Concetti Chiave
- I circoli pitagorici si sono mantenuti attivi in alcune città della Magna Grecia, come Taranto, fino al IV secolo a.C., influenzando pensatori come Platone.
- Archita di Taranto è stato un importante esponente pitagorico, noto per i suoi rapporti di amicizia con Platone e il suo impatto sul suo pensiero.
- Il contributo dei pitagorici allo sviluppo della scienza, in particolare della matematica, è significativo ma difficile da quantificare con precisione.
- Il teorema di Pitagora, sebbene attribuito alla scienza babilonese, è stato rielaborato dai pitagorici in una forma più generale e astratta.
- La differenza tra la scienza greca e quella orientale è evidente nella rielaborazione critica del teorema da parte dei pitagorici, che ha avuto una sistemazione definitiva solo con Euclide.
Influenza dei pitagorici nella Magna Grecia
Nelle altre città della Magna Grecia i circoli pitagorici restano operanti per qualche tempo, ma vengono poi chiusi e gruppi di adepti tornano nella madrepatria greca, a Fliunte e a Tebe, dove opererà Filolao (contemporaneo dì Socrate), fuggito da Crotone. Nella Magna Grecia, a Taranto, un sodalizio risulterà fiorente ancora nel IV secolo a.C. e il suo maggiore esponente, Archita, avrà stretti rapporti di amicizia con Platone, influendo probabilmente su alcuni aspetti del suo pensiero; a Socri, inoltre, ha operato Timeo, che Platone trasformò in protagonista di un suo dialogo.
Contributo dei pitagorici alla scienza
Ai Pitagorici viene attribuito il merito di avere dato un notevole impulso allo sviluppo della scienza e, in particolare, alla matematica. E difficile, allo stato attuale, dire con precisione quale sia stato il contributo specifico che essi hanno dato a questa scienza. Ad esempio, lo stesso teorema di Pitagora è stato attribuito dagli storici della matematica alla scienza babilonese. Eppure proprio qui si può cogliere una differenza fra la scienza greca e quella orientale. Mentre i Babilonesi, infatti, conoscevano quel teorema in quanto lo usavano come forma di calcolo approssimativo, nel nuovo clima intellettuale della pòlis (e nella riflessione dei Pitagorici) quel teorema viene rielaborato criticamente, assume cioè una forma generale ed astratta, anche se solo con Euclide riceverà la sua sistemazione compiuta.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo dei pitagorici nella Magna Grecia?
- In che modo i pitagorici hanno contribuito allo sviluppo della matematica?
- Chi sono alcuni dei principali esponenti pitagorici e quale impatto hanno avuto?
I circoli pitagorici nella Magna Grecia rimasero attivi per un certo periodo, ma alla fine furono chiusi, con alcuni adepti che tornarono in Grecia. A Taranto, tuttavia, un sodalizio pitagorico continuò a prosperare fino al IV secolo a.C., con Archita come figura di spicco, che influenzò anche Platone.
I pitagorici sono riconosciuti per aver dato un impulso significativo alla scienza, in particolare alla matematica. Sebbene il teorema di Pitagora sia stato attribuito anche alla scienza babilonese, i pitagorici lo rielaborarono in modo critico, trasformandolo in una forma generale e astratta, anticipando così il lavoro di Euclide.
Tra i principali esponenti pitagorici vi sono Archita e Timeo. Archita, attivo a Taranto, ebbe rapporti di amicizia con Platone, influenzando il suo pensiero, mentre Timeo è diventato un personaggio centrale in uno dei dialoghi platonici, evidenziando l'importanza dei pitagorici nel pensiero filosofico greco.