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Croce - paragone ellittico


Dagli studi di Marx coglie il metodo, o canone, storiografico, basato sulla ricerca della comprensione degli avvenimenti tramite la concezione dei fattori storici. In seguito, analizza la trattazione del valore che sbocca nel plusvalore (processo che non si ritrova negli economisti borghesi). Si tratta di un procedimento sociologico che risulta da un paragone ellittico (non esplicitato), tra un’economia di puro lavoro ed una cui accanto ad esso ci sono i fattori produttivi.
Si tratta di un raffronto tra una società ipotetica ed una astratta che per croce sfocia in una semplice costruzione mentale e per questo tale paragone possiede un elemento morale e di propaganda tale da permettere un raffronto qualitativo tra società. Il plusvalore sarebbe un concetto qualitative estraneo alla teoria economica in senso stretto. Tale paragone solleva questioni quantitative solo quando si ferma ad indagare la genesi del plusvalore cercando di capirne la grandezza. Croce comunque non dice che le merci si scambiano senza considerare il plusvalore perché i prezzi, i una società capitalistica con appropriazione di terra e capitale, non corrispondono ai valori.

Quindi oltre al l’elemento del lavoro, nel calcolo dei prezzi, era inserito anche quello del capitale, come dicevano gli economisti austriaci (questo turbò Labriola), veniva quindi mostrata la sottrazione di valore che nei sistemi capitalistici (come diceva anche Engels) veniva perpetrata ai danni dell’operaio. Alla luce di quanto detto la tesi valore-lavoro di Marx aveva, secondo croce, una posizione politica, ma non era una vera e propria dottrina economica proprio perché astratta (e secondo croce proprio attorno a questa teoria del valore-lavoro ruota il capitale). Croce riteneva anche che Marx avesse sospeso il concetto di realtà come concreta ed imprevedibile e il concetto di natura economica dell’uomo, in quanto aveva fissato l’ideale di una pura società lavoratrice economica considerata solo in quanto produttrice di beni aumentabili con il lavoro (concetto di plusvalore). Il problema di Marx era che non includeva nel calcolo dei prezzi oltre all’elemento del lavoro anche quello del capitale, per questo il suo era solo un paragone qualitativo e non quantitativo. Per criticare la teoria marxiana del valore si era avvalso dell’economia pura.
Marx: la fonte ultima del valore è il lavoro. Esiste il capitale costante e quello variabile. Esiste poi il lavoro produttivo e quello non produttivo (concetto di sfruttamento). Il capitale invece non è l’insieme dei mezzi di produzione, ma qualcosa dii storicamente determinato.
Struttura: Forze produttive e macchinari
Sovrastruttura: ordinamento politici ed impianto sociale
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