Concetti Chiave
- I tre giganti della filosofia, Socrate, Platone e Aristotele, hanno segnato il IV secolo, influenzando profondamente il pensiero occidentale.
- Socrate ha introdotto la svolta antropica nella filosofia, ponendo l'Uomo al centro delle sue indagini e interrogandosi sulla felicità e i suoi limiti.
- La tecnica della dialettica e della maieutica di Socrate mirava a stimolare il pensiero critico e a far emergere la verità interiore degli interlocutori.
- Condannato a morte nel 399, Socrate si oppose alle accuse di corruzione e introduzione di nuove divinità, sostenendo la sua coerenza tra pensiero e azione.
- La leggenda dello schiavo analfabeta, che riesce a dedurre il teorema di Pitagora, illustra la concezione socratica della conoscenza come un processo di ricordo e riscoperta.
Indice
- I giganti della filosofia
- L'influenza degli artisti e intellettuali
- Qual è la svolta antropica di Socrate?
- L'intellettualismo etico di Socrate
- Il demone e la condanna di Socrate
- La dialettica e la maieutica
- La leggenda dello schiavo analfabeta
- La condanna e il processo
- Le teorie dei filosofi precedenti
- Le personalità dietro la condanna
- Le possibilità di Socrate
I giganti della filosofia
Nel IV secolo, l'ultimo secolo di autonomia delle Polis, si hanno i tre giganti della filosofia: Socrate, Platone (allievo di Socrate) e Aristotele (allievo di Platone).
Per comprendere Socrate bisogna capire:
_il Pensiero di Gorgia;
_la Desacralizzazione di Leggi e della Religione;
_i Ruoli degli Artisti e degli Intellettuali del V secolo.
L'influenza degli artisti e intellettuali
Tra gli artisti e gli intellettuali troviamo: Sofocle, Euripide, Aristofane e Tucidide.
Di questi quattro Socrate ne studia gli insegnamenti:
_Sofocle insegna importanza dell'uomo;
_Euripide insegna il pensiero razionale;
_Aristofane insegna l'ironia e la dissimulazione;
_Tucidide insegna come ci si deve comportare.
Qual è la svolta antropica di Socrate?
Con Socrate che si ha la vera e propria svolta antropica della filosofia, infatti pose l'Uomo al centro delle sue ricerche.
Socrate si domanderà "Cos'è l'Uomo e quali Limiti ha?" (Ti Estì?)
E anche "Come si deve comportare l'Uomo per raggiungere la felicità?".
L'intellettualismo etico di Socrate
Il comportamento dell'Uomo è frutto di un ragionamento, quindi per Socrate alla base di ogni comportamento di ogni persona c'è l'intellettualismo etico.
Riguardo l’intellettualismo etico Socrate disse che chi compie il male non lo fa volontariamente, perché l'Uomo non sa cos'è il bene, e anche perché non sa come comportarsi correttamente.
Il demone e la condanna di Socrate
Per Socrate l'uomo deve realizzare il proprio demone, poiché è proprio il demone a suggerire cosa è giusto fare.
Socrate aveva ideali diversi (era l'elemento estraneo) da chi era a capo della città; per questo ne pagherà le conseguenze, infatti verrà condannato a morte.
Socrate rappresentava una posizione forte sia nella politica che nella religione.
La dialettica e la maieutica
Socrate non scrisse niente di sua mano, ma sono stati i suoi allievi a scrivere di lui, perché diceva che tutto è già saputo e che quindi non ha senso riscriverlo, ma bisogna solo farlo ricordare attraverso l'uso della dialettica.
Socrate si autodefinì un “tafano”, cioè una persona che ti sta addosso e che ti costringe a ragionare.
Socrate era solito usare le tecniche del dialogo e della dissimulazione (= occultamento, nascondimento). Egli usava la dissimulazione per far finta di sembrare ignorante, in modo da poter fare domande su un qualsiasi argomento alle persone che incontrava. Con questa tecnica egli riuscì a smontare tutte le false certezze della gente e anche a tirar fuori dal proprio interlocutore il meglio di sé.
La sua tecnica di dialogo era una sorta di “botta e risposta” rapido, in modo da rintontire il suo interlocutore: riusciva così a fare dire realtà nascoste al suo interlocutore.
Successivamente Socrate aiutava le persone a sistemare le proprie idee e le aiutava a cercare una propria autenticità.
Socrate, dunque, riprese in parte Gorgia in questa sua tecnica, dato che quest'ultimo faceva emergere le contraddizioni e le smontava; comunque Socrate riuscì anche a riordinare le idee della persona.
L'arte di tirar fuori le cose dalle persone è detta "Maieutica" (era all'arte delle levatrici, come la madre di Socrate).
La leggenda dello schiavo analfabeta
Platone scrisse una leggenda riguardo la capacità di saper far tirar fuori le cose dalle persone di Socrate: “Uno Schiavo analfabeta (che non era mai andato quindi a scuola e non arriva mai letto niente), parlando a Socrate riuscì a tirar fuori il teorema di Pitagora.”
Per Socrate è importante l'esperienza del déjà-vu (quando sembra di avere già visto o vissuto qualcosa), infatti per lui di conoscere qualcosa vuol dire ricordare quel qualcosa; le sue domande rivolte alle persone riescono a far ricordare tutto a tutti.
Quindi per Socrate che esiste la reincarnazione: tutti hanno vissuto una vita precedente, dove hanno imparato qualcosa.
Socrate è il filosofo dell'ironia (cioè la falsa ignoranza), infatti era solito dire "io so di non sapere".
Grazie alla conoscenza di se stesso e di tutti i suoi limiti, egli sa di essere superiore a tutti, difatti nessuno di noi conosce tutto (le nostre conoscenze sono settoriali, a volte ci manca un qualcosa che possa legare due conoscenze diverse) e Socrate, sapendo di avere questo limite, viene considerato il più sapiente di tutti.
Socrate disse che il Non Sapere è ciò che dà Sapore alla vita, poiché spinge al sapere. Sapere vuol dire essere in possesso di qualcosa che dà Sapore.
Platone, suo allievo, incarnerà perfettamente questo messaggio.
La Dialettica di Socrate porta all'individuazione dell'essenza universale e non particolare.
-La Condanna, il Processo e la Morte di Socrate-
La condanna e il processo
Socrate venne imputato di corruzione verso i giovani e anche di aver introdotto nuove divinità e fu condannato a morte nel 399.
Le teorie dei filosofi precedenti
Alcuni altri filosofi a lui precedenti, come Prodico di Ceo, Ippia di Elide, Trasimaco e Callicle, ebbero precedenti simili al suo:
_ secondo Prodico di Ceo gli Dei sono stati inventati dagli uomini che hanno imposto inoltre la religione agli altri; venne condannato per questa sua teoria contro la religione.
_ Ippia contrappose la legge alla natura; infatti la natura e spontanea, mentre la legge no: è infatti proprio essa che divide gli uomini tra di loro. Dunque egli va a sbugiardare la politica e la legge, poiché inventata da qualcuno che la va ad imporre a qualcun altro; venne condannato anch'egli per questa sua teoria politica.
_secondo Trasimaco la giustizia è l'utile del più forte: ciò che è utile per me, è dannoso per qualcun altro; quindi ogni politico fa gli affari suoi non pensando al collettivo; pure lui verrà condannato per questa sua teoria riguardo alla politica.
_Callicle, il meno importante tra questi, disse che è giusto che il più forte vinca sempre.
Le personalità dietro la condanna
Dietro alla condanna a morte di Socrate ci furono due personalità politiche e poetiche dell'epoca, rispettivamente Anito e Meleto.
Meleto era l'"anchorman" della poesia e nei suoi discorsi cercava di montare l'opinione pubblica contro Socrate.
Egli inoltre si occuperà direttamente del suo arresto e della condanna.
Le possibilità di Socrate
Durante il suo processo a Socrate vennero offerte tre possibilità per evitare la pena di morte: la prima era quella di una pagare una somma, ma sopra che disse "per quello che ho fatto sarebbe Atene a dovermi pagare". La seconda possibilità era l'esilio (o vai fuori da Atene o muori; Socrate preferiva morire piuttosto che lasciare la sua polis, perché secondo lui un uomo all'esterno della propria polis non è piu niente). La terza possibilità (propostagli dai suoi allievi, specialmente da Critone) era quella della fuga, in quanto i suoi allievi avrebbero corrotto le guardie e poi egli sarebbe potuto scappare; in questa circostanza sopra che diede il suo ultimo insegnamento ai suoi allievi: "proprio voi ha i quali ho insegnato le leggi e il rispetto mi venite a dire questo?".
In verità l'intento del tribunale di Atene non era quello di ucciderlo, ma lo volevano far contraddire in modo da far rompere la sua continuità tra pensiero e azione.
L'ultima frase di Socrate prima di morire fu: "Ricordatevi che dobbiamo un gallo ad Asclepio (Dio Greco della Medicina)".
Morì assumendo un veleno.
Domande da interrogazione
- Qual è la svolta antropica introdotta da Socrate nella filosofia?
- Qual è il concetto di intellettualismo etico secondo Socrate?
- Come si manifesta la tecnica dialettica di Socrate?
- Quali furono le accuse che portarono alla condanna di Socrate?
- Quali opzioni furono offerte a Socrate per evitare la pena di morte?
Socrate pone l'Uomo al centro delle sue ricerche, interrogandosi su cosa sia l'Uomo e come debba comportarsi per raggiungere la felicità.
Socrate sostiene che il comportamento umano è frutto di un ragionamento e che chi compie il male lo fa perché non conosce il bene, evidenziando l'importanza della conoscenza per agire correttamente.
Socrate utilizza la dialettica e la maieutica per far emergere le contraddizioni e aiutare le persone a riorganizzare le proprie idee, spingendole a ricordare ciò che già sanno.
Socrate fu accusato di corruzione dei giovani e di introdurre nuove divinità, venendo condannato a morte nel 399 a.C.
Socrate rifiutò tre possibilità: pagare una somma, esiliarsi o fuggire, affermando che preferiva morire piuttosto che abbandonare la sua polis, Atene.