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Fisica stoica

Nell’indagine sulla natura delle cose gli stoici si basano sul materialismo, riconducendo tutto l’essere alla corporeità, pur ammettendo l’incorporeità in pochi casi come il significato, il vuoto che avvolge il cosmo, lo spazio in cui sono racchiusi i corpi e il tempo, tutte entità incorporee che non possono essere considerate esistenti in senso pieno, ma solo sussistenti sul piano concettuale. Il sistema stoico si basa sull’ammissione di un genere sommo, il quid, che supera l’essere e comprende sia le cose che sono sia quelle che sussistono. Il principio fondamentale è che nulla nella realtà avviene per caso, ma tutto è dovuto all’azione di una ragione seminale universale che, come i semi per le piante, dà forma e fa crescere ogni cosa. Questa ragione è il principio attivo, identificato come un pneuma, un soffio caldo e vitale, una sostanza che pervade la materia, la anima e gli dà calore e forma, agisce su una materia che è principio passivo ed agendo sulla materia è anch’essa materia, è corporea.
Tutto il cosmo è vivente perché materia pervasa di pneuma, così qualsiasi elemento della realtà è legato al tutto. La distinzione tra principio attivo e passivo è puramente concettuale, è una distinzione logica per spiegare il fatto che il principio fondamentale è la razionalità. Il fatto che tutto sia animato fa valere il principio dell’ilozoismo, cioè che tutti i corpi sono materia vivente. Il principio razionale fa sì che tutto nella natura sia determinato, nulla è lasciato al caso, tutto avviene per il meglio, inoltre Dio è in tutto, perciò si ha una visione panteistica, deterministica, ottimistica. È valida la mantica come previsione del futuro, poiché il saggio stoico che conosce l’ordine delle cose e le leggi del tutto sa predire il futuro perché il tutto si svolge secondo leggi prestabilite, secondo nessi causa-effetto alla base di ogni evento.
La natura segue un grande ciclo cosmico; la ragione crea un mondo che è il migliore fra quelli possibili, ma avendo da plasmare una materia che non può essere perfetta, l’azione della ragione si deve orienta al meglio, perchè c’è un’implicazione del male sul bene. Il male, infatti, è connaturato al bene, perché qualunque aspetto positivo implica aspetti negativi. Una volta che il mondo ha raggiunto la parte finale del ciclo cosmico avviene una grande esplosione e tutto ritorna a un caos primordiale da cui si ripete l’intero ciclo del grande anno, perfettamente uguale al precedente. Essendo tutto retto da una ragione, se ci fosse differenza tra i cicli cosmici uno risulterebbe migliore e l’altro peggiore e in questo caso si avrebbe un fallimento della provvidenza che governa la natura per il miglior modo possibile. Inoltre dopo la massima perfezione possibile doveva esserci ad ogni costo una ripetizione della perfezione, perché l’alternativa sarebbe arrivare ad uno stato di massima perfezione in cui restare immobile, ma l’immobilità è contraria alla vita, quindi è indispensabile la ciclicità che è la massima realizzazione della fissità nel movimento. L’ordine nell’universo è garantito da una scala della natura al cui vertice sta l’uomo, in quanto la sua anima è parte del soffio vitale e quando muore nel corpo va a ricomporsi nell’unica anima universale.
Quest’anima è una realtà unitaria, un tutt’uno col corpo, anche se all’interno sono presenti alcune distinzioni per le quali si parla di principio di sensibilità per i sensi, verbale per la parola, spermatico per la riproduzione, ma quello più importante è il principio egemonico della parte razionale, situato nel cervello per Zenone e nel cuore per Crisippo. È questo egemonico che guida, controlla e domina il corpo.

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