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Capiscuola e ortodossia

Queste scuole, vecchie e nuove, presentano alcuni importanti caratteri comuni: sono dirette da un caposcuola, e i successivi maestri formano una specie di “dinastia” filosofica; sono vincolate al rispetto del pensiero del fondatore, dando così luogo per la prima volta a forme di ortodossia filosofica (più accentuata per stoici ed epicurei, meno per i platonici). La secolare persistenza delle grandi scuole filosofiche produce effetti di grande rilievo. In primo luogo, esse costituiscono il veicolo attraverso il quale si trasmettono e si consolidano le tradizioni di pensiero alle quali fanno capo, costituendo così le tradizioni del platonismo, dell’aristotelismo, dello stoicismo e dell’epicureismo.

La rivalità tra le scuole e le conseguenze

In secondo luogo, si assiste a un’accesa rivalità fra le diverse scuole, ognuna delle quali tende a stabilire la superiorità della propria dottrina, in vista di un successo sia in campo teorico sia in campo pratico.

Irrigidimento delle posizioni filosofiche

Rivalità e controversie causano anche un irrigidimento delle opposte posizioni filosofiche, tese a fortificarsi contro le critiche dei rivali. Questo irrigidimento sviluppa a sua volta alcune forme del tutto nuove del pensiero filosofico e della sua produzione di testi, che risultano tipiche della filosofia nella sua fase “scolastica”, cioè dal III secolo a.C. fino alla fine dell’età antica.


Il commento come spiegazione e difesa dei testi antichi

Il commento ai testi del fondatore caratterizza soprattutto la scuola platonica e quella aristotelica: commentare un testo significa renderlo disponibile ai discepoli, quindi spiegarlo, chiarirne le oscurità, mostrarne il rapporto con altri testi eliminando anche quelle lacune e quelle contraddizioni presenti a volte nei testi antichi e che possono apparire come punti deboli della dottrina, criticabili dagli avversari.
Commentare un testo significa in un certo senso tradurlo in un linguaggio filosofico più aggiornato, più comprensibile e più agguerrito nella competizione fra scuole rivali. Non bisogna pensare che il lavoro del commento sia privo di originalità filosofica; al contrario, sotto l’apparenza della dichiarata fedeltà al maestro fondatore, i commenti sono spesso ricchi di analisi filosofiche innovative, proprio nella misura in cui l’esigenza di chiarimento e di aggiornamento del pensiero degli antichi induce a svilupparne potenzialità teoriche rimaste implicite, o prospettive che erano loro estranee.
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