Pitagora e i pitagorici


Molto probabilmente Pitagora no scrisse nulla,noi infatti non parliamo di lui ma dei pitagorici, perché si ritiene che queste idee siano state elaborate non solo da Pitagora ma anche di suoi allievi.
Ci troviamo in Magna Grecia, più precisamente a Crotone.
La sola dottrina filosofica che gli si può attribuire con certezza è quella della trasmigrazione dell'anima. I pitagorici consideravano il corpo come una prigione dell'anima e il corpo come il purgatorio. Essi credevano che l'anima fosse una cosa indipendente dal corpo e che godesse di immortalità. L'anima è destinata a reincarnarsi e questo ciclo terminerà quando questa si sarà purificata.
Ai pitagorici si deve indubbiamente a creazione della matematica come scienza e queste dottrine non devono essere propagate al di fuori del gruppo, che era diviso in due parti: i matematici, ai quali era permesso accedere alla dottrina segreta e gli acusmatici che erano gli allievi che ascoltavano le lezioni di pratiche religiose del maestro.
La tesi su cui si fonda la filosofia dei pitagorici è la concezione del numero come sostanza delle cose. Essi individuarono quattro numeri fondamentali:
1 punto= ciò che non ha dimensione
2 linea= ha una dimensione
3 piano= piano
4 solido= solidità
La somma di questi numeri fa dieci, che è considerato il numero perfetto e veniva raffigurato come un triangolo, chiamato tetrade. Proprio su questa figura i pitagorici giuravano per accedere alla comunità.
I numeri vengono classificati in pari e dispari.
Quelli pari sono illimitati perché nella loro dimensione sono infiniti quindi perfetti. I numeri dispari sono limitati perché nella loro dimensione incontrano un limite e quindi sono detti perfetti.
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