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LE SCUOLE ELLENISTICHE

Le scuole ellenistiche sono diverse dalle scuole elleniche (da Ellade = Grecia) come la scuola peripatetica di Aristotele e l’Accademia di Platone, la scuola pitagorica, la scuola eleatica.
Le scuole ellenistiche nascono dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) nel periodo dei regni ellenistici( Asia, Egitto e Macedonia). Alessandro Magno aveva cercato di conquistare tutta la Grecia e l’Asia, creando una monarchia universale e divina, fondendo culture diverse (greca ed asiatica). Alla sua morte nel 323 a. C., la monarchia universale si disgrega e si formano tre grandi monarchie, i tre regni ellenistici.
La parola ellenistiche indica il periodo storico in cui queste tre scuole nascono. Si chiamano così, perché non sono semplicemente basate sulla cultura greca, ma sulla fusione della cultura greca con quella orientale (particolare caratteristica).

FATTORI COMUNI DELLE TRE SCUOLE:

1) Fattore politico: CRISI DELLA POLIS E DELL’IDEALE POLITICO DEMOCRATICO a causa degli eventi storici (conquista di Filippo il Macedone che aveva annesso le polis greche al regno di Macedonia, poi l’espansione della monarchia universale di Alessandro, la disgregazione e la creazione di queste tre grandi monarchie soppiantano la polis che non esiste più, le città greche diventano parte del regno di Macedonia). In questa situazione nasce l'ideale cosmopolita, l’uomo non è più il cittadino della polis, ma è il cittadino del mondo.

2) Legato al primo fattore: essendo crollato l’ideale politico democratico a cui tutti facevano riferimento assistiamo al crollo dell'identificazione dell'uomo con il cittadino della polis. Con Socrate e i sofisti, Platone, Aristotele uomo era identificato il cittadino della polis, in particolar modo con Aristotele che sosteneva come lo Stato fonda il cittadino. Questo porta ad un disorientamento, ad una crisi d’identità dell’uomo. L’uomo non ha più valori politici di riferimento. La vita umana non ha più lo scopo di diventare buoni cittadini. Vengono a mancare quei valori e quei punti di riferimento che c’erano prima e che erano stati forti in tutto il periodo ellenico precedente. L’uomo, disorientato, si chiude in sé stesso e ricerca in sé nuovi valori, in realtà quindi da questa crisi d’identità ne nasce qualcosa di produttivo. L’uomo che si chiude in sé stesso si scopre come individuo. Non è più il cittadino, ma diventa l’individuo. Essere individuo è qualcosa di più di essere cittadino perché essere cittadino è limitante. Quando noi abbiamo individuato l’essenza dell’uomo nel fatto di essere membro della polis, è limitante perché siamo tutti membri della polis, cosa ci distingue? L’uomo ora si scopre come individuo e ciò implica che ogni individuo sia diverso. Si sta determinando un’essenza individuale, di ciascuno, ciò che ci accomuna può essere la ragione, ma non ci interessa solo ciò che ci accomuna, ma anche ciò che ci distingue. In realtà da questo male ne nasce un bene. Scoperta dell’individualità dell’uomo.

3) Legato al primo e al secondo fattore: DIVORZIO TRA ETICA E POLITICA
Da Socrate in poi tra etica e politica c’era stato un legame molto forte, l’etica era finalizzata alla politica (aveva come fine quello di diventare buoni cittadini), la politica era fondata su valori etici come bene, giusto. Ora questo legame viene a crollare, c’è una separazione, un divorzio tra etica e politica. Queste scuole ellenistiche indagheranno solo sull’etica, ambito circoscritto di indagine della filosofia ellenistica (problema etico). Mentre la politica viene da queste scuole rifiutata come una cosa neutra/indifferente o nociva, perché fonte di turbamenti e preoccupazioni (la polis è andata in crisi, non c’è più nessun valore che ci interessa).

4) SEPARAZIONE TRA FILOSOFIA E SCIENZA

Se nel periodo ellenico i filosofi erano sempre anche scienziati (Talete, Pitagora, Aristotele e tutti gli altri a parte Socrate) erano tutti autori poliedrici (astronomia, matematica, scienze naturali). Adesso filosofia e scienza diventano due discipline autonome, separate. I filosofi si occuperanno solo del problema etico e gli scienziati indagheranno le altre discipline che diventano autonome (cosmologia, fisica, matematica). Sembra tornare indietro rispetto a Platone perché questi filosofi negheranno e trascureranno la scoperta della Metafisica/Mondo sovrasensibile di Platone, come se non si rendessero conto della sua importanza. Sembra di tornare al periodo naturalistico, si richiameranno a Democrito (atomismo, meccanicismo). Questa separazione viene ancor di più legittimata da una dislocazione geografica, ci saranno due diversi centri di elaborazione culturale: Atene per la filosofia e Alessandria d’Egitto per la scienza.

Che cosa si richiede alla filosofia in questo periodo di crisi politica, sociale e d’identità?
1) Se è possibile vivere una vita felice nonostante le difficoltà e la crisi?
2) In cosa consiste questa felicità?
3) Come la si può raggiungere?
Queste tre domande compongono il problema etico (il fine della vita umana). Alla filosofia si chiede una parola di saggezza e di conforto per sopportare i mali della vita, la metafora più diffusa in questo periodo e che vale per le tre scuole, in particolare per quella epicurea è: “La vita è una malattia, la filosofia è la cura o il filosofo con le sue dottrine è il medico”
Le tre scuole ellenistiche più importanti che nascono nello stesso periodo (III sec. a.C.) sono:
1) EPICUREISMO: fondata da Epicuro di Samo;
2) STOICISMO: (anche detta Stoa), fondata da Zenone di Cizio;
3) SCETTICISMO: fondato da Pirrone di Elide.

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