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Lo studio dei segni nello stoicismo

Sul piano della semiotica (la dottrina dei segni) gli stoici si basano sull’esistenza di due tipi di segni: quelli rammemorativi che consentono di recuperare da un elemento tutto ciò che è o prima o dopo o contemporaneo a questo elemento e quelli indicativi che fanno conoscere qualcosa che non è evidente ma ci deve essere, come i pori nel momento in cui si vede il sudore. In ambito semantico gli stoici individuano una struttura tripartita per il segno: ogni concetto è strutturato con un significante, un significato e un referente. Il significato è l’entità astratta che media fra gli altri due elementi concreti ed è la definizione del concetto, ovvero del significante che può essere una voce, una parola scritta, ma è comunque concreta. Infine il referente, che può essere reale o potenziale, è un individuo che ha le caratteristiche espresse dal significato.

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