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Le filosofie postume ad Aristotele

Alla morte di Aristotele, nacquero nel mondo ellenistico del tempo delle scuole filosofiche che vissero in un periodo in cui non c’era libertà, dove proliferavano i regni oligarchici o le tirannie, come, però, del resto anche ai tempi di Aristotele, solamente che in più c’erano anche molte tensioni dovute alle frequenti guerre intestine tra le varie potenze della Grecia. Il pensiero comune di queste scuole filosofiche era che la questione fondamentale fosse legata alla morale, perché all’uomo interessava solo come comportarsi per essere felice: era scomparso totalmente l'interrogativo dell'archè, ormai la morale era l'argomento filosofico predominante Le due principali scuole filosofiche ellenistiche furono l’epicureismo e lo stoicismo, che ebbero una notevole fama anche e soprattutto nell'epoca romana. Un’altra scuola filosofica particolare fu lo scetticismo, che tuttavia ebbe un successo minore rispetto alle altre due correnti di pensiero. L’epicureismo e lo stoicismo si opposero continuamente, perchè avevano elementi contrastanti tra le loro ideologie fondandi, nonostante avessero comunque anche alcuni caratteri in comune. Dopo le scuole filosofiche ellenistiche, per sei secoli non ci furono più novità dal punto di vista filosofico perché a Roma la filosofia era bistrattata ed emulava solamente i modelli greci, come del resto accadde anche in campo artistico e letterario. A Roma era diffuso l’eclettismo, cioè l’abitudine a fare una rassegna di tutte le filosofie greche conosciute, che fu la principale costante del pensiero filosofico romano che trova in Lucrezio e Seneca gli espressori più alti di Epicureismo e Stoicismo, rispettivamente.

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