italiana perché rifiuta l'idea della realtà come progresso scientifico opponendovi una concezione della filosofia come filosofia dello spirito, in altre parole come scienza per interpretare la realtà.
Afferma che Georg Hegel ha compreso che il movimento spirituale che genera la trasformazione culturale e questa è dettata dalla storia. La storia è la mano che scrive e l’uomo non può fare niente per cambiarla, ma l’uomo è attivo tramite lo spirito. Croce dice che Hegel ha sbagliato nel vedere un solo momento dello spirito (lo Spirito Assoluto), mentre in realtà lo spirito ha due momenti diversi:
- Momento Teoretico si divide in bello e vero. In altre parole, noi ci affasciniamo di determinate cose perché sono belle. La bellezza che da un valore all’animo e allo spirito cioè quell’elemento di profondità che abbiamo conservato dentro di noi.
- Momento Pratico dello spirito si divide in morale e utile. Alcune cose avvengono nel mondo perché sono morali, etiche e perché sono giuste e lo spirito spinge al giusto. Mentre alcune cose un po’ più basse avvengono perché sono utili.
Per questo lo spirito non è unico, non è assoluto, ma è diviso in queste categorie.
Benedetto Croce ci regala un’opera magnifica chiamata “l’Estetica” del 1902 che s’interroga su che cos’, è la bellezza e da cosa nasce la bellezza. La bellezza secondo Croce, nasce da un processo interiore dell’uomo, che è legato alla meraviglia e allo stupore di cui tutti siamo dotati. L’arte per esprimersi non ha bisogno di alcuna tecnica (pennelli, colori), ma del momento del bello. Esso è un momento che l’animo vive e che poi esprime, ma l’espressione tecnica è secondaria, ad esempio quando una studentessa, le chiese “cos’è per lei la bellezza?” e lui rispose che ha visto una mamma accarezzare un bambino in un giardino pubblico e non lo può rispiegare perché non è un fatto tecnico, ma è un fatto dello spirito dell’anima.
Inoltre Croce, vive una dimensione di religione particolare, non parla mai di credere in Dio, però dice che la vera religione è la religione della libertà. L’uomo se non è libero non è niente. E’ un elemento di profondità, deve portarci a sentire dentro di noi una richiesta di miglioramento del mondo e durante il fascismo ha creato l’associazione “la libertà della cultura”.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email